Mirco Maggi, Cataldo Pantaleo
Nome in codice, ombra
Un'opera no-fiction, di narrativa e saggistica, dedicata interamente al Maresciallo dei Carabinieri Sebastiano D’Immè, Medaglia d’oro al Valor Militare alla Memoria, che a soli 31 anni è stato ucciso a colpi di mitra in un agguato a Locate Varesino (Como) mentre svolgeva un servizio antirapina. Il libro contiene il romanzo Nome in codice, Ombra ispirato al sottufficiale Medaglia d'Oro e il compendio della ricostruzione saggistica de La vera storia del Maresciallo D'Immè. L'opera è corredata da una vasta ed esaustiva documentazione fotografica, da toccanti testimonianze e da numerosi documenti processuali inediti concessi in esclusiva agli autori che devolveranno parte dei loro proventi all'O.n.a.o.m.a.c. (ente assistenziale per i figli dei Carabinieri caduti in servizio). Gli autori, Mirco Maggi, nato a Roma nel 1957, giornalista professionista e scrittore, iscritto all'Associazione Nazionale dei Carabinieri, e il Capitano dei Carabinieri Cataldo Pantaleo, nato a Taranto nel 1963, che ha lavorato con il Maresciallo Sebastiano D'Immè, hanno impiegato oltre due anni per realizzare un'opera completa e assolutamente da non perdere.
pp 256, Laurus Robuffo, 2008 Euro 25,00

Niall Ferguson
XX secolo, l’età della violenza. Una nuova interpretazione del Novecento
Dai presagi del primo conflitto mondiale alle scosse di assestamento della guerra fredda, il Novecento è stato forse il secolo più sanguinoso della storia. Eppure, grazie alle innovazioni tecnologiche e ai progressi scientifici il tenore di vita di buona parte dell'umanità era notevolmente migliorato e l'economia sembrava aver imboccato la via della crescita costante e inarrestabile. C'erano tutte le premesse perché si potesse auspicare una diffusione della pace e della democrazia in un mondo "globalizzato". Come spiegare l'incredibile portata e intensità delle ondate di violenza che hanno messo a ferro e fuoco i cinque continenti, trasformando gli ultimi cento anni in una tragica stagione di massacri, genocidi e innumerevoli conflitti etnici e religiosi che si protraggono, con immutata ferocia, anche nel Terzo millennio? Questo studio è una riscrittura dell'età contemporanea in cui l'autore ricerca le radici dei conflitti e delle esplosioni d'odio che hanno sconvolto il ventesimo secolo, fino a individuare alcuni tratti comuni a tutte le guerre del Novecento. "La guerra del mondo narrata in queste pagine - conclude Ferguson - si ostina a non finire: finché gli esseri umani si prefiggeranno la distruzione dei propri simili, finché temeremo, e nel contempo desidereremo, di vedere devastate le nostre metropoli, questa guerra è destinata a continuare, abbattendo le frontiere della cronologia".
pp 683, Mondadori, 2008 Euro 35,00

Edmondo Berselli
Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica
I sinistrati siamo noi. Brutalizzati alle elezioni, battuti culturalmente, spintonati ai margini di una società cattiva. Alcuni legati a un'idea troppo razionale di riforme difficili, altri pervasi dalla nostalgia di rivoluzioni impossibili. Risultato: vinceranno sempre gli altri. Perché noi siamo fuori tempo, fuori moda, fuori gioco. E con la triste euforia degli esclusi, fra l'autolesionismo e l'autocompatimento, ci prepariamo a diventare una minoranza permanente. Ma non è colpa nostra: scienziati autorevoli hanno dimostrato che si è di sinistra per via del Dna. C'è di mezzo un dannato gene altruista. Come dire che siamo fessi per natura. Per questo il Partito democratico ha sbagliato tutte le strategie, si è illuso di vincere, si è schiantato contro Berlusconi, e dopo la batosta non ha ancora deciso se sopravvivere a una sconfitta storica o lasciarsi naufragare. Ci vorrebbe una cultura, un leader, uno schema politico. Ci vorrebbe almeno un'idea. Invece, i riformisti non hanno ancora un programma e gli estremisti non hanno più un peso. Di idee, non se ne parla più. Edmondo Berselli descrive, con affetto, la storia e la malattia dei sinistrati italiani, e formula senza pietà la relativa diagnosi. L'Italia va a destra, ritrova nel partito di Berlusconi il clima confortevole di una Dc senza preti, mentre le corporazioni prosperano e la concorrenza latita. C'è una speranza per la sinistra e i sinistrati? Oppure li attende un deserto infinito, e la condanna di attraversarlo fra miraggi crudeli?
pp 189, Mondadori, 2008 Euro 17,50

