
foto Ansa
Rassicurazioni
L'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha escluso che nella centrale nucleare di Fukushima si sia verificato un incidente come quello di Chernobyl. "Non c'è assolutamente alcuna possibilità di una Chernobyl", ha affermato il ministro di Stato Koichiro Genba riferendo ai membri del partito di governo l'opinione dell'Agenzia, dopo che tre reattori della centrale, 240 chilometri a nord di Tokyo, sono stati danneggiati dal terremoto di venerdì.
Ue: riunione d'emergenza
Il commissario Ue all'Energia Gunther Oettinger ha convocato per martedì una riunione dei principali esperti sulla sicurezza nucleare in Europa. Lo ha riferito il sottosegretario all'ambiente tedesco, Katherine Reiche, alla riunione del Consiglio ambiente a Bruxelles. La Germania assicura il suo "impegno per aumentare i livelli di sicurezza in tutta l'Ue", ha aggiunto il ministro, che ha parlato brevemente della situazione in Giappone, prima di passare al suo intervento sull'argomento in discussione, quello sui rifiuti elettronici.
Stres-test sulle centrali europee
Il ministro dell'Ambiente austriaco Nikolaus Berlakovich propone uno stress-test per verificare la resistenza delle centrali nucleari europee in caso di terremoti. Se ne è parlato sempre al Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Unione europea. La collega greca ha quindi espresso la preoccupazione del suo Paese soprattutto per quel che riguarda la sicurezza delle centrali nell'Europa sud-orientale, una regione considerata ad alto rischio sismico.
Frattini: dibattito sbagliato
L'allarme sulle centrali nucleari giapponesi danneggiate dal terremoto ha "riaperto il dibattito in Italia e nel modo, come sempre sbagliato, che nasce dal momento emozionale dell'incidente, senza riflettere su cose assolutamente evidenti". E' quanto ha sottolineato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, alla Farnesina. "Noi stiamo parlando - ha continuato - di un Paese con un rischio sismico elevatissimo, di centrali nucleari che hanno un'età di alcuni decenni e quindi non sono dell'ultima generazione, e che malgrado un disastro di magnitudo 9 della scala Richter, non sono esplose". Secondo il titolare della Farnesina "l'Italia non è un Paese paragonabile al Giappone per intensità sismica. Ed è chiaro che nessuno ha mai immaginato di fare una centrale nucleare in Italia in zona sismica".
"Non credo" che il disastro in Giappone "giustifichi una rimessa in discussione del piano italiano verso l'energia nucleare", ha detto ancora Frattini. "Abbiamo fortunatamente zone che sismiche non sono" ha continuato, ricordando che ha aggiunto il ministro degli Esteri, ricordando che "alle frontiere tra Italia e Francia ci sono decine di centrali nucleari, a pochi chilometri da Torino". Il titolare della Farnesina ha precisato che le giovani generazioni non dovrebbero pagare ancora di più "il prezzo della dipendenza dai Paesi produttori", perché "stiamo vedendo cosa accade con la Libia. Tutti si strappano i capelli quando succede un incidente. Però poi dobbiamo pensare a che cosa succederà se non ci attrezziamo con un'energia di ultima generazione nucleare e quindi di energia pulita".
"Non si può escludere una catastrofe"
La situazione dopo l'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima è "preoccupante" e a questo punto non si può escludere lo scenario di una catastrofe nucleare, secondo il ministro dell'Industria francese, Eric Besson."Siamo di fronte a un incidente nucleare grave - ha detto ai microfoni di France Inter - poiché ci sono state fughe radioattive, ma non siamo a una catastrofe". Tale scenario, ha poi aggiunto il ministro, non è però da escludere. Secondo Besson, "la catastrofe sarebbe la fusione del reattore e soprattutto la rottura della gabbia che lo racchiude".
"Referendum"
"La sinistra proponga al governo un referendum sul nucleare in Francia". E' la richiesta dei Verdi e degli Ecologisti francesi di fronte al rischio di una catastrofe nucleare in Giappone, mentre la Francia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di reattori. A dare l'allarme è stato l'eurodeputato di Europe Ecologie-Les Verts, Daniel Cohn-Bendit, per il quale la Francia "deve porsi la questione della necessità dell'energia nucleare. La lezione che traggo dalla situazione in Giappone - ha detto Cohn-Bendit alla radio Europe 1 - è che non bisogna lasciare in eredità alle generazioni future un mondo in cui si dipende dal nucleare civile, perché il nucleare non si può controllare al 100%". Anche Cecile Duflot, segretario nazionale del partito ecologista, è intervenuta dicendo: "Sono anni che gli ecologisti chiedono l'apertura di un vero dibattito sull'energia in Francia e la possibilità di decidere tramite referendum di uscire dal nucleare".
