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DirettaCanale 51

30/10/2009

Narrare è vivere Storie Scellerate

Il mondo complesso da 13 autori

Un antologia a più voci, per descrivere storie scellerate di rapporti umani, ambizioni che falliscono, istituzioni  di facciata, transizioni adolescenziali, la difficoltà che si nasconde in pieghe inaspettate dell'esistenza, come quando il tuo cane muore e seppellirlo diventa un impresa schiacciata dalla burocrazia ma anche un emblema della difficoltà di conservare un ricordo emotivo importante. Storie scellerate a cura di Ettore Malacarne è una raccolta edita da Cabilia Edizioni che, in 160 pagine, racchiude tredici voci desiderose di narrare il contemporaneo attraverso storie nette: sono quelle di Luca Ricci, Elena Varvello, Paolo Colagrande, Fabrizio Loschi, Eliselle, Manuela Critelli, Ettore Malacarne, Marco Raffaini, Diego Fontana, Gilda Policastro, Bruna Graziani, Livio Romano, Mauro Pianesi.

Storie scellerate ma non siamo nel territorio dei "cannibali" o del pulp: tutto è reale, possibile, visibile anche nel vero della vita oltre che nella finzione letteraria."In Biscotto al cioccolato" di Eliselle, assistiamo al dramma che mette a tacere il conflitto sempre presente tra un'aspirazione interessata e un amore che non sarà ricambiato. Nel racconto dell'ambizione di Pamela, quanto è realistica la descrizione di un carrierismo che si dimena tra letti di interesse e un desiderio di ribalta tutto provinciale, artefatto, volgare ma atto a blandire l'ego?

In Il sostituto di Luca Ricci e in Particolare di Emanuela Critelli il disfacimento della coppia, come istituzione incapace di rappresentare il vero, è descritto con asettica verità: "per qualche giorno tornammo ad essere noi, prima che cominciassimo a deluderci un giorno dopo l'altro" dice il protagonista, descrivendo un menage segnato da increspature irrimediabili, giochi di ruolo insensato. Come insensata appare la gestione esistenziale di Gloria, madre del piccolo Germano, che si riscatta solo nel finale regalandosi un'impeto di libertà dallo schema borghese che la vede imprigionata.
E i "Cinque buchi" di Fontana? Odissea in-adatta per seppellire il compagno di una vita, un cane che solo l'eutanasia risparmia dalla sofferenza, un cane che ha combattuto la sua guerra ma poi al suo padrone non viene in mente nulla, quando va a letto e deve rimembrare un momento di vita comune.

L'"horror vacui" di queste storie scellerate si apprezza per la scrittura: lontana dai manierismi, ma anche da eccessi tipici di quell'ermetismo che racconta la devastazione delle esistenze, va incontro al pubblico in maniera discorsiva ma non colloquiale, è italiano comune ma non piatto o prevedibile.
Si arriva in fondo alle 160 pagine provando quella sensazione classica di cose lontane che sono a noi vicine ma ci stanchiamo di vedere, di vite liminari che non ci appartengono mai del tutto.

"Alla mia età dovevo ancora mangiare intere sfornate di pane, perchè ancora dovevo finire lo sviluppo".
Un pò come la società attuale, il mondo scellerato degli uomini e delle donne che deve leggere per alimentare, o oltrepassare, uno sviluppo monco.

Maria Rosaria Iovinella

Ultimo aggiornamento ore 17:17


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