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17.1.2012

Europarlamento, Schulz nuovo presidente

Eletto con maggioranza al primo turno

foto Ap/Lapresse
10:58 - Il socialdemocratico tedesco Martin Schulz è stato eletto presidente del Parlamento europeo per la seconda metà legislatura. Secondo quanto si apprende ha ottenuto la maggioranza assoluta al primo voto con una cinquantina di voti più degli altri candidati, il conservatore Nirj Deva e la liberal-democratica Diana Wallis.
Schulz, che succede al conservatore polacco Jerzy Buzek, è stato eletto al primo turno con 387 voti, su un totale di 670 voti validi. Gli "sfidanti" erano Nirj Deva, del gruppo dei Conservatori e riformisti britannici, che si è fermato a 142; e la liberal-democratica britannica, Diana Wallis, a 141.

Schulz, 56 anni, è un uomo d'apparato entrato nel partito socialdemocratico tedesco a 18 anni ed eletto all'Europarlamento dal 1994. Nel 2004 è arrivato alla presidenza del gruppo socialista a Strasburgo gestendolo con il pugno di ferro e arrivando a disciplinarne le diverse correnti.

Quando Berlusconi gli diede del kapò
In Italia Schulz divenne celebre nel 2003, per lo scontro con Silvio Berlusconi che voleva suggerirlo per il ruolo di "kapò" in un film sul nazismo. L'acceso scambio avvenne al Parlamento europeo quando il Cavaliere era in veste di presidente di turno della Ue.

Il discorso d'insediamento
"Per la prima volta da quando è stata fondata, il fallimento dell'Unione Europea è una possibilità realistica". Martin Schulz, neoeletto presidente dell'Europarlamento, esordisce nell'aula di Strasburgo con questo avvertimento, criticando i summit di crisi che si susseguono senza esito l'uno dopo l'altro, con decisioni "che coinvolgono tutti noi prese dai capi di Stato e di governo a porte chiuse". "Nella mia visione - sottolinea - questo è il contrario di quella forma di politica europea che pensavo fosse stata consegnata ai libri di storia: è una reminiscenza dell'epoca del Congresso di Vienna del XIX secolo, quando i leader europei erano spietati nella difesa dell'interesse nazionale".

Di contro, ricorda Schulz, che si definisce "un presidente di lotta", non certo "accomodante", l'Europa del dopoguerra venne fondata sul riconoscimento che "i nostri interessi non possono più essere separati da quelli dei nostri vicini, sulla comprensione comune che l'Ue non è un gioco a somma zero, in cui uno deve perdere in modo che l'altro possa vincere". Piuttosto "è vero il contrario: o vinciamo tutti insieme o perdiamo tutti insieme, perché la base fondamentale di quest'Europa è il metodo comunitario, non un concetto tecnocratico, ma il principio al cuore di tutto quello che l'Ue rappresenta".

"E cosa significa questo nella pratica? - si è chiesto Schulz nel suo primo discorso da presidente dell'Aula di Strasburgo - Significa risolvere le dispute attraverso il dialogo ed il consenso, fondando le decisioni sul principio di solidarietà e democrazia e non semplicemente delegandole al più forte, riconciliando gli interessi dei Paesi più piccoli con quelli dei Paesi più grandi, di quelli del nord Europa con quelli del sud Europa, di quelli dell'est con quelli dell'ovest. E ponendo il bene comune al di sopra degli interessi individuali".
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