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La Diretta

S&P: la ripresa dellʼItalia verso unʼaccelerazione nel 2016

Secondo lʼistituto di rating, il "clima" potrebbe offrire importanti opportunità alle banche, anche se non esiste "nessuna cura istantanea"

S&P: la ripresa dell'Italia verso un'accelerazione nel 2016

La ripresa economica e le riforme offrono "opportunità" alle banche italiane secondo quanto scrive Standard & Poor'sin un report sugli istituti di credito del nostro Paese, che commenta così la situazione: "Ora ci aspettiamo che la ripresa economica in Italia guadagni slancio nel 2016". Non c'è però, precisa S&P, "nessuna cura istantanea" per le banche, che soffrono ancora di "rigidità, scarsa efficienza, troppi crediti deteriorati e frammentazione".

Con la riforma delle popolari è in arrivo secondo S&P una fase di "consolidamento fra banche regionali e locali" e nel 2016 le autorità dovrebbero riuscire a vendere le quattro 'good bank'".

La Borsa risponde bene alla fusione tra Banco Popolare e Bpm - La fusione tra banche regionali e locali sembra intanto convincere le Borse. Piazza Affari ha chiuso infatti in forte rialzo. L'indice Ftse Mib ha guadagnato il 2,57% a 18.657 punti, in testa alle altre principali Piazze europee. Tra i titoli, sprint appunto per Banco Popolare (+9,23% a 8,52 euro) e Bpm (+7,44% a 0,75 euro): i mercati hanno quindi apprezzato la fusione ormai vicina. Negativa invece Ubi (-0,92%), rimasta per ora fuori dai giochi.

Chiari e scuri nel futuro del settore bancario italiano - La ripresa economica in rafforzamento "farà bene" al settore bancario - scrive ancora l'agenzia di rating - soprattutto in termini di qualità degli attivi e capacità di generare utili, anche se solo gradualmente. E l'assicurazione (Gacs) lanciata dal governo per facilitare lo smaltimento delle sofferenze, "anche se positiva, difficilmente farà ripulire velocemente i bilanci". Per questo motivo, la maggior parte "dei nostri outlook (sui rating delle banche, ndr) rimane stabile", conclude S&P.

Padoan: "2016 anno della svolta se scende debito" - "Ora siamo nel 2016, ovvero in un anno di svolta" perché da quest'anno "non solo il governo ma anche altre istituzioni" tra cui l'Ocse si atttendono che "scenda il debito" del Paese. Lo ha detto il ministro dell'economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo ad un convegno sul fisco, precisando che le altri variabili della "svolta" sono la crescita e il mercato lavoro.

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