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P.a., effetto stretta sui furbetti: 45 licenziamenti dopo il decreto Madia

Le nuove regole, in vigore da luglio 2016, consentono di mettere alla porta i truffatori in 48 ore. Punito anche il dirigente che finge di non vedere

P.a., effetto stretta sui furbetti: 45 licenziamenti dopo il decreto Madia

Da luglio 2016, ovvero da quando è entrato in vigore il decreto Madia, sono stati 45 i "furbetti del cartellino" licenziati mentre due sono i procedimenti in standby, aspettando la sentenza penale. I numeri, raccolti dal ministero della Pubblica amministrazione, rappresentano i primi risultati del provvedimento che ha previsto un iter speciale per gli assenteisti colti in flagranza a strisciare il badge prima di allontanarsi dall'ufficio.

Con le nuove regole via i furbetti in 48 ore - La stretta imposta dal ministro della Pubblica amministrazione prevede che il "furbetto" venga messo alla porta nel giro di 48 ore per chiudere l'azione disciplinare in trenta giorni, periodo posto come limite di tempo standard. Prevista la punizione anche per i dirigenti che si girano dall'altra parte.

Le eccezioni - Chi truffa paga dunque con il licenziamento, che a questo punto è diventato lampo (finora si potevano impiegare fino a 120 giorni). Tuttavia l'amministrazione che infligge la pena ha un certo margine di autonomia. Sempre in riferimento ai principi stabiliti dal diritto e dalla giurisprudenza (come gradualità, ragionevolezza e proporzionalità), si può anche convertire la sanzione in una sospensione con privazione della retribuzione, con durata che va da pochi giorni fino a un massimo di sei mesi. Questo avviene se il caso può essere classificato come un incidente, risultando isolato, di piccola entità, privo di ripercussioni sul servizio.

I dati pervenuti al ministero, arrivati sia dall'Ispettorato della funzione pubblica che dal Formez (Centro servizi, assistenza, studi per l'ammodernamento della Pubblica amministrazione), ricostruiscono un anno e mezzo di operatività del decreto. Ma solo dall'estate è stato introdotto l'obbligo per le amministrazioni di comunicare, via web, la conclusione e l'esito dei procedimenti entro 20 giorni dalla loro adozione. Tale novità permette di affinare il monitoraggio. C'è poi da considerare che il giro di vite non si può far valere sulle vicende precedenti all'entrata in vigore del decreto. E molte delle retate balzate agli onori delle cronache recentemente sono invece proprio frutto di indagini avviate prima.

Dalla piscina al mercato, i luoghi frequentati dai furbetti - Tra i casi venuti alla luce, c'è chi timbra e poi viene immortalato in piscina o a fare la spesa in un mercato rionale. E' scattato il licenziamento senza preavviso per il dipendente dell'Asl di Piacenza "beccato" dalla sua coordinatrice, che lo ha seguito fino all'impianto sportivo, a nuotare invece che a lavorare. Al Comune di Assisi c'era invece chi con regolarità abbandonava l'ufficio il lunedì e il mercolediìper andare a casa o in palestra.

All'Istituto beni culturali dell'Emilia Romagna i furbetti sono stati beccati da "Striscia la notizia". Mentre un dipendente dell'Agenzia pugliese per le attività irrigue forestali se ne andava al mercato con l'auto di servizio e di questa sua attività in orario di lavoro pubblicava istantanee su Facebook.

La truffa puo' emergere per vie diverse: talvolta è il dirigente a smascherare i furbetti, come è accaduto alla Regione Toscana, altre volte a cogliere nel segno sono i controlli a campione della Guardia di finanza (in collegamento con l'Ispettorato), come nel caso di una Asl dei Castelli romani, di Albano Laziale. In tutte queste situazioni è scattata la pena massima, cioè il licenziamento in tronco.

Pa

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