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Dieci videogiochi “cinematografici” da ricordare

Quando cinema e videogiochi si incontrano e tutto va bene nascono veri e propri capolavori

Dieci videogiochi “cinematografici” da ricordare

Il rapporto tra cinema e videogiochi è sempre stato piuttosto stretto. In parte perché l’ambizione di molti sviluppatori di videogame è sempre stata quella di riuscire a raccontare storie sfaccettate e profonde, proprio come quelle che si possono vivere in sala, in parte perché poter contare sul “traino” di una pellicola famosa era un valore aggiunto che consentiva a un videogioco magari banale di catturare l’attenzione di molti potenziali acquirenti.

Non sempre le cose sono andate per il verso giusto, ovviamente, anzi: negli anni Novanta i giochi su licenza cinematografica talvolta erano davvero banali, con produttori che spendevano di più per la licenza stessa che non nello sviluppo di videogiochi. Chi era un giocatore a quei tempi vedeva quindi gli scaffali dei negozi riempirsi letteralmente di giochi di piattaforme piuttosto scarsi e spesso uguali gli uni agli altri, con solamente il protagonista e la grafica differenti, per adattarsi al film del momento.

Ci sono però nella storia dei videogiochi alcuni titoli che hanno veramente saputo espandere il materiale di partenza e offrire una nuova prospettiva su situazioni, luoghi e personaggi già molto amati. Ne abbiamo selezionati dieci per voi.
 


BLADE RUNNER (Westwood Studios, 1997)In un momento in cui le avventure grafiche andavano ancora alla grande, arrivò quasi a sorpresa un gioco basato sul manifesto cinematografico cyberpunk firmato da Ridley Scott. E ben tre lustri dopo! Blade Runner era un’avventura fantastica, in cui controllavamo il detective Ray McCoy alle prese con una serie di eventi non dissimili da quelli vissuti da Rick Deckard nel film. Lo scopo era indagare sull’uccisione di alcuni animali (non mancavano il sistema di analisi di immagini ESPER né i famigerati test Voight-Kampff), ma questo è solamente un punto di partenza: in base alle scelte del giocatore e alle azioni che compie si poteva arrivare a ben tredici finali diversi, e scoprire se McCoy stesso era o meno un replicante. Imperdibile.
 


ALIEN: ISOLATION (Creative Assembly, 2014)Secondo gioco nella nostra lista, e siamo di nuovo a casa di Ridley Scott. Di giochi basati sull’immaginario di Alien ne sono stati fatti tantissimi, ma forse quello più riuscito è proprio Alien: Isolation, il più recente di tutti. Grazie alle tecnologie attuali e a un game design raffinato, il titolo di Creative Assembly sapeva porre il giocatore - che veste i panni della figlia di Ellen Ripley, Amanda - in una situazione di vero e proprio terrore. Si tratta di un gioco di sopravvivenza, in cui ogni passo deve essere ponderato perché… la ‘bestia’ può essere sempre dietro l’angolo, e la distanza tra la vita e la morte si misura in centimetri.
 


INDIANA JONES E L’ULTIMA CROCIATA (Lucasfilm Games, 1989)In realtà di giochi dedicati alla terza, imperdibile avventura di Indy ne vennero pubblicati due, uno d’azione e un’avventura grafica classica. Ed è proprio quest’ultima quella che ha rapito il cuore di tantissimi avventurieri dell’epoca. Il gioco sapeva seguire la trama del fllm in modo assolutamente perfetto, pur inserendo enigmi e variazioni per rendere gli eventi meno scontati. Insomma, i ragazzi di Lucasfilm Games riuscirono nell’intento di restare fedeli quasi alla perfezione al materiale originale, ma seppero anche costruirci sopra un gioco con i fiocchi.
 


LEGO IL SIGNORE DEGLI ANELLI (Traveller’s Tales, 2013)Il team di sviluppo inglese Traveller’s Tales ha un legame fortissimo con i LEGO e il cinema: anche prima di venir acquistato da Warner Bros., infatti, realizzava versioni divertentissime a base di mattoncini dei film più famosi, da Star Wars a Indiana Jones. Scegliamo Il Signore degli Anelli tra i tantissimi giochi realizzati perché secondo noi è davvero quello più riuscito: una versione della Terra di Mezzo ridotta, ma semplicemente perfetta rispetto alle mappe, liberamente esplorabile in lungo e in largo… e in mezzo tante missioni utili per rivivere, in salsa LEGO, le scene più belle della trilogia di Peter Jackson. Ironico, divertente eppure filologicamente corretto: nessun appassionato della trilogia tolkeniana dovrebbe farselo sfuggire.
 


