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16/12/2009

La "Golden Age" in 12 mesi

Scatti d'oro con Mouglalis e Giabiconi

Un calendario diverso dai soliti, tutti bellezze spogliate e sexy star, dedicato al Made in Italy e ai momenti d’oro del grande cinema italiano degli anni '40, '50 e '60 e alle sue icone. Lo firma il poliedrico stilista Karl Lagerfeld per Marie Claire e lo interpretano l'attrice più charmant del cinema europeo, Anna Mouglalis e il modello più amato dalla moda Baptiste Giabiconi.

Dopo aver  immortalato la sensualità accattivante di Eva Herzigova per il calendario Marie Claire Italia 2009, Lagerfeld punta questa volta quindi sulla "Golden Age" del cinema e sulle grandi icone del grande schermo di quegli anni, come Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman.
"Golden Age" fatta rivivere attraverso 24 scatti in bianco e nero con abiti di alta moda, collezioni cruise e capi vintage come la pelliccia di Fendi indossata da Silvana Mangano in "Gruppo di famiglia in un interno" di Luchino Visconti e disegnata dallo stesso Lagerfeld.

Dice Mouglalis parlando del progetto: "Ho sempre amato l'intensità di Anna Magnani, Sofia Loren, il trasformismo di Monica Vitti. Per me, i film di De Sica, Visconti o Rossellini sono state grandi lezioni per la mia carriera. Non sono una fashion addict anche se apprezzo la bellezza e la qualità. Diciamo che il legame con Marie Claire Italia e Karl Lagerfeld è di natura più emotiva e di rispetto che non solamente estetica. Credo nella condivisione dei valori, anche quando si parla di moda".

Baptiste Giabiconi è una creatura di Lagerfeld: "E' stato il primo a scoprirmi e a capire che potevo fare strada nella moda e nel cinema". 31 anni, francese di origini greche, l'attrice Anna Mouglalis mostra di avere idee molto chiare su argomenti "privati" e "pubblici" e nell'intervista esclusiva al magazine dice a proposito di "Les Filles", il suo primo film (a sfondo erotico) da regista: "Per rappresentare il sesso la parola più adatta è voluttà: godere di momenti e di cose belle. La pornografia è maschilista e banale". Non lesina giudizi neanche sul neorealismo italiano: "Sa cosa si dice? Il neorealismo è finito quando i registi hanno smesso di prendere il tram e sono saliti sulle macchine con l'autista".

E infine si lascia andare a una dichiarazione forte: "Si tende a considerare gli artisti meno importanti dei politici, quando è vero esattamente il contrario. E' più importante e incisivo il messaggio sociale lanciato da un film o da un libro piuttosto che qualsiasi dichiarazione di uno statista".

Ultimo aggiornamento ore 15:34


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