Anna Falchi: "Sono la capofamiglia"
"Sono forte, devo proteggere Stefano"
Lo abbiamo appurato di recente, nel battibecco con Simona Ventura: Anna Falchi non è una che si fa mettere i piedi sulla testa. Non stupisce quindi che l'attrice, 34 anni, in casa sia la capofamiglia. Lo ha dichiarato lei stessa a Grazia: "Sposando Stefano ero convinta di potermi affidare a lui. Ora so di essere io la più forte, di doverlo proteggere, sostenere". Nell'intervista la Falchi non risparmia frecciatine.
"Terribile vedere come ogni cosa che faccio venga letta in modo distorto", ha sbottato Anna Falchi. Qualche esempio? E' lei stessa a ricordare: "Dico che da ragazza ho subito un tentativo di stupro? Sono un'esibizionista. Vado a trovare mio marito in prigione? Non lo faccio abbastanza spesso. Apro una casa di produzione? Sono una montata".

Per chi non lo sapesse, quindi, dichiara: "Io sono e resto Anna Falchi, attrice: con il mio lavoro, il mio reddito, il mio portafoglio. Per tutti sono diventata, prima, la moglie del finanziere, poi la moglie del carcerato eccellente". Si apre quindi il capitolo, discusso e delicato, dell'unione con Stefano Ricucci, uscito dal carcere il 25 luglio dopo oltre tre mesi di detenzione.
"Mi sono sentita davvero sua moglie soltanto dopo tutto questo - ha confidato la Falchi -. Dopo che sono riuscita a dirgli tutta la rabbia che ho provato perché lui non mi aveva raccontato niente dei suoi problemi. Mi ha trattata come una fidanzata. E invece ero sua moglie e lui doveva chiedermi aiuto. Poi, quando l'ho visto in carcere, la rabbia è diventata tenerezza, dolore, voglia di proteggerlo".
In casa, da quando Stefano è tornato, le cose sono cambiate. "Ora passo ore ad ascoltarlo mentre mi parla dei suoi problemi di lavoro. Sono tutte storie di una noia mortale - ammette Anna - ma sono la sua vita. E io voglio viverla con lui. Tanto ormai ho capito che devo rassegnarmi al mio destino: quello di essere una capofamiglia... Sposando Stefano ero convinta di potermi affidare a lui. Ora so di essere io la più forte, di doverlo proteggere, sostenere".