Adriana Destro, Mauro Pesce
L’uomo Gesù
Chi era davvero Gesù? A chi si rivolgeva la sua predicazione? Cosa nei suoi comportamenti e nelle sue parole provocò l'entusiasmo di tanti seguaci e l'ostilità estrema di coloro che l'uccisero? In che misura il suo agire concreto fra gli uomini derivò da una crisi profonda che pervadeva non solo il suo ambiente ma anche ampi settori della società antica? Adriana Destro e Mauro Pesce si cimentano in una rilettura dei vangeli canonici e apocrifi e dei testi del primo cristianesimo attraverso le lenti dell'antropologia e della storia sociale per cercare di ricostruire lo straordinario stile di vita di Gesù, gli ambienti che frequentava, gli interlocutori ai quali era indirizzato il suo messaggio, le pratiche sociali e le forme culturali con cui dovette confrontarsi e di cui si servì per raccogliere attorno a sé quel gruppo di discepoli che poi darà origine a tante e spesso contraddittorie interpretazioni. Un libro di grande respiro che, superando vecchi paradigmi interpretativi, tenta di rispondere, con nuovi strumenti, alle tensioni conoscitive della nostra epoca. "Gesù è patrimonio dell'umanità. La sua storia ci coinvolge tutti. È necessaria pertanto una riflessione in grado di includerlo nell'ambito del dibattito intellettuale odierno. Ciò può aiutare a stabilire un contatto tra la sua vicenda e la nostra cultura, che dal cristianesimo è costantemente modellata".
pp 257, Mondadori, 2008 Euro 18,00

Douglas R. Hofstadter
Anelli nell’io. Che cosa c’è al cuore della coscienza?
Nel 1979, un giovane esperto di intelligenza artificiale sorprese il mondo con un libro di enorme mole, labirintico, geniale e di immenso successo. Il libro era Gödel, Escher e Bach e il suo autore Douglas Hofstadter. Attraverso logica matematica, musica, paradossi grafici e linguistici, Hofstadter cercava di dare sostanza a un'intuizione che sembrava scandalosa: la mente umana potrebbe non essere altro che un computer, i neuroni dei semplici chip, l'intelligenza mera capacità di eseguire i programmi scritti nel cervello. A quasi trent'anni di distanza, molte cose sono cambiate: i computer non occupano più gli scantinati delle università ma sono in tutte le case e in tutte le tasche, e gli studi sul cervello hanno raggiunto un grado di raffinatezza quasi inimmaginabile. Eppure, resta intatto l'ultimo mistero: dove si trova e come è fatta l'anima? Cos'è che chiamiamo "io" quando parliamo con noi stessi? Cosa resta di noi (se resta qualcosa) dopo la nostra morte fisica? Nel libro di Hofstadter troviamo tutta la sua abilità di divulgatore, capace di spaziare dalla letteratura all'informatica, dai giochi di parole ai dibattiti più attuali della filosofia, dagli esempi più curiosi agli esperimenti mentali più originali e vividi.
pp 508, Mondadori, 2008 Euro 22,00

