26/1/2009

Pedofilia: pensiamo alle vittime

Un libro e una testimonianza a Tgcom

Avevo sei anni e mezzo non è un libro contro la pedofilia. Quella di Simone Di Maggio, autore e protagonista della vicenda narrata, è la toccante confessione di una vittima della pedofilia, la storia vera del tempo e della sofferenza intercorsi tra un abuso e la rielaborazione del trauma. Simone è ormai adulto ma il Falco – è così che chiama la persona che abusò di lui - è rimasto con lui per anni "come un dolore sotto pelle", un disagio che per due decenni si è manifestato con angosce e attacchi di panico improvvisi. E proprio quando all’autore sembrava di aver rimosso tutto quanto, il Falco si è ripresentato nella sua vita: da qui il ricorso alla psicoterapia e perfino all'ipnosi per riportare a galla ogni cosa e riappropriarsi della propria vita. Parte del ricavato della vendita del libro, edito da Fazi Editore, sarà devoluto a La Caramella Buona Onlus, da oltre dodici anni in prima linea nel sostegno alle vittime della pedofilia. Simone Di Maggio ha raccontato a Tgcom il percorso che l’ha portato alla scrittura di Avevo sei anni e mezzo.

E’ la prima volta in Italia che una vittima della pedofilia racconta la sua esperienza senza ricorrere ad uno pseudonimo. Come nasce il tuo libro? Cosa ti ha spinto a scrivere e a far conoscere agli altri una vicenda così dolorosa?

Il libro è "l’evoluzione" del blog che avevo aperto subito dopo essermi liberato di questo peso. Cercavo il confronto con qualcuno che avesse avuto la mia stessa esperienza: in due mesi ho avuto più di 20.000 contatti e così ho deciso di scrivere la mia storia. Il mio non è un libro contro la pedofilia, ma un messaggio che ho voluto lanciare alle vittime: anche dopo una brutta esperienza come questa si può continuare a vivere. Scrivere mi ha aiutato a livello personale, anche se durante la stesura ho avuto dei momenti di debolezza. Li ho superati pensando che raccontando la mia storia avrei aiutato altre persone. Ora sono molti quelli che mi contattano, tanti mi raccontano che proprio grazie al mio libro sono riuscite finalmente ad aprirsi. Perché purtroppo quando si è vittima di abusi ci si sente soli, si pensa di essere gli unici a cui è capitato. E ci si vergogna: è la vergogna la più grande alleata dei pedofili, non la paura.

Che aiuto avresti voluto? E secondo te che parole vorrebbe sentirsi dire un bambino che è vittima di abusi da parte di un pedofilo?

Quelle che mi sono sentito dire io: che non è stata colpa mia, che io ero "dalla parte giusta". Capire che non ero colpevole di ciò che era successo mi ha aiutato a liberarmi di questa brutta esperienza. Quando ho raccontato tutto ai miei familiari, poi, avevo paura della loro reazione: al contrario, sono stati "contenti" che io sia riuscito ad aprirmi con loro.

Si può perdonare?

Penso che le vittime, in genere, non provino rabbia ma un sentimento particolare di compassione e di pena nei confronti della persona che abusava di loro. Non ho nessuna voglia di vendetta: penso che un pedofilo sia una persona con dei gravi problemi che esterna in questa maniera. La cosa più positiva per me è stata la reazione di mio padre quando ha saputo l’identità del Falco: non ha seguito l’impulso di andare da lui e fargli del male, ma ha tenuto il dolore e il desiderio di vendetta dentro di sé e ha pensato soprattutto ad aiutarmi. Se si fosse messo nei guai a causa mia avrei provato un forte senso di colpa, questa volta reale.

Francesca Scarabelli

Avevo sei anni e mezzo
Simone Di Maggio
Fazi Editore
Pagine 121
Prezzo 13,50 Euro