Può un eroe senza macchia e senza paura sentire il peso del passare degli anni? Senz’altro no: il suo Dna gli concede al massimo qualche capello bianco e qualche cicatrice in più, trofeo di innumerevoli battaglie e segno di maggiore saggezza. Questo è anche il destino di Conan, druido, re lungimirante e illuminato, guerriero indomabile, e ora anche padre affezionato, pronto a intraprendere nuove gesta e pericolose azioni pur di spianare la strada al figlio e di ottenere per lui gli appoggi necessari a diventare re. L’avventura è raccontata da Mauro Raccasi in “I Guerrieri dei Fiordi”, edito da Piemme, e costituisce il quarto episodio del ciclo “Il romanzo dei Celti”.
“I Guerrieri dei Fiordi” è un romanzo storico, ma non ha nessuno degli elementi “ponderosi” che di solito si associano a questo genere. E’ un romanzo di avventura nel senso più genuino del termine, in cui la cornice e gli scenari sono lo spunto per un’accurata ricostruzione della cultura celtica e delle popolazioni che abitavano nella penisola scandinava, Il teatro di questo nuovo episodio si sposta infatti stavolta verso nord rispetto all’ambientazione degli altri romanzi della serie (La spada del druido, Il regno di Conan, Il guerriero di Stonehenge, pubblicati sempre da Piemme dal 2004 al 2007) e anche il clima del libro si colora di tinte più gotiche.

Siamo nel 1600 a.C. tra le fredde nebbie e le oscurità del Nord Europeo, in lande desolate e inospitali. Una nave sta agonizzando alla deriva tra le onde tempestose e in una notte senza fine: la sua missione contro le avversità della cattiva stagione è folle e suicida, ma quello è il volere del crudele re Hargar, disposto a tutto pur di conquistare un tesoro misterioso, trasportato da un’altra nave naufragata tempo prima nell’inverno Artico. Il tesoro è di vitale importanza per il re, il quale ha bisogno urgente del prestigio che gli verrebbe da quel ritrovamento e dei fondi con cui pagare i mercenari da cui dipende la difesa del suo trono. Ma il bottino fa gola anche a molti altri tra i Locklann, le genti che abitano le regioni scandinave, in primo luogo ai sudditi di Hargar per liberarsi della tirannide di quel crudele sovrano. Anche Conan vuole quel tesoro, perché l’impresa permetterebbe al figlio Owain di salire sul trono delle tribù alla cui stirpe reale appartiene la madre Gwynned. Per recuperare il prezioso carico occorre però vincere la magia degli dei del mare che custodiscono il segreto del relitto fantasma: sono in molti infatti ad essere certi di aver visto la nave intrappolata all’interno di una montagna di ghiaccio con la prua rivolta verso l’alto. Uno dei clan ribelli chiede allora l’aiuto del nostro eroe, il quale chiama a raccolta il vecchio gruppo degli amici più fidati e si prepara a partire. Grazie all’aiuto del suo antico maestro, l’arcidruido Cathbad, sempre più vecchio e bilioso ma ancora di incontenibile energia, di Rury il Rosso, guerriero indomabile ed audace, di Magmor, il gigante nero di forza sovrumana, e soprattutto della fedele compagna Gwynned, sempre bella e ardente nonostante il passare del tempo, Conan riesce a ritrovare la nave, anche se il suo successo non è completo. Gli eroi devono così accettare peripezie infinite e una drammatica marcia in mezzo al gelo, che costerà a Conan anche la perdita di una mano.
L’avventura è all’ultimo respiro, con scene di grande pathos e di intensa drammaticità. Una storia a forti tinte, come nello stile di Raccasi, che ha il suo culmine nel racconto del viaggio nell’gelo dell’Artico, tra difficoltà e stenti quasi insormontabili. Insomma, un libro da assaporare tutto di un fiato. La ricostruzione storica di ambienti, usanze e stili di vita è puntigliosa ed accurata e molte scelte effettuate dall’autore sono spiegate e commentate nella nota storica al termine del romanzo. Completa il libro un ricco glossario che, oltre ai nomi geografici e dei personaggi, comprende anche una sezione di antico irlandese, britonico e di toponomastica, socialità e religione attraverso le epoche.
Raffaella Martinotti
Mauro Raccasi
I Guerrieri dei Fiordi
Edizioni Piemme
Pp. 509 Euro 19.90