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I possibili vantaggi economici della riduzione del gender gap

Secondo unʼanalisi condotta da General Electric colmare il Technology Gender Gap garantirebbe un aumento del 5