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La Diretta

Alessandra Ambrosio nella stanza di El Chapo: in hotel il poster della supertop

Per i giornali messicani, era stato il re della droga ad appenderlo in uno dei suoi covi. Ma sul web si ironizzava: " È la moglie del presidente"

Alessandra Ambrosio nella stanza di El Chapo: in hotel il poster della supertop

Le foto della cattura lo ritraggono in una stanza d'albergo con la canottiera imbrattata dopo un tentativo di fuga attraverso la rete fognaria: ma quello che non è sfuggito agli osservatori è il poster di una modella appeso alle spalle di Joaquin "El Chapo" Guzman, il boss del narcotraffico messicano latitante dal luglio scorso. La supertop, presto identificata, è l'angelo di Victoria's Secret Alessandra Ambrosio, in uno scatto multiplo che la ritrae in diverse posizioni. Secondo i giornali locali, sarebbe stato El Chapo in persona ad appendere la foto della bella brasiliana nella stanza in cui è stato arrestato.

Alessandra Ambrosio nella stanza di El Chapo: in hotel il poster della supertop

Su internet era già partita l'ironia: si ipotizzava che lo scultoreo lato B che s'intravede nella foto fosse quello della bella Angélica Rivera, ex attrice e cantante, nonché moglie del presidente messicano Enrique Peña Nieto, in passato protagonista delle passerelle e di diverse campagne pubblicitarie.

È stato proprio il presidente, ieri, a dare con un tweet la notizia della cattura del signore della droga: "Missione compiuta: l'abbiamo preso. Sono lieto di informare i messicani che Joaquin Guzman Loera è stato arrestato". "È il trionfo dello Stato di diritto", ha commentato Peña Nieto in conferenza stampa.

Il rapporto fra il presidente ed El Chapo, in realtà, è tutt'altro che limpido: anche se la lotta al narcotraffico è stata uno dei punti cardine della campagna elettorale del Partito rivoluzionario istituzionale, voci dell'intelligence americana ripetono con insistenza che fra i finanziatori della campagna ci sono stati proprio i mafiosi del cartello di Sinaloa, la regione controllata da Guzman.

La procuratrice generale del Messico, Arely Gomez ha riferito che essenziale per la cattura del boss è stato il suo desiderio di girare un film autobiografico: tramite i contatti presi con attori e produttori, la polizia è risalita al suo nascondiglio.

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