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17.6.2010

Tra finzione e realtà

L’esordio di Salvatore Cobuzio

L’1 marzo 2010 queste parole hanno sconvolto il mondo del web:

Facebook, 1º marzo 2010
Mi chiamo Salvatore Siciliano e dal momento in cui leggerete questo testamento avrò una sola certezza: quella di non chiamarmi più Salvatore Siciliano.

In pieno possesso delle mie facoltà mentali decido di lasciare tutti i miei beni materiali alla persona che più ho amato, Simona Manto. […] Quando ti accorgi di aver vissuto la vita di altri e di aver fatto gli interessi di altri; quando capisci che la giustizia non è uguale per tutti; quando sei il prestanome dei potenti; ma, soprattutto, quando arriva il giorno della resa dei conti e quella vita te la chiedono indietro con gli interessi, è allora che ogni denaro accumulato perde di significato. Questo non è un testamento privato, redatto in presenza di un notaio e conosciuto da pochi intimi. No. Questo è il mio testamento pubblico. […]
Con affetto Salvatore Siciliano

E subito, in rete, è scoppiato il caso: sarà realtà, sarà finzione? Chi è Salvatore Siciliano? Migliaia di persone si sono interessate all’episodio. Su Facebook, e non solo, piovevano i commenti. “Se è possibile aiutarti in qualche modo vorrei saperlo!” si preoccupava Daniela. Fabrizio, invece, ci vedeva lungo: “Mi pare che dietro ci sia un abile esperto di web marketing”. Nel frattempo su Youtube sono spuntate decine di (imperdibili) video, tutti caricati da utenti diversi che raccontavano l’occasione in cui avevano conosciuto questo Salvatore.

Pochi giorni fa, la risposta. Nessun suicidio, nessuna eredità, nessun testamento. Molto più semplicemente, un’operazione di marketing creata ad hoc per la pubblicazione de “Il Testamento di Salvatore Siciliano”, primo romanzo del siracusano Salvatore Cobuzio.

Il testamento si diffonde sì sui computer di migliaia di italiani, ma anche su quelli dei migliori amici di Salvatore Siciliano, che si ritrovano impotenti davanti alle sue improbabili ultime parole. Fabrizio, l’io narrante del romanzo, è un giovane scrittore che, con il prezioso aiuto di Luca, Domenico e di suo fratello Michele, inizia le indagini per scoprire cosa c’è dietro alla misteriosa scomparsa nel nulla di Siciliano, suo amico da anni. Cosa nascondeva l’insospettabile Salvatore? Si è già suicidato? Oppure è stato ucciso? Da qui parte la mission del gruppo di amici, che cercano di risolvere questo mistero facendo ricorso anche a strumenti informatici e ai social network; su tutti Facebook, quella realtà che nel libro diventa “una grande, invisibile, invadente isola che non c’è”.

Lo stile è semplice, le frasi sono brevi, spesso concise, così come i dialoghi. Ma, perché no, se il mondo di Internet è uno dei protagonisti di tutta la storia, allora la scrittura riesce a ricreare fedelmente l’agile modo di comunicare delle e-mail e delle chat. Tra le pagine, che scorrono veloci, si insinua poi il valore fondante dell’amicizia. L’amicizia che unisce il gruppo di uomini protagonisti della storia, un rapporto che li lega da anni e che viene fortificato dalle vicissitudini che li coinvolgono. Amicizia fatta di piccoli gesti, di comportamenti non eclatanti, di nottate svegli insieme a cercare di scovare qualche novità sul caso, di viaggi improvvisati che non hanno bisogno di troppe spiegazioni.

In questo fitto intreccio tra mondo reale, mondo fittizio, mondo internettiano (reale o fittizio?), non è stato facile incastrare esattamente tutte le tessere di questo puzzle. Un testamento on line, che poi si rivela finto, un libro, che reale non è, ma che inizia partendo proprio dal testamento che tutti noi abbiamo davvero letto sui nostri computer. Forse però era proprio questo l’intento di Cobuzio – marketing manager autore della singolare campagna, oltre che del libro. Mettere in discussione il web, creare confusione attorno a un caso inesistente, e mostrare come l’informazione può essere veicolata, anche attraverso la rete.

Un libro (forse troppo) veloce ma non per questo banale. Travolgente e simpatico, profondo e accattivante. L’occasione per fermarsi un attimo e riflettere; per chiederci, come fa Salvatore in uno dei suoi pochi dialoghi: “Ci rendiamo conto in che mondo viviamo?”

Giovanni Rossi

 

Salvatore Cobuzio
"Il testamento di Salvatore Siciliano"
Fazi Editore
Pagg. 213, Euro 16,50

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