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29.5.2011

Ecco cos'è il batterio killer che spaventa
il Nord Europa

Si chiama Escherichia coli: è resistente agli antibiotici e produce una tossina letale

13:26 - L'infezione che in Germania ha provocato una decina di morti e colpito almeno 276 persone è stata scatenata dal batterio Escherichia coli. Quest'ultimo, in condizioni normali, vive nell'intestino umano e lo aiuta a funzionare. Esistono però ceppi che sono tutt'altro che innocui, come quello che produce la tossina Shiga.
Questo batterio killer, chiamato Stec (che sta per Escherichia coli produttore della tossina Shiga), si trasmette attraverso cibo e acqua contaminati, così come attraverso il contatto con animali. Gli alimenti principali responsabili di questo tipo di infezioni sono latte non pastorizzato e formaggi, carne poco cotta, verdure consumate crude come spinaci o lattuga, anche succhi di frutta non pastorizzati.

A rendere la tossina Shiga particolarmente pericolosa è anche il fatto che l'infezione può essere trasmessa anche con dosi molto basse e con un tempo di incubazione abbastanza rapido, compreso fra tre e otto giorni.

Si ritiene che esistano almeno 200 ceppi di Escherichia coli che producono la tossina Shiga, la metà dei quali può trasmettere malattie all'uomo. Tra queste c'è la Sindrome emolitico-uremica (Seu), la malattia più diffusa tra le vittime dell'infezione in Germania. La malattia si manifesta con una forte anemia, ridotto numero di piastrine nel sangue e insufficienza renale acuta. I primi sintomi sono diarrea emorragica, febbre vomito e forti dolori all'addome.

Finora casi di questa malattia collegati alla tossina Shiga sono stati osservati soprattutto nei bambini che hanno meno di 5 anni, nei quali la Sindrome emolitico-uremica provoca gravi complicanze e può portare a disidratazione e setticemia. Appare strano che in Germania le infezioni stiano colpendo soprattutto gli adulti. A complicare la situazione c'è anche il fatto che alcuni ceppi killer dell'Escherichia coli (come quello responsabile delle infezioni in Germania) sono ancora poco noti.

La cura si basa soprattutto sulla reidratazione e il ricovero è considerato indispensabile quando la funzionalità dei reni è compromessa. Sconsigliato, invece, intervenire con gli antibiotici perché questi farmaci potrebbero spingere il batterio ad aumentare la produzione della tossina. 
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