15/2/2008

Moda e stile: tutto è In Vogue

La storia, dalle origini a oggi

Non tutti forse sanno che artisti del calibro di Salvador Dalì o di Christiane Berard si servirono delle copertine di Vogue come cornici dove recintare il loro estro artistico in un'ideale galleria di forme e colori. Forse in pochi ricordano che la rivista di moda più famosa del mondo nacque il 17 dicembre 1892 come gazzetta settimanale e il suo creatore fu Arthur Baldwin Turnure. Dici Vogue, e d'impatto magari ti risuona in testa il celebre refrain di Madonna, quando in stile Amazzone, vestita da Gaultier, calcava i palcoscenici del suo Blonde Ambition Tour con tanto di reggiseno a punta.

E non a caso, proprio la Material Girl del pop apparve sulla copertina del mensile patinato nel 1989 celebrata "come icona". Parola di Anna Wintour che con quel servizio, a distanza di un anno dal suo arrivo alla direzione avvenuto nell'agosto del 1988, volle imprimere il sigillo del "nuovo stile visivo editoriale che intendevamo seguire". Madonna veniva cioè ritratta nella sua casa dal fotografo Patrick Demarchelier, per "mostrare le donne nel proprio ambiente".

A riannodare l'evoluzione di quella che è considerata la Bibbia dello stile in un percorso affascinante di foto, commenti, storici flash visivi, ci pensano Norberto Angeletti e Alberto Oliva nel volume In Vogue, edito da Rizzoli. Scrittori, designer, editor, fotografi: dietro ogni pagina del magazine si muove una complessa macchina organizzativa con i suoi ingranaggi, anche i più nascosti agli occhi del lettore, che in questo libro vengono portati in superficie dai due autori. I quali, con arte certosina, hanno frugato tra gli archivi, fra vecchi numeri di riviste, hanno sondato, insomma, quell'universo editoriale che elegge il bello a sua costellazione di riferimento.

E la moda non è che una delle stelle, la più luminosa certo, ma non l'unica a brillare sulle pagine di Vogue nel corso della sua storia. Dal primo numero, passando per l'evoluzione dello stile, fino alla creazione della rivista del nuovo secolo: sono dieci i capitoli di questo poderoso volume. E poi, naturalmente, figurano le menti che si sono avvicendate al timone della rivista e hanno lasciato il loro segno: abbiamo citato l'attuale direttrice Anna Wintour (a cui è ispirato il temuto personaggio di Miranda Priestly interpretato da Meryl Streep nel film-cult Il Diavolo veste Prada). Diana Vreeland ha diretto Vogue negli anni Sessanta teatralizzando in qualche modo l'approccio alla moda, mentre Grace Mirabella è stata la prima, nel 1974, a scegliere per la copertina una modella di colore, Beverly Johnson.

Tante sono le fotografie che catturano in uno scatto lo spirito del tempo: basta pensare, per esempio, a uno come Helmut Newton che fece dell'erotismo il grimaldello su cui far leva per provocare e non passare certo inosservato come quando nel 1975 ritrasse Lisa Taylor in vestaglia, seduta sul divano a gambe divaricate, mentre divora con gli occhi un modello che le passa davanti a torso nudo.

Federico Pini

N. Angeletti, A.Oliva
In Vogue
Rizzoli
Pagg 409 - Euro 79