Marcello Pera
Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l’Europa, l’etica
"Perché dovremmo dirci cristiani? Oggi siamo liberali, e perciò non c'è bisogno di rivolgersi al cristianesimo per giustificare i nostri diritti e libertà fondamentali. Siamo laici, e perciò possiamo considerare le fedi religiose come credenze private. Siamo moderni, e perciò crediamo che l'uomo debba farsi da sé, senza bisogno di guide che non derivino dalla sua propria ragione. Siamo figli della scienza, e perciò ci basta il sapere positivo, provato e dimostrato. In Europa stiamo per unificarci, e dunque dobbiamo evitare di dividerci menzionando il cristianesimo fra le radici dell'identità europea. Nel mondo stanno rinascendo guerre di religione, e dunque dobbiamo evitare di accendere altri focolai. In casa nostra stiamo integrando milioni di islamici, e dunque non possiamo chiedere conversioni di massa al cristianesimo. Dentro le nostre società occidentali stiamo attraversando la fase della massima espansione dei diritti, e dunque non possiamo consentire che la Chiesa interferisca e ne ostacoli il godimento. E così via. Questo libro intende rifiutare tutti questi perciò e dunque. Non c'è dubbio che siano diffusi: li leggiamo sui libri e sui giornali, li sentiamo alla televisione e nelle aule universitarie, li ascoltiamo dalla voce di tanti intellettuali, li vediamo all'opera nell'azione di tanti politici. Ci bombarda da così tante parti, questa negazione della religione, in particolare questa apostasia del cristianesimo, che c'è solo da meravigliarsi che qualcuno ancora si opponga."
pp 196, Mondadori, 2008 Euro 18,00

Emilio Gentile
L’apocalisse della modernità
Nell'agosto 1914, allo scoppio delle ostilità, molti avevano esultato e si erano arruolati entusiasti, immaginando di prender parte a una gloriosa avventura, convinti che il sacrificio del sangue avrebbe rigenerato gli individui e le nazioni, e che il parto doloroso avrebbe dato vita a un mondo e un uomo rinnovati. Dopo pochi mesi, l'entusiasmo era scomparso. Tutti si resero conto che la guerra era completamente diversa da quelle fino ad allora combattute: per l'enormità delle masse mobilitate, per la potenza bellica e industriale impiegata, per l'esasperazione parossistica dell'odio ideologico, per l'ingente numero di soldati sacrificati inutilmente. La realtà della Grande Guerra rappresentava, oltre che il tramonto della Belle Époque, il naufragio della civiltà moderna. "Quando la Grande Guerra iniziò, l'uomo europeo era orgoglioso di appartenere a una civiltà trionfante ovunque nel mondo. Quando cessò, aveva perso l'orgoglio della propria superiorità, ed era angosciato dalla visione di un futuro senza speranza": è una cesura drammatica tra il "prima" e il "dopo", che ha segnato e ancora segna la coscienza contemporanea. I combattimenti cessarono alle ore 11 dell'11 novembre 1918. E già all'orizzonte nuove tragedie si profilavano, poiché il trattato di Versailles, che aveva posto fine al conflitto, ridisegnava l'intera geografia europea secondo la volontà dei vincitori, con conseguenze gravi e di lunga durata a livello politico e ideologico: le rivendicazioni territoriali, la corsa al riarmo e la militarizzazione di massa della società saranno alcuni dei principi cardine sui quali regimi totalitari come il fascismo e il nazismo baseranno il proprio consenso. Emilio Gentile ricostruisce il contesto sociale, culturale e antropologico entro il quale maturò quella che è ritenuta dagli storici una delle più tragiche esperienze del Novecento, soffermandosi in particolare sugli artisti e gli intellettuali che, se all'inizio avevano invocato la guerra come una catarsi, si fecero poi interpreti dell'angoscia profonda da essa scatenata. Pittori, scrittori e poeti come Nash, Kubin, Dix, Beckmann, Meidner, Jünger, Trakl tradussero nelle loro opere tutto l'orrore che l'immane carneficina aveva suscitato. Grazie a un'originale rilettura di questi anni decisivi per l'Europa, Gentile riesce a farci percepire appieno la vitalità febbrile e l'atmosfera oscillante fra ottimismo e catastrofismo che precedettero lo scoppio della guerra, e l'apocalittico senso di sgomento che in breve tempo le avrebbe sostituite.
pp 320, Mondadori, 2008 Euro 27,00

