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22/10/2004

Le trame segrete del mondo

Nuova raccolta dei saggi Disinformation

Tutto ciò che sappiamo è falso, mistificato o censurato; non ci sono Verità Rivelate, solo verità da conquistare con passione, rintracciando e collegando i fatti quando è possibile. In caso contrario, ci scontriamo con la cortina fumogena alzata dai grandi gruppi di media e dai loro controllori. Alla fine possono rimanere le domande insolute, i dubbi nascosti e le coincidenze ripetute. E’ questo il percorso che si intraprende leggendo “Tutto quello che sai è falso 2” (edizione italiana di saggi tratti dai due bestseller Abuse your illusions e You are being lied to pubblicati da Disinformation) e al termine della lettura la prima domanda che ci poniamo ha una risonanza amletica: sapere o non sapere?

Allora è interessante recuperare “Tutto ciò che sai è falso - Il manuale dei segreti e delle bugie” (tit. or. Everything you know is wrong), pubblicato nel 2003 sempre da Nuovi Mondi Media, e così ampliare e approfondire le domande e i collegamenti. Giornalisti, filosofi, dissidenti, mediattivisti ed ex funzionari di agenzie governative americane sono gli autori degli articoli presenti in questi due libri. Leggendo poi le loro biografie in appendice, si comprende meglio la natura composita della rete da cui nascono questi scritti.

Non stupisca quindi che nel primo volume venga affidato a Roberto Quaglia, giovane scrittore di fantascienza, una versione possibile degli eventi legati all’11 settembre. Rifacendosi a Gore Vidal, l’autore dichiara infatti che “più una bugia è grossa, più facilmente essa sarà creduta… se l’opzione di non crederci è sufficientemente dolorosa”. Per quanto vengano citate le fonti, rimane dunque difficile affidarsi completamente alle versioni dei fatti presentate in queste due raccolte. E’ come se agisse una rimozione psicologica di massa che ci impedisse di gridare “Il Re è nudo!”. Infatti ciò che lega in modo stretto i centri economici di potere a quelli politici ed entrambi  ai grandi network televisivi e giornalistici, sono dinamiche spesso a portata di mano, anzi di click: gran parte dei documenti, delle testimonianze, delle analisi e dei reportage citati nei saggi provengono dal magma della Rete, in quest’ottica un antro delle meraviglie a cui si accede se si possiede la chiave di accesso corretta, non un semplice Apriti, Sesamo!.

Il lungo viaggio nelle verità nascoste riserva alla fine molte sorprese: si intravede “la trama segreta dell’arazzo del mondo”. I fatti più recenti e “reclamizzati” dall’attualità mondiale diventano così figli di dinamiche precedenti alle immagini e alle situazioni cristallizzate nei resoconti dei media. Come nel caso della guerra “etnica” tra tutsi e hutu in Ruanda, dove precedentemente alla colonizzazione belga le due etnie non si differenziavano per cultura, usi, costumi ed economie. Dividi et impera, per meglio controllare le risorse del territorio, prassi coloniale diffusa nella storia dell’Africa.

Nelle pieghe della realtà si profilano scenari inquietanti, come la psicofarmacologia applicata nell’ambito del JNLWD (Joint Non-Lethal Weapons Directorate), un programma congiunto del Pentagono in cui si sfiora la definizione di “dissenso come un disordine psicologico”. Inoltre vengono approfonditi filoni d’inchiesta già condivisi, quantomeno in Italia: viene ricostruita la vicenda della Clearstream, la società di compensazione finanziaria costituita nel 1999 con sede in Lussemburgo. Se si risale alle sue origini, si arriva alla precedente società analoga, la Cedel, che gestiva, ufficialmente solo per il consorzio delle banche associate, i conti non pubblici, cioè quei conti che vengono usati per sfuggire alle regole di trasparenza nelle transazioni bancarie. Il punto è che tra gli istituti di credito figurava negli anni ’80 il Banco Ambrosiano di Sindona e Calvi ed ora tra i clienti abituali annovera la banca russa Menatep, accusata di riciclaggio internazionale.

Non solo terrorismo, guerre e finanza: tra gli altri si leggano i saggi dedicati alla iatrogenesi in ambito sanitario e farmacologico (situazioni in cui si verifica un peggioramento, anche mortale, nelle condizioni della persona in cura a seguito delle operazioni del curante) oppure al Cristianesimo. In quest’ultimo caso, la chiave di lettura storica permette di rilevare le resistenze della Chiesa Cattolica alla diffusione del testo nella Bibbia (basti ricordare che la lingua nazionale venne introdotta nella liturgia solo alla fine del 1965) e le ricadute conseguenti. Anche il mito di Cristoforo Colombo viene messo sott’accusa da Howard Zinn, nell’ottica orwelliana: “chi controlla il passato controlla il futuro. E chi controlla il presente controlla il passato”. George Orwell viene citato inoltre nel saggio di Noam Chomsky sull’impatto della “fabbrica del consenso” nella nostra epoca: nel discorso viene riportato l’esempio dell’introduzione originale a “La fattoria degli animali”, critica feroce al totalitarismo sovietico, che fu censurata per trent’anni nella “libera” Inghilterra. Nello scritto dell’autore di “1984” venivano sottolineate due spiegazioni possibili del controllo dell’informazione, quindi del consenso: la proprietà dei mezzi di stampa da parte dell’élite economiche e il sistema educativo improntato a creare quelle stesse élite.

Il viaggio tra AIDS e strage di Waco, uranio impoverito e malattia mentale è lungo e intenso come un coast to coast. E negli anni a venire continuerà in perenne equilibrio tra coloro che vorrebbero controllare il flusso sempre più ampio delle informazioni e degli eventi e coloro che vorrebbero svelare le trame più nascoste di quegli eventi o semplicemente stabilire un diverso ordine di priorità. In attesa di decidere dove collocarsi, questi due libri possono essere due fermate importanti lungo quel percorso.

Per chi volesse approfondire: www.disinfo.com

Matteo Polizzi


Russ Kick (a cura di)

Tutto quello che sai è falso 2
Secondo manuale dei segreti e delle bugie
Nuovi Mondi Media
Pagine 483
Euro 23