17/9/2007

"Web 2.0, Internet è cambiato"

Prati a Tgcom:"Gli utenti sono attivi"

Cos’è il Web 2.0 e cosa si intende con questo termine? C’è chi è convinto di vedervi la rivoluzione di Internet, c’è invece chi nega addirittura la sua esistenza e qualunque elemento di novità. Ma in ogni caso è innegabile che il Web abbia preso una nuova direzione. In un'intervista a Tgcom Giuliano Prati, consulente web e blogger, parla del suo libro "Web 2.0. Internet è cambiato" e spiega quali sono i casi che hanno lasciato il segno nella nuova rivoluzione dell'online.

Come è nato il suo interesse per il web 2.0?

"La mia passione per la nuova frontiera di internet è nata durante gli anni dell'università quando ancora dovevo laurearmi in Informatica. Ho iniziato realizzando dei progetti per costruire portali web  e questo mi ha permesso di relazionarmi con le grandi aziende multinazionali in Italia e all'estero".

Perchè scrivere un libro sul web 2.0?

"Ho scritto questo libro sia per un mio interesse personale verso l'argomento sia perchè per il tipo di lavoro che svolgo devo prestare molta attenzione alle nuove tecnologie che vengono proposte sul mercato. Inoltre il libro è una conseguenza dei miei studi. E, dato che in Italia è uno dei primi libri che tratta questo tipo di argomento, ho cercato di spiegare non solo il termine web 2.0 ma anche gli elementi che ne stanno alla base servendomi dell'aiuto di giornalisti americani che hanno scritto contenuti su questa nuova forma di rivoluzione online".

Cosa vuol dire Web 2.0?

"Il web 2.0 si può spiegare secondo me partendo col dire cosa non è. Innanzitutto non è un nuovo sistema di infrastruttura della rete, non è una nuova tecnologia o un nuovo sistema di comunicazione. Il web 2.0 è semplicemente un nuovo modo di utilizzare Internet con l'ausilio di nuovi strumenti che permettono la partecipazione attiva degli utenti nel processo di sviluppo della rete. Il web 2.0 a differenza del web 1.0 è partecipativo: a disposizione degli utenti ci sono servizi per intervenire e creare contenuti nella rete. Mentre prima il processo di editing era uno a molti oggi è molti a molti e per realizzarlo non bisogna conoscere i linguaggi di programmazione. Con il web 2.0, nei servizi e nello spirito del web, c'è stata una vera e propria evoluzione: si è passati dal web elitario a quello partecipativo".

 

Quali sono secondo lei i casi del web 2.0 che stanno lasciando il segno e perchè?

"Sicuramente i blog perché nella loro generalità sono l'elemento principe del web 2.0. I blog sono lo strumento chiave che permette di creare contenuti da parte degli utenti e un dato significativo è che ogni giorno ne nascono circa 120mila. Sono invece 15 milioni gli articoli prodotti nell'arco di una giornata. Altro dato interessante è che l'italiano è la quarta lingua parlata nella blogosfera dopo il giapponese, l'inglese e il cinese. I blog stanno lasciando il segno perchè sono lo strumento più immediato e facile da utilizzare: in poco tempo si possono creare delle conversazioni con altri blogger. Ulteriori casi del web 2.0 che hanno lasciato il segno sono poi YouTube e MySpace. Il primo perché è un servizio di produzione e condivisione di contenuti video da parte degli utenti e quindi è anche un esempio di giornalismo partecipativo. Il secondo perché ha inserito elementi innovativi nelle sue pagine web (arrivando ad avere oggi 200 milioni di utenti registrati): MySpace ha infatti permesso alle band di caricare la loro musica e farsi pubblicità gratuitamente ed avere allo stesso tempo un rapporto diretto con i fan che potevano esprimere i loro giudizi. La comunicazione in tal modo cambia perchè non va più dall'alto verso il basso, ma dal basso verso l'alto. Sono gli stessi utenti a decidere i contenuti che gradiscono di più e trasmettere le loro impressioni alle band prima ancora che esca un album ufficiale".

Quali sono le regole per riuscire ad avere un blog di successo?

"La prima regola è possedere la passione per la scrittira. In secondo luogo bisogna sempre rispondere ai messaggi che ci vengono lasciati. Bisogna poi avere una certa costanza nell'aggiornare il proprio blog e utilizzare al meglio i feed RSS perché sono indispensabili per la buona indicizzazione delle pagine nei motori di ricerca e permettono ai visitatori di sapere se abbiamo caricato un contenuto senza dover per forza linkare sul nostro blog. Infine bisogna mostrare il proprio volto per far vedere chi si è e cercare sempre di scrivere nuovi contenuti personali stimolando con domande il nostro pubblico".

Eleonora Limiti