Timothy Ryback
La biblioteca di Hitler
Che libri leggeva il giovane soldato portaordini Adolf Hitler, durante i brevi momenti di tregua, nelle fangose trincee della prima guerra mondiale? Da dove trasse l'ispirazione per scrivere il Mein Kampf, un'opera tanto ambiziosa quanto modesta sotto il profilo teorico? Grazie a una lunga e appassionata ricerca fra titoli introvabili, pagine gualcite dall'uso e dal tempo, e le testimonianze di chi condivise la sua tragica e sciagurata avventura, Timothy W. Ryback ripercorre la vita e la carriera politica del dittatore nazista attraverso i libri che ne sostanziarono le idee e le passioni, i pochi dubbi e le incrollabili certezze. E i risultati sono a dir poco sorprendenti. Si scopre, infatti, che quest'uomo dedito all'azione, di formazione scolastica lacunosa e di ortografia incerta, fu un lettore vorace e onnivoro, che si vantava di leggere un volume a notte. Alla fine arrivò a collezionarne oltre sedicimila, custoditi prevalentemente nelle sue residenze private a Berlino, Monaco e sull'Obersalzberg. Ammonticchiati sugli scaffali convivevano in apparente promiscuità i romanzi popolari di indiani e cowboy di Karl May, i saggi filosofici di Fichte e Schopenhauer, le profezie di Nostradamus, biografie di sovrani tedeschi e prussiani come l'ammiratissimo Federico il Grande, i gialli di Edgar Wallace, trattati di occultismo, astrologia e magia ma anche di armi e balistica, libelli antisemiti, guide turistiche, manuali di architettura, pittura, religione, testi di alimentazione vegetariana e prontuari vari, compreso un libretto intitolato L'arte di diventare oratore in poche ore. E non mancavano diverse copie dei capolavori più amati, come Robinson Crusoe (nel quale Hitler percepiva "lo sviluppo dell'intera storia dell'umanità"), Don Chisciotte, La capanna dello zio Tom. La maggior parte di questi libri sono andati perduti o dispersi, ma quelli superstiti vengono minuziosamente indagati da Ryback riga per riga, per scovare sottolineature, glosse e note di lettura del Führer, o dediche sui frontespizi di quelli ricevuti in dono, insomma tutti gli indizi che consentano di arricchire il ritratto interiore del leader politico tedesco che mise a ferro e fuoco l'Europa e che, subito dopo la morte, è stato imbalsamato nello stereotipo del genio del male.
pp. 272, Mondadori, 2008 Euro 19,00

Rick Hatkinson
Il giorno della battaglia
Nel luglio 1943 gli Alleati sbarcano sulle coste della Sicilia: un evento che imprimerà una svolta decisiva alle sorti della Seconda guerra mondiale e cambierà per sempre la storia italiana. Ma chi erano quegli uomini che alcuni accolsero come liberatori e altri come occupanti? Quale strategia politica e militare li aveva portati ad attaccare il "ventre molle dell'Europa"? E quanto avrebbe influito la presenza delle forze armate americane e britanniche nella lotta di Liberazione? Mentre la dittatura di Mussolini sembrava prossima al crollo e le truppe tedesche erano reduci dalla bruciante sconfitta di Stalingrado, Roosevelt, Churchill e i loro capi di stato maggiore avevano deciso, non senza discussioni, che era arrivato il momento di dare una spallata al nazifascismo contrastando le truppe dell'Asse sul territorio italiano. Ma la campagna che ne seguì, il cui esito non era affatto scontato, richiese uno spaventoso tributo di sangue: le battaglie di Salerno, di Anzio, del fiume Rapido e di Cassino furono lunghe e cruente. Tra divergenze tattiche e strategiche, incomprensioni e scarsa preparazione, si realizzò un'operazione militare rischiosa e per molti aspetti assolutamente inedita. Le divisioni americane, guidate dal tenente generale Mark W. Clark, riuscirono però, mese dopo mese, a respingere le truppe naziste verso nord, fino a giungere, nel giugno 1944, a Roma. Da quel momento, per la prima volta, la popolazione cominciò a ritenere possibile la vittoria definitiva in tutta Europa. Dopo Un'esercito all'alba, sulla guerra in Nordafrica, Rick Atkinson ricostruisce - ora per ora, con lo sguardo sempre rivolto al dramma umano dei soldati al fronte - la lenta e sanguinosa lotta delle armate americane e britanniche per aprirsi la strada, combattendo, fino a Roma. Basato su documenti in gran parte inediti e su fonti di prima mano, Il giorno della battaglia non è solo la narrazione intensa e drammatica di una delle campagne militari più avvincenti di tutta la storia, ma rappresenta anche l'occasione di ascoltare in presa diretta le voci di alcuni tra i protagonisti della Liberazione italiana.
pp 920, Mondadori, 2008 Euro 30,00