Controlli sicurezza in India
Il premier indiano, Manmohan Singh, ha ordinato controlli di sicurezza in tutti gli impianti nucleari del Paese. In India ci sono 20 centrali nucleari in grado di generare una potenza di 4.720 megawatt. In seguito ad accordi di cooperazione con Francia e Russia, è prevista una forte espansione del settore atomico. Dopo lo tsunami del dicembre 2004, un impianto in Tamil Nadu fu fermato dai tecnici senza conseguenze e "riacceso" pochi giorni dopo.
In un messaggio al Parlamento, il primo ministro ha espresso solidarietà con la popolazione giapponese colpita dalla doppia calamità. I responsabili della Nuclear Power Corporation of India (Npcil) hanno tuttavia assicurato che i siti atomici in India vantano "i più alti sistemi di protezione in base a standard internazionali e che hanno resistito a grandi disastri naturali". Va ricordato, a questo proposito, che parte del territorio indiano si trova in una zona altamente sismica per via della collisione di due placche tettoniche. L'ultimo grande sisma risale al 2001 nello stato nord orientale del Gujarat seguito da quello in Kashmir nel 2005.
In particolare, il premier ha chiesto alle autorità competenti di valutare le conseguenze di grandi disastri naturali come un terremoto o uno tsunami sulla sicurezza dei reattori nucleari, che sono per la maggior parte situati sulla fascia costiera. Parlando degli standard degli impianti indiani, l'ex presidente della Commissione per l'Energia Atomica, Mr Srinivasan, ha ricordato che "gestiamo reattori nucleari da più di 40 anni e sono sicuri", aggiungendo che le centrali sono state costruite in zone dove non ci sono rischi di forti terremoti. Nel suo messaggio di condoglianze, Singh ha anche annunciato che l'India è "pronta ad assistere il Giappone nei soccorsi e nella ricostruzione". In particolare, il governo ha deciso di inviare un carico di coperte di lana per i senza tetto.
L'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha escluso che nella centrale nucleare di Fukushima si sia verificato un incidente come quello di Chernobyl. "Non c'è assolutamente alcuna possibilità di una Chernobyl", ha affermato il ministro di Stato Koichiro Genba riferendo ai membri del partito di governo l'opinione dell'Agenzia, dopo che tre reattori della centrale, 240 chilometri a nord di Tokyo, sono stati danneggiati dal terremoto di venerdì.
Ue: riunione d'emergenza
Il commissario Ue all'Energia Gunther Oettinger ha convocato per martedì una riunione dei principali esperti sulla sicurezza nucleare in Europa. Lo ha riferito il sottosegretario all'ambiente tedesco, Katherine Reiche, alla riunione del Consiglio ambiente a Bruxelles. La Germania assicura il suo "impegno per aumentare i livelli di sicurezza in tutta l'Ue", ha aggiunto il ministro, che ha parlato brevemente della situazione in Giappone, prima di passare al suo intervento sull'argomento in discussione, quello sui rifiuti elettronici.
Stres-test sulle centrali europee
Il ministro dell'Ambiente austriaco Nikolaus Berlakovich propone uno stress-test per verificare la resistenza delle centrali nucleari europee in caso di terremoti. Se ne è parlato sempre al Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Unione europea. La collega greca ha quindi espresso la preoccupazione del suo Paese soprattutto per quel che riguarda la sicurezza delle centrali nell'Europa sud-orientale, una regione considerata ad alto rischio sismico.
Frattini: dibattito sbagliato
L'allarme sulle centrali nucleari giapponesi danneggiate dal terremoto ha "riaperto il dibattito in Italia e nel modo, come sempre sbagliato, che nasce dal momento emozionale dell'incidente, senza riflettere su cose assolutamente evidenti". E' quanto ha sottolineato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, alla Farnesina. "Noi stiamo parlando - ha continuato - di un Paese con un rischio sismico elevatissimo, di centrali nucleari che hanno un'età di alcuni decenni e quindi non sono dell'ultima generazione, e che malgrado un disastro di magnitudo 9 della scala Richter, non sono esplose". Secondo il titolare della Farnesina "l'Italia non è un Paese paragonabile al Giappone per intensità sismica. Ed è chiaro che nessuno ha mai immaginato di fare una centrale nucleare in Italia in zona sismica".
