Una madre è stata cacciata da una serata organizzata dal College di Manchester per parlare dell’educazione universitaria dei propri figli perché non ha voluto rinunciare al velo che le copriva l’intero volto.
A Maroon Rafique è stato interdetto l’accesso alla scuola perché, per motivi di sicurezza e per la salvaguardia di bambini e insegnanti, nell'istituto c’è il divieto di portare qualsiasi indumento che copra il viso.
La donna è stata invitata a rimuovere il niqab, il tipo di velo indossato, altrimenti avrebbe dovuto rinunciare al colloquio. Alla fine Rafique, stupita, è stata costretta a chiamare il marito e lasciargli il suo posto ed è andata via con il figlio diciottenne.
La madre, che per sette anni ha sempre indossato il niqab, ha detto: “Sono nata in questo paese britannico. Perché dovrei offendere qualcuno? Non volevo fare tante storie, tutto quello che mi interessava era avere le informazioni per aiutare mio figlio ad andare all’università”.
Rafique ha spiegato di essersi offerta di sedersi dietro o davanti o comunque in un posto poco visibile dagli altri e di essersi abbastanza innervosita perché, prima di quel giorno, tutte le volte che è andata nella scuola nessuno ha fatto obiezioni sul suo abbigliamento e non ci sono mai stati problemi.
Anche il figlio Awais, studente di economia che spera di poter frequentare un corso di contabilità all’università di Manchester, si è stupito dell’accaduto: “È stato imbarazzante. Prima di allora non si era mai parlato di regole d’abbigliamento che i genitori dovrebbero seguire”.
La scuola si difende affermando che: “Il College fornisce un ambiente sicuro che favorisce lo sviluppo. Noi applichiamo lo stesso codice su studenti e visitatori. In ogni momento deve essere possibile identificare tutti gli individui con facilità per mantenere la sicurezza e per questo chiediamo che i volti siano visibili”. In ogni caso l’istituto assicura che prenderà in considerazione un’eventuale modifica del regolamento a seguito della vicenda.
La storia di Rafique non è però un caso isolato. Nel mese di marzo a un'altra donna musulmana è stato impedito di far parte della giuria durante un processo perché il niqab “nascondeva le sue espressioni facciali”. In Francia, invece, tra proteste e indignazione da parte delle donne islamiche, l’anno scorso è stato imposto il divieto totale del velo integrale. Chi lo indossa è costretto a pagare multe salate.