Gonçalo Amaral
Maddie. La verità della menzogna
Si tratta del resoconto autentico e praticamente senza censure delle indagini condotte da Gonçalo Amaral, per incarico della Polizia Giudiziaria portoghese, sul caso della piccola Madeleine McCann, la bambina inglese di quattro anni scomparsa in Portogallo la sera di giovedì 3 maggio 2007 a Praia da Luz, una località di villeggiatura nella regione dell'Algarve. Il 9 maggio, l'Interpol aveva diffuso un allarme mondiale a tutti gli stati membri per la sua scomparsa. Il libro contiene rivelazioni inedite e scioccanti su ciò che solo la famiglia McCann sapeva veramente e ha tenuto segreto, e che Amaral coordinatore del caso, ha scoperto sui fatti di quella sera. La coppia inglese, che è stata tanto velocemente ricevuta dal Papa e subito assistita dal suo Governo, e che ha ispirato la compassione e la generosità di milioni di persone, aveva qualcosa da nascondere e lo ha fatto, aiutata da forze influenti. Dopo essere stato rimosso dall'incarico nel momento in cui era più vicino alla soluzione, Amaral si è ribellato all'insabbiamento della sua indagine diffondendo questo dossier in nome della verità.
pp 214, Cavallo di Ferro, 2008 Euro 14,00

Marco Calamai
Uno sguardo verso l'alto. Un progetto di pallacanestro sperimentale con ragazzi disabili
"L'allenamento stava finendo e i bambini stavano per salire sul pulmino in attesa, un altro intenso giovedì era finito. Sofia era già avvolta nel suo cappotto. Mi sono avvicinato, per un saluto. Guardandomi mi ha sorriso e con naturalezza mi ha detto: “Ciao”. Era la prima volta che mi parlava, anzi la prima volta che parlava". Nella pallacanestro sperimentale adattata alla disabilità di Marco Calamai, situazioni così intense non sono rare: il gioco ha saputo riaccendere speranze, creare integrazioni, raggiungere risultati insperati. Attraverso una ricca casistica tratta dall'esperienza, testimonianze e numerosi esercizi pratici, descritti e spiegati nelle loro funzioni e nei loro significati, il volume illustra le peculiarità di un "metodo" di gioco che negli anni è stato capace di valorizzare le qualità di molti ragazzi disabili. Per insegnare questo basket è necessario saper cogliere il valore dell'ascolto e dell'attesa, del silenzio e dell'integrazione reale; considerare la diversità non un limite, ma un arricchimento e una occasione di crescita interiore; saper intravedere le potenzialità che uno strumento magico come la palla possiede, per avviare dialoghi, intessere relazioni e guardare, finalmente, verso l'alto. Tutto questo propone il libro di Marco Calamai, che si rivolge a quanti operano nel settore della disabilità, agli allenatori e infine a quei genitori che vorrebbero vedere stimolate le potenzialità nascoste dei loro figli.
pp 224, Franco Angeli, 2008 Euro 24,50

