Da Non è un Paese per vecchi dei fratelli Cohen a Quarto potere di Welles, da Tutta la vita davanti di Virzì a Amarcord di Fellini, da Il Divo di Sorrentino a Mamma Roma di Pasolini. C'è tutta la storia del cinema ne Il Morandini 2009 – Dizionario dei film (Ed. Zanichelli, pp.2048, volume + cd 35 euro), vera e propria opera omnia firmata da Morando, Luisa e Laura Morandini di quanto è passato sul grande schermo fino a giugno 2008.
Circa 500 i film censiti in questa ultima edizione, la undicesima da quando Morando ha pubblicato il suo primo "Morandini", nel 1999. Tra le pellicole spiccano anche una trentina di documentari di lungometraggio e oltre un centinaio di titoli "vecchi" (tra i quali 25 del periodo muto), oltre ovviamente a quelle considerate più di "nicchia", come Il Cerchio, La Banda, Il treno per il Darjeeling. Nell'elenco, centotrenta sono solo i film di nazionalità italiana distribuiti nelle sale tra l'estate 2007 e il giugno 2008. Tra i recuperi di titoli assenti nelle precedenti edizioni, invece, sono stati schedati anche quelli di registi come Herzog, Keaton, Kramer e Mizoguchi.
Nel manuale i film sono raccolti per ordine alfabetico. Per ciascuno è indicato il titolo originale, l'anno di edizione, il Paese, il regista, il cast, una breve trama, il genere, la durata, il gradimento e la valutazione da parte degli autori, espressa in stellette. Utile repertorio di informazione anche gli appendici dedicati ai titoli originali, agli autori letterari e teatrali, ai migliori film, ai 100 migliori registi, alle biografie artistiche degli attori più conosciuti e alle schede monografiche dei personaggi-culto, da Aladino a Zorro. Segnalati, infine, come "da vedere" e "perché no?" anche gli ultimi film presentati alla Mostra del cinema di Venezia, suddivisi per sezione. Da non tralasciare anche la segnalazione dei principali siti internet dedicati al mondo del grande schermo.
Ad aggiudicarsi, invece, la copertina dell'opera è stato quest'anno un fotogramma di Gomorra, il film di Matteo Garrone premiato a Cannes a maggio scorso. "Una scelta obbligatoria – spiegano nella nota introduttiva gli autori – anche perché ha contribuito a fare in modo che sul mercato delle sale i film italiani abbiano occupato quasi il 40 per cento delle presenze, quota che da anni non era stata raggiunta rispetto all'egemonia del cinema made in Hollywood e dintorni". D'altro canto scrivono, in conclusione, "il cinema si impara, facendolo, come ogni altro mestiere".
Cinzia Morgante