GHOSTBUSTERS (Activision, 1984)Erano i tempi del Commodore 64: si attendeva per lunghissimi minuti il caricamento dalla cassetta per poi… scoprire che era fallito e dover ricominciare da capo. Ma quando “caricava”, Ghostbusters toglieva il fiato ai ragazzini dell’epoca. Si partiva con una voce digitalizzata che gridava GHOSTBUSTERS seguita da una versione karaoke dell’iconica canzone del film. Bellissimo. E il gioco? Il gioco non era per niente malvagio, si doveva guidare la Ecto-1 in giro per New York e catturare ectoplasmi vari utilizzando i flussi protonici ideati dai protagonisti (e guai a incrociarli!). D’accordo, non si tratta forse del miglior videogioco mai realizzato, ma in quell’epoca era davvero qualcosa di speciale. E in fondo nemmeno il gioco del 2009 per PC, PS3 e Xbox 360 era da buttare… 
 


STAR WARS: REBEL ASSAULT (LucasArts, 1993)Nel 1993 i computer, grazie al CD-Rom, cominciarono a fare il grande passo verso la multimedialità, una parola tanto abusata quanto in realtà vuota. Se non fosse che i videogiochi poterono contare su un supporto capace di riprodurre filmati a schermo pieno sui piccoli monitor allora disponibili. E l’impatto, beh, era notevole. Se poi in mezzo c’è Star Wars… Rebel Assault non fu un grandissimo videogioco, in realtà: si trattava di uno sparatutto “teleguidato” in cui non ci si poteva muovere al di là del percorso prefissato, ma quello che si viveva, in un momento in cui Star Wars non aveva ancora subito l’impoverimento del suo fascino a causa della sovraesposizione di questi giorni, era davvero pazzesco. Sembrava di essere lì, a volare attorno a un Incrociatore Imperiale, proprio come nel film. E pazienza se in realtà X-Wing come videogioco era migliore in tutto e per tutto…
 


007 GOLDENEYE (Rare, 1997)A due anni di distanza dall’uscita nelle sale del primo 007 con Pierce Brosnan come protagonista, Nintendo e Rare pubblicano per Nintendo 64 uno sparatutto davvero inaspettato. La cartuccia infatti contiene sia una modalità per giocatore singolo che un multiplayer a schermo condiviso che consentiva a un massimo di quattro giocatori di competere tra loro. E, nel 1997, non era esattamente facile trovare su console giochi multiplayer, in prima persona, che funzionassero bene come funzionava 007 GoldenEye. Il resto era fascino: l’ambientazione, i gadget, le missioni molto diversificate e sospese tra lo stealth e l’azione vera e propria, l’arsenale… in fondo, chi se non James Bond può essere il protagonista perfetto di un videogioco?
 


THE WALKING DEAD (Telltale Games, 2012)D’accordo, non si tratta tecnicamente di un film, ma certamente The Walking Dead resta la punta di diamante della produzione di avventure di Telltale Games, una rosa che comprende anche titoli dedicati, tra gli altri, a Ritorno al Futuro, Il Trono di Spade, Batman e i Guardiani della Galassia. Si tratta di avventure grafiche moderne, basate soprattutto sul concetto di scelta e conseguenza e completate con un pizzico di azione. Graficamente non eccelse, ma comunque ben caratterizzate, le storie di Telltale spiccano soprattutto per una qualità media piuttosto elevata in termini di sceneggiatura: alcuni passaggi nelle varie stagioni di The Walking Dead sono davvero toccanti.
 


THE CHRONICLES OF RIDDICK: ESCAPE FROM BUTCHER’S BAY (Starbreeze Studios, 2004)Nel 2000, Vin Diesel portava per la prima volta sugli schermi il personaggio di Riddick in Pitch Black, un affascinante anti-eroe capace di vedere nel buio. Nel 2004, lo stesso Vin Diesel prestava il suo fisico e la sua voce al personaggio nel gioco sviluppato da Starbreeze Studios, tecnicamente un prequel alle vicende raccontate da Pitch Black. Degna di nota è in particolare l’assenza di una classica interfaccia a schermo a guidare chi giocava, era il gioco che usava suggerimenti visivi per indicare la presenza di oggetti da raccogliere e il pericolo di essere scoperti: al di là di questo, solo alcuni puntini per indicare la salute del protagonista. Anni dopo, Dead Space avrebbe proposto una soluzione simile e ancora più raffinata.
 


THE WARRIORS (Rockstar Games, 2005)Nel periodo di fioritura massima di PlayStation 2, Rockstar Games, gli sviluppatori della leggendaria saga di Grand Theft Auto, diede i natali a un bel po’ di giochi di rilievo. Tra questi spiccava anche The Warriors, adattamento del cult cinematografico “I Guerrieri della Notte” di Walter Hill. La trama narra i tre mesi precedenti al grande raduno di New York, approfondendo la nascita della gang protagonista della pellicola, per poi allinearsi con gli eventi del film e l’arrivo dei Riffs. Si trattava di un gioco d’azione basato sulle risse e che ricordava, per stile e meccaniche di gioco, i grandi classici del genere picchiaduro a scorrimento.

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