Raymond Federman
Il mio corpo in nove parti
Un viaggio dell'autore attraverso alcune partì del suo corpo: capelli, naso, dita dei piedi, voce, organo sessuale, molare rotto, orecchie, occhi, mano e cicatrici. Nove elementi fisici che fanno da viatico in questo singolare, ironico e malinconico viaggio con l'irrinunciabile e inseparabile compagno di ogni vita umana. A ogni parte del corpo è dedicato un capitolo. Il mio corpo in nove parti è una danza macabra, ilare e postmoderna, una baudelairiana "sublime pantomima sull'orlo dell'abisso", tanto più dissacrante in quanto scritta in occasione di un convegno di attempati professori tedeschi di semiotica. È un romanzo che ricorda gli Esercizi di stile di Queneau, dall'infanzia povera ed ebraica vissuta a Parigi, prima della deportazione della famiglia, passando per il maggio francese, lo strutturalismo, le partite di tennis con sua moglie, senza trascurare una "tirade" sul suo ingombrante naso giudeo, degna del Cyrano di Rostand.
pp 95, La Lepre Edizioni, 2008 Euro 15,00

Jamis Rauda
Alice nel paese degli psicanalisti
Un viaggio autobiografico nel mondo della psicoanalisi, un'avventura personale, raccontata con immediatezza e umorismo, che comincia negli anni '70 e descrive l'universo degli psicoanalisti degli ultimi decenni, con le sue utopie, i suoi guru, le sue mode, i suoi dogmatismi. L'autrice, oggi a sua volta psicoterapeuta, racconta un cammino tortuoso, pieno di delusioni e di brutti incontri, perché esistono buoni e cattivi psicoanalisti e i secondi sono più numerosi dei primi. Nasce così una galleria di ritratti di presunti "medici dell'anima" (l'illuminato di sinistra, il mondano, la star, il seduttore), dei quali vengono rivelati difetti, luoghi comuni, manie, mancanza di umorismo.
pp 280, La Lepre Edizioni, 2008 Euro 18,00

Caio Fernando Abreu
I Draghi non conoscono il paradiso
Single occupati di giorno nelle attività del terziario avanzato e occupanti di notte le megalopoli nei loro microappartamenti tra libri, dischi e amori distanti, e che restano incerti tra prepararsi un sushi o farla finita, disingannati e stanchi vacanzieri che si incontrano e si sfiorano nei “loro bungalow a cinque stelle e antenna parabolica”, adolescenti che scoprono con fascino e paura la bellezza di ciò che li attende, donne di quasi quarant’anni, con la loro “indissimulabile stanchezza”, che scoprono il sesso feroce nella notte del Venerdì Santo. Tredici sono i racconti che compongono I draghi non conoscono il paradiso: Linda, Bella di notte, Scarpette rosse, L’altra voce, Il ragazzo più triste del mondo, Senz’Anna blues, In riva al mare aperto. Tutti i racconti che compongono i Draghi sono storie contemporanee che al lettore si rivolgono con tenerezza, lucidità e coraggio. I sentimenti umani vi si dispiegano con la forza di un uragano ed è facile riconoscerci nella sete di affetto, di sesso, di successo, di vendetta o di semplice sopravvivenza in quell’universo che fa muovere, contorcere e danzare i protagonisti di questi racconti. Caio Fernando Abreu ha vissuto, ed ha saputo raccontare come pochi e di uomini di questo presente, e con I draghi non conoscono il paradiso, la sua opera forse più stilisticamente compiuta, assembla le sue – e nostre – storie in un viaggio a tappe condotto con la precisione di un naturalista e il vaneggiamento di un dannato. Per trovare sempre, “anche dentro l'oscurità, una specie di luce”. La vita, semplicemente.
pp 176, Quarup, 2008 Euro 12,90