"Non credo" che il disastro in Giappone "giustifichi una rimessa in discussione del piano italiano verso l'energia nucleare", ha detto ancora Frattini. "Abbiamo fortunatamente zone che sismiche non sono" ha continuato, ricordando che ha aggiunto il ministro degli Esteri, ricordando che "alle frontiere tra Italia e Francia ci sono decine di centrali nucleari, a pochi chilometri da Torino". Il titolare della Farnesina ha precisato che le giovani generazioni non dovrebbero pagare ancora di più "il prezzo della dipendenza dai Paesi produttori", perché "stiamo vedendo cosa accade con la Libia. Tutti si strappano i capelli quando succede un incidente. Però poi dobbiamo pensare a che cosa succederà se non ci attrezziamo con un'energia di ultima generazione nucleare e quindi di energia pulita".
"Non si può escludere una catastrofe"
La situazione dopo l'incidente nella centrale nucleare giapponese di Fukushima è "preoccupante" e a questo punto non si può escludere lo scenario di una catastrofe nucleare, secondo il ministro dell'Industria francese, Eric Besson."Siamo di fronte a un incidente nucleare grave - ha detto ai microfoni di France Inter - poiché ci sono state fughe radioattive, ma non siamo a una catastrofe". Tale scenario, ha poi aggiunto il ministro, non è però da escludere. Secondo Besson, "la catastrofe sarebbe la fusione del reattore e soprattutto la rottura della gabbia che lo racchiude".
"Referendum"
"La sinistra proponga al governo un referendum sul nucleare in Francia". E' la richiesta dei Verdi e degli Ecologisti francesi di fronte al rischio di una catastrofe nucleare in Giappone, mentre la Francia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di reattori. A dare l'allarme è stato l'eurodeputato di Europe Ecologie-Les Verts, Daniel Cohn-Bendit, per il quale la Francia "deve porsi la questione della necessità dell'energia nucleare. La lezione che traggo dalla situazione in Giappone - ha detto Cohn-Bendit alla radio Europe 1 - è che non bisogna lasciare in eredità alle generazioni future un mondo in cui si dipende dal nucleare civile, perché il nucleare non si può controllare al 100%". Anche Cecile Duflot, segretario nazionale del partito ecologista, è intervenuta dicendo: "Sono anni che gli ecologisti chiedono l'apertura di un vero dibattito sull'energia in Francia e la possibilità di decidere tramite referendum di uscire dal nucleare".
Controlli sicurezza in India
Il premier indiano, Manmohan Singh, ha ordinato controlli di sicurezza in tutti gli impianti nucleari del Paese. In India ci sono 20 centrali nucleari in grado di generare una potenza di 4.720 megawatt. In seguito ad accordi di cooperazione con Francia e Russia, è prevista una forte espansione del settore atomico. Dopo lo tsunami del dicembre 2004, un impianto in Tamil Nadu fu fermato dai tecnici senza conseguenze e "riacceso" pochi giorni dopo.
In un messaggio al Parlamento, il primo ministro ha espresso solidarietà con la popolazione giapponese colpita dalla doppia calamità. I responsabili della Nuclear Power Corporation of India (Npcil) hanno tuttavia assicurato che i siti atomici in India vantano "i più alti sistemi di protezione in base a standard internazionali e che hanno resistito a grandi disastri naturali". Va ricordato, a questo proposito, che parte del territorio indiano si trova in una zona altamente sismica per via della collisione di due placche tettoniche. L'ultimo grande sisma risale al 2001 nello stato nord orientale del Gujarat seguito da quello in Kashmir nel 2005.
In particolare, il premier ha chiesto alle autorità competenti di valutare le conseguenze di grandi disastri naturali come un terremoto o uno tsunami sulla sicurezza dei reattori nucleari, che sono per la maggior parte situati sulla fascia costiera. Parlando degli standard degli impianti indiani, l'ex presidente della Commissione per l'Energia Atomica, Mr Srinivasan, ha ricordato che "gestiamo reattori nucleari da più di 40 anni e sono sicuri", aggiungendo che le centrali sono state costruite in zone dove non ci sono rischi di forti terremoti. Nel suo messaggio di condoglianze, Singh ha anche annunciato che l'India è "pronta ad assistere il Giappone nei soccorsi e nella ricostruzione". In particolare, il governo ha deciso di inviare un carico di coperte di lana per i senza tetto.







