4/6/2008

La carovana Zanardelli

Il libro del lucano Giuseppe Lupo

1902, Basilicata. Il libro ”La carovana Zanardelli” del lucano Giuseppe Lupo prende spunto dal viaggio, durato dodici giorni, intrapreso da Giuseppe Zanardelli (1826-1903) in Basilicata. Dopo aver visitato la Campania, l’allora Presidente del Consiglio arriva in Lucania.

Con lui ci sono giornalisti, politici, medici, fotografi e orchestrali. Ogni tappa dell’avventurosa carovana è un’occasione per delle lamentationes e per chiedere strade, ferrovie e migliori condizioni di vita.Il Presidente non può non essere, quindi, “fermato” da tutti quelli che esercitano il potere: dal prefetto ai carabinieri, dai presidenti dei tribunali ai parlamentari. Le giornate trascorrono tra impegni politici, musica, cene con gli intellettuali e gli amministratori locali. Le cronache dell’epoca narrano che il viaggio procedeva "a traverso montagne completamente brulle o assai mal coltivate, segno evidente della grande miseria di quei contadini".

Zanardelli, nelle pagine del professor Lupo, narratore e saggista, che insegna letteratura contemporanea all’Università Cattolica di Brescia, diventa un personaggio mitico, catapultato in un mondo visionario, abituato a subire le ingiustizie della storia, ma addestrato, pure, a conservare un volto cordiale.

Nonostante le visite ufficiali e i brindisi festosi, la vita reale travolge lo statista. Compaiono gli abiti lisi, i visi rugosi, la dura vita quotidiana dei Lucani, prigionieri del “demone della fantasia”, quello che il poeta di Montemurro (Pz) Leonardo Sinisgalli (1908 -1981), chiamava il “demone dell’insoddisfazione”, un popolo: "che l'esattezza ha spinto alle soglie dell'insensatezza".

Si tratta di una ricchezza, ma anche di un limite. Un vincolo “facoltoso” che coinvolge sia chi abita lì, sia gli emigranti. Un vincolo che ha affascinato i tre re magi, come preferisce chiamarli il professor Lupo, venuti in Basilicata: Giuseppe Zanardelli, Carlo Levi e Adriano Olivetti.

Lo scrittore e i suoi personaggi dai nomi fantasiosi Negromante, Scaforchia, Robilante, oscillano abilmente tra la Storia e la fantasia, che può essere, in fondo, il sogno della Storia come la si vorrebbe, ovvero un’utopia, un non luogo. “La carovana Zanardelli” è un romanzo corale, che è anche una critica contro i particolarismi della provincia italiana. Se ci si salva dai pericoli, sembra dire l’autore, si deve farlo insieme e non separati, non si può tirare la giacca al politico di turno per avere ciascuno qualcosa in più rispetto agli altri.

Tra i tanti protagonisti che affollano il racconto c’è un fotografo che coglie alcuni pericolosi segnali di cospirazione: l’arrivo di misteriosi turisti inglesi, le esibizioni di un oscuro funambolo americano, le manovre di un’associazione anarchica e di un produttore di liquori che si circonda di spie al di sopra di ogni sospetto. Verità e finzione, dunque, si mescolano nel romanzo di Giuseppe Lupo. Bisogna far parte della sua carovana per capire Zanardelli, che infilandosi in un “sottano” potentino, l’abitazione popolare costituita da una o due stanze, con un unico vano aperto direttamente sulla strada, per l’accesso e il passaggio di aria e luce, davanti all’incomprensibile, per lui, gergo dialettale, intuì che c’era poco da ascoltare e molto da guardare in una terra dove la pazienza ha vinto la miseria.

Gianpaolo Palazzo

La carovana Zanardelli
Marsilio
Pagine 226
Prezzo 16,50 euro