Franz Werfel
Morte di un piccolo borghese
Scritto nel 1926, Morte di un piccolo borghese ci introduce nel clima di una Vienna postbellica dall'inflazione galoppante. Il protagonista, guardiano di un magazzino, vive nel ricordo glorioso del passato asburgico quando, portiere in livrea, apparteneva "alla scintillante e impellicciata schiatta dei portieri imperiali... era dunque un tassello nell'ordine mondiale": sono parole dello stesso Werfel a commento dell'edizione americana di questo suo romanzo breve. Crollato quell'"ordine mondiale", in un paese precipitato nel caos e nella miseria, all'uomo non resta che la certezza di aver fatto la mossa giusta per garantire un minimo di sicurezza alla sua famiglia: ha investito tutti i suoi risparmi in una polizza assicurativa, che però lo obbliga, lui già malato, a non morire se non dopo la scadenza fissata dal contratto...
pp 98, Passigli, 2008 Euro 12,50

Luigi Pelazza
Un mondo quasi perfetto
In questo straordinario libro d’inchieste, Luigi Pelazza traccia il percorso accidentato dei mali universali di questo Mondo quasi perfetto. Diamanti insanguinati, Clandestini, Zingari, Racket delle Bare e Pedofilia sono solo alcuni temi che ricompongono l’eterna tensione tra il bene e il male che l’autore propone attraverso l’esperienza del suo lavoro in prima linea. Dietro ogni indagine ci sono vite in pericolo, c’è un disagio atavico o solo un modo di affrontare la quotidianità che continua irrimediabilmente a gravitare intorno al denaro. Come si può raccontare la storia di quei bambini del Congo ripudiati e troppo spesso uccisi dai genitori perché una superstizione locale o uno stregone corrotto ha visto in loro il demonio? L’autore non si ferma alla fotografia del male, il suo istinto e la sua coscienza gli impongono di scavare nella vita e nelle motivazioni di ogni stato del mondo o di ogni regione italiana. Certo, quando ci si spinge troppo alla ricerca di un racconto obiettivo, a volte si rischia la vita. E capita anche che il cronista possa entrare nel mirino della camorra che lo ha già condannato. In questo Mondo quasi perfetto si segue però l’esempio del coraggio e, a volte, dell’incoscienza.
pp 192, Zero91, 2008 Euro 15,00

Max Brod
Franz Kafka – Una biografia
Nessuno quanto Max Brod, lui stesso importante scrittore, poteva dirsi chiamato a narrare la vita di Franz Kafka. Amicissimo suo fin dalle aule dell'università, vissuto con lui in grande dimestichezza e in rapporti fraterni, custode dei manoscritti inediti e delle ultime volontà dello scrittore, ha potuto consegnarci una biografia del grande scrittore praghese veramente unica, indispensabile a chi voglia penetrare nella sua anima complicata e misteriosa. Se è vero che la definizione di biografia per questa opera di Max Brod è certamente giusta, in quanto così è stata concepita, e percorre la vita di Franz Kafka dalla nascita il 3 luglio 1883 fino alla morte il 3 giugno 1924, è anche vero che il termine oggi può prestarsi ad un equivoco un po' riduttivo, in quanto Max Brod narra l'amico, e in ogni pagina trapela non soltanto l'importante documentazione con cui questa biografia è stata costruita, ma anche la conoscenza diretta dell'uomo Kafka, quello di cui Brod annotava sul suo diario, all'epoca del loro primo incontro all'università, "Le parole gli escono di bocca come un bastone".
pp 283, Passigli, 2008 Euro 19,50

Piergiorgio Odifreddi
Il matematico impertinente
Il titolo dà un'idea dello spirito dell'autore, che nelle sue scorribande attraversa in lungo e in largo i territori (infiniti?) della galassia logico-matematica e dei suoi pianeti. Sono saggi, articoli, riflessioni e osservazioni su temi congeniali a Odifreddi, cui si aggiungono divagazioni sulla religione, l'attualità politica, la lingua e la letteratura. L'occhio del logico e del matematico osserva i fenomeni e gli uomini, ma è un occhio freddo, che guarda le cose senza pregiudizi, osserva (e giudica) alcuni eventi socio-politici con oggettività. Lo sguardo sul presente si alterna a ricognizioni sul passato: ogni capitolo si apre con un'intervista impossibile a un grande protagonista della Storia (Aristotele, Archimede, Newton...).
pp 363, Longanesi, 2008 Euro 16,00
