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Captain Toad: Treasure Tracker ha classe da vendere

I mondi in miniatura dellʼesclusiva per Switch e 3DS sono un trionfo di minimalismo e stile. Portateli in vacanza con voi!

Captain Toad: Treasure Tracker ha classe da vendere

Non giocherete a Captain Toad: Treasure Tracker per più di tre quarti d’ora di fila, eppure ve ne innamorerete alla follia. Sta tutto qui il paradosso di questo curioso puzzle game a base di piattaforme, uscito tre anni fa su Wii U e ora riproposto per Nintendo Switch (e 3DS). Come i più delicati the giapponesi, il titolo mal si presta ad essere tracannato d’un fiato, l’ansia di arrivare in fondo rovinerebbe il piacere di giocarlo, per apprezzarne appieno il gusto l’ideale è concedergli la calma che merita. Le vacanze estive capitano in tal senso a fagiolo.

D’altronde è lo stesso ritmo compassato dell’opera a traghettare la mente verso orizzonti lontani dalla nevrosi del tran tran quotidiano. L’avventura colpisce fin dai primi minuti per la semplicità della formula: in soldoni, quello che ci viene chiesto di fare è esplorare una zona di gioco, risolvere uno o più rompicapi interagendo con l’ambiente, mettere le mani su una stellina e passare alla sezione successiva. Dice: se la questione si riduce a questo perché, allora, perdere tempo e denaro dietro a Captain Toad Treasure Tracker?

In piena tradizione Nintendo la risposta sta nell’eleganza e nella pulizia dell’architettura dei livelli. Tutte le aree sono costruite quali bonsai virtuali sospesi nel vuoto, giardini in miniatura che fluttuano in una dimensione onirica, fuori dal tempo, inafferrabile, misteriosa. Ruotando la telecamera con l’analogico destro la prospettiva di questi micromondi rivela, da ogni angolazione, tutto il paradosso dell’immaginario della saga di Mario: un perfetto incastro di piattaforme semoventi, buffe creature scorrazzanti, passaggi nascosti, boss giganti, monete da raccogliere, punti interrogativi impressi su blocchi, corridoi segreti, rape da lanciare, interruttori azionabili, funghi che fanno diventare grandi. Gli sviluppatori hanno riassunto l’enciclopedia dell’idraulico italiano in un bignami di una densità tale da rendere ogni livello un festival di idee, gusto per il minimalismo e stile, che non può lasciare indifferente chiunque sostenga di amare i videogiochi.

In questo ambaradan di assurdità e colori impersoneremo un personaggio fuori dagli schemi: Toad - al pari di Toadette - imbolsito da uno zaino da due quintali sulle spalle, è un paracarro inchiodato al suolo, va ai due all’ora, non può saltare ed è totalmente indifeso dagli attacchi altrui a meno che non ricorra a mezzi di fortuna, quali ortaggi da scagliare o (rari) picconi sfasciatutto. Occorre quindi aguzzare l’ingegno per risolvere gli enigmi ambientali e trovare il modo, senza dare troppo nell’occhio, di farsi goffamente largo tra gli ostacoli, inseriti con perfida precisione dai programmatori.

Venire a capo di ogni livello richiede in genere 10 minuti. Tenendo presente che il titolo ne offre, grossomodo, una settantina, fate pure i vostri conti e valutate se per voi la durata della campagna giustifichi l’esborso richiesto (39 euro). Noi ne siamo convinti. Nel determinare le ore di gioco, bisogna comunque considerare che il punto di forza dell’esperienza consiste nella libera esplorazione di ogni anfratto. Le aree nascondono tre gemme da mettere in saccoccia, il cui conteggio incide sulla possibilità di sbloccare le sezioni più avanzate. Per ogni schema viene inoltre assegnata una missione secondaria da portare a termine: ad esempio, non farsi mai vedere dal nemico o trovare un determinato tesoro. E, come se non bastasse, i minimondi, una volta completati, possono essere rigiocati avviando una sessione a nascondino alla ricerca di un miniMario pixellato stile Super Mario Bros. Insomma, finire il titolo al 100% non è affare da poco.

A questo punto viene da chiedersi se la nuova edizione migliori il gioco apparso su Wii U. La risposta è affermativa, sia pure con qualche riserva. Da un punto di vista tecnico il titolo, nonostante gli anni trascorsi, è ancora bellissimo da vedere e su Switch gira benissimo anche perché sono spariti i rallentamenti che frustravano la precedente versione. Se non ché è proprio giocando davanti alla televisore che arrivano la seccature: per sopperire alla mancanza di uno schermo da toccare con le proprie dita (come quello integrato nel GamePad di Wii U, vero e proprio pilastro del sistema di controllo di Captain Toad), gli sviluppatori hanno pensato di ricorrere ai sensori di movimento dei Joy-Con di Switch. Il risultato è uno scomodissimo puntatore che, restando fisso a schermo, permette l’interazione con gli oggetti di gioco. Bastano però poche partite per rendersi conto che l’unica soluzione in grado di restituire l’immediatezza dell’esperienza originale, è usare Switch come console portatile – in questo caso, vivaddio, sparisce il puntatore – o, ancora meglio, ricorrere al 3DS e al suo pennino.

Anche dal punto di vista dei contenuti, questa edizione presta il destro a qualche critica. Nintendo ha escogitato una nuova modalità cooperativa per due e di ciò gliene siamo grati. Le migliori intenzioni possono, alle volte, rivelarsi un boomerang: anziché - com’era lecito aspettarsi - affidare Toadette al secondo giocatore, gli sviluppatori hanno pensato bene di incaricare quest’ultimo di muovere unicamente l’odioso puntatore per assicurare al partner, che nel frattempo controlla Toad, fuoco di copertura a base di rape. Il divertimento, ammesso che sia possibile, dura cinque minuti. Non è chiaro poi per quale ragione la Grande N con una mano abbia inserito i livelli bonus ispirati a Super Mario Odyssey e, con l’altra, abbia eliminato le aree extra a tema Super Mario 3D World, dando vita a un gioco a somma zero francamente incomprensibile. Forse il maltolto sarà oggetto di un prossimo contenuto scaricabile, forse non lo rivedremo mai più, boh. Fatto sta che il nuovo materiale, pur di pregevole fattura, non offre a chi già aveva comprato il titolo qualche anno fa motivazioni sufficienti da giustificare un secondo acquisto.



Come lo abbiamo giocato

Abbiamo provato Captain Toad Treasure Tracker grazie a un codice per il download fornito da Nintendo. La prova è avvenuta collegando Nintendo Switch a un televisore LG da 60 pollici Ultra HD 4K e anche sfruttando la console in modalità portatile. Per finire il gioco abbiamo impiegato all’incirca una decina di ore, completando qualche missione secondaria e lasciando indietro molte gemme.


Può piacere a chi…
… va pazzo per i giochi di piattaforme prodotti da Nintendo
… vuole un prodotto originale e con uno stile distintivo
… cerca un videogioco rilassante, magari da portare in vacanza

Potrebbe deludere chi…
… ha già comprato la versione apparsa su Wii U qualche anno fa
… cerca un titolo da giocare in due
… non ama i videogame in cui occorre un minimo spremersi le meningi

Captain Toad Treasure Tracker è un gioco consigliato a tutti, senza distinzione di età.

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