Pratica l’astinenza sessuale da almeno due anni e l’unica “persona” di cui ammette di essere innamorato, per il momento, è Gesù. Le donne? “Io bacio, non ho rapporti completi: di una donna mi interessa di più conoscere l'anima". Così Nicola Legrottaglie, classe 1976, difensore della Juventus e della Nazionale, confessa sulle pagine di Vanity Fair.

Una sorta di missione la sua, diffondere la fede e la religione evangelica, astenendosi dai piaceri del corpo per dedicarsi a quelli dell’anima eliminando ogni tipo di dipendenza fisica. "L’ultima ragazza l’ho avuta quando ho accettato Gesù dentro di me, tre anni fa”. Di donne ne incontra tante e non disdegna certo la loro compagnia. E se per qualcuna poi prova attrazione si limita a baciarla, perché di una donna gli interessa più conoscere l’anima. Niente sesso insomma. Almeno in attesa di quella giusta, con la quale sposarsi.
Ma non è stato sempre così. Gli esordi di Legrottaglie nella Juventus, chiamato direttamente da Moggi nel 2003, quando Calciopoli era ancora lontana, sono stati molto diversi. Appartamento in centro, stipendio da sogno, vasca idromassaggio, lusso e bella vita. Poi la svolta. Lo scandalo Calciopoli, la Juve in serie B e un po’ più di tempo per riflettere. E per capire che soldi, successo e donne non erano tutto, che ciò che contava era soprattutto la ricchezza interiore. “Quando avevo 13 anni avevo fatto una promessa a Dio: se vado in serie A un giorno, divento missionario”, rivela a Vanity Fair.
In serie A lui ci è andato e adesso punta anche ai Mondiali del 2010. La promessa è diventato un libro, “Ho fatto una promessa” in uscita in questi giorni, un libro autobiografico che parla della sua esperienza di fede e della sua metamorfosi spirituale. In quanto a diventare missionario, per ora ha cominciato a diffondere la parola di Gesù tra le persone che ha intorno, e il lunedì organizza incontri con oltre 70 persone a volta. In futuro si vedrà. La donna da sposare deve ancora arrivare, fino ad allora si dedicherà al pallone e al Signore.
