Come si fa a vendere un libro senza essere autori famosi? Sì perché è difficile la vita nelle librerie italiane. I bestseller cannibalizzano il mercato e per gli autori emergenti che riescono a guadagnarsi un risicato spazio sugli scaffali è difficile competere con le pile di libri di Follett o Camilleri che calamitano l’attenzione dei lettori. Ma quando il libro che non ti aspetti inizia a vendere alcune migliaia di copie, allora diventa un caso. Un caso letterario come “Lucani altrove. Un popolo con la valigia”, tre edizioni in quattro mesi.
La casa editrice Memori pubblica solo diari e non immaginava questo successo. Renato Cantore, l’autore che di mestiere fa il capo redattore del Tg Rai della Basilicata, dice di essere della stessa opinione. Ma, a questo punto, non pretenda di essere creduto. Il suo diario, o forse reportage, racconta l’emigrazione del popolo lucano che si è replicato all’estero. Seicentomila lucani qui, ottocentomila altrove riallacciati da un’opera letteraria e dal sito internet www.lucanialtrove.it.
Cosa c’è di originale in questo volume? L’assenza della retorica. Non ci sono bastimenti che partono per terre assai luntane e nessuno piange lacrime napulitane. Le valigie non sono di cartone e non sono legate con lo spago. Cantore ritocca il dipinto dell’epopea dei migranti lucani e lo depura dalle decorazioni barocche e allegoriche. La disperazione si trasforma in fatica. Nessuno si arricchisce con artifici mitologici, ma solo con idee imprenditoriali valide.
“Lucani altrove” restituisce agli emigrati della Basilicata la loro storia. Le loro storie che Cantore ha seguito sul campo come giornalista inviato della Rai. C’è lo zio d’America che, partito povero, ritorna e dona un milione di euro alla sua comunità di origine. L’imprenditore che fonda una delle emittenti radiofoniche più seguite del Nord America. Ma c’è anche il minatore che ha scavato per quarant’anni nelle viscere del Belgio per costruire un futuro dignitoso per i suoi figli. Il frate cappuccino che ha dato lavoro a settemila donne in Mozambico e molti altri personaggi. Gente eroica e normale al tempo stesso. E Cantore non smette di dire, durante le presentazioni del libro, che il suo vero obiettivo è stato quello di raccontare l’eroismo della normalità.
Scrittura elegante, rapida e diretta, quella di Cantore, un autore meridionale, direbbe Sciascia, con “una capacità di selezione, di scelta, di essenzialità per cui sensato ed acuto finiva con l’essere quel che poi nella rete dello scrivere restava”. L’autore lucano ha sfidato involontariamente i bestseller. Forse perché in Italia vendere libri è una pretesa e non una legittima ambizione. Ci sarebbe tanto da dire sulla difficoltà di distribuire un titolo nei supermarket editoriali che le librerie sono diventate. Ma preferiamo spendere parole sulla notevole prefazione che la regista Lina Wertmüller ha scritto per “Lucani altrove” e sul “Premio letterario Basilicata” che questo libro ha appena vinto.
Luca Mennuni
Renato Cantore
Lucani altrove. Un popolo con la valigia
Edizioni Memori, 2007
Pagine 256 16 Euro