FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonneGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
DirettaCanale 51

Ambiente, Lombardia "green": record di energia pulita, +31% di imprese

La regione è leader in Italia nel settore del rinnovabile e dellʼindustria eco-sostenibile. Il 22 ottobre il referendum per lʼautonomia

Ambiente, Lombardia "green": record di energia pulita, +31% di imprese

La Lombardia è la regione italiana che produce più energia elettrica da fonti rinnovabili (Fer). Inoltre, le imprese "green" sono cresciute del 31% in cinque anni e rappresentano un quinto del totale nazionale e un quarto del fatturato italiano. E’ il risultato di un report, pubblicato sul sito della Regione Lombardia, in previsione del referendum sull’autonomia in programma per il 22 ottobre 2017.

LE FONTI RINNOVABILI

Consumi in crescita
- Il consumo finale lordo è pari a 3.102 chilotonnellate di petrolio (ktep), a fronte di 19.182 ktep consumati in Italia ad esclusione del settore dei trasporti. Il 16 per cento dei consumi da fonti green in Italia sono lombardi. Seguono il Veneto e il Piemonte, che rappresentano il 10 per cento del totale nazionale. Fino al 2007 l’andamento delle FER è stato oscillante - con un incremento tra il 2000 e il 2007 dell’11 per cento - mentre tra il 2008 e il 2013 la crescita ha raggiunto il 40,5%, anche per effetto delle politiche di incentivazione del parco elettrico rinnovabile. Nel breve periodo, un rapporto di GSE (Gestore Servizi Energetici) rivela che, tra il 2012 e il 2014, la Lombardia ha seguito il trend italiano di crescita dei consumi di energia pulita. Nel dettaglio, si registra un aumento sensibile dei consumi finali lordi di energia da Fer tra il 2012 e il 2013 (passando da 2.826 a 3.113 Ktep) per diminuire leggermente nel 2014 con 3.102 ktep. Nel 2013 le Fer in Lombardia hanno superato per la prima volta il 10 per cento dei consumi finali di energia.

Le fonti di energia pulita - Analizzando le diverse fonti rinnovabili si registra che la quota principale di energia da Fer in Lombardia deriva dalla produzione idroelettrica, con circa il 35,5 per cento del totale. Determinanti sono inoltre il contributo dell’energia ottenuta dalla combustione di biomasse e rifiuti, da biogas e da pompe di calore. La Lombardia è inoltre la seconda regione italiana per consumi da fonte solare (208 ktep) dopo la Puglia (317 ktep). Cresce, infatti, il fotovoltaico a livello regionale: gli impianti installati a fine 2013 sono stati ben 84.338. Nonostante gli incentivi alle rinnovabili abbiano interessato principalmente le fonti elettriche, le fonti rinnovabili termiche sono destinate ad avere un ruolo sempre più importante, sostituendo le fonti fossili nel soddisfare il fabbisogno di energia.

Gli obiettivi per il 2010 - Si tratta di un primato importante per la Lombardia, anche alla luce degli obiettivi di burden sharing fissati per ciascuna Regione dal Ministero dello Sviluppo Economico alla luce della Direttiva 2009/28/CE. La Direttiva assegna all’Italia l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 una quota di consumi di energia da Fer pari almeno al 17 per cento.

IMPRESE "GREEN"

Cinquanta miliardi di fatturato
- I dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano sulla crescita del settore tra il 2015 e il 2016 e tra il 2011 e il 2016 certificano che, in Italia, è la Lombardia a trainare lo sviluppo del settore "green". Con meno di un quinto del totale delle imprese, 9.862 su 52.910, fattura però un quarto del totale italiano: 50 miliardi su 200 complessivi. Ed è la provincia di Milano la regina della classifica con 35 miliardi, fatturati dalle sue 4mila aziende. Le attività spaziano dalla riproduzione delle piante alla raccolta dei rifiuti, dalla ricerca nelle scienze naturali alle energie rinnovabili e alla tutela dell’ambiente.

Milano al primo posto per numero di aziende - A spingere la crescita del settore sono sicuramente le maggiori province italiane, in particolare Milano, che si posiziona al primo posto per numero di aziende (4.018) seguita da Roma (3.003) e Torino (2.147). Nella classifica delle province più rappresentative ottengono una buona posizione anche altre due realtà lombarde: Brescia, che si trova al sesto posto in Italia (con 1.275 imprese) e Bergamo, al nono posto, con 1.057. Un settore in continua crescita che vede nascere sempre più imprese anche nel sud Italia: tra le province che hanno registrato l’incremento maggiore negli ultimi cinque anni ci sono anche Agrigento (+80%, da 180 a 324 imprese), Ragusa (+72%, da 144 a 248) e Caltanisetta (62%, da 129 a 209).

Lombardia prima per numero di addetti - La Lombardia è prima per numero di addetti (80.614) con un incremento, in cinque anni, dell’11 per cento, seguita dal Piemonte (con 66.869) e dal Lazio, con 44.881 addetti. In Italia complessivamente ci sono 438mila persone che lavorano nella aziende green, con un incremento del 12 per cento dal 2011 al 2016. Per quanto riguarda le province con maggiori addetti, la prima in classifica è quella di Torino, con 56.928, anche se nell’ultimo anno ha registrato un calo del 12,4 per cento. Al secondo posto c’è Roma (40.414) con un aumento del 7,2 per cento, e terza Milano, con 38.278 e un più 9,3 per cento rispetto al 2015.

Giovani e donne protagonisti - E’ Milano la provincia con il numero più alto di imprese guidate da giovani (216), seguita da Torino (185) e da Roma (182). La classifica si modifica leggermente se si prendono in considerazione le aziende guidate da donne: al primo posto c'è Roma con 429 attività, al secondo Milano con 370 e al terzo Torino con 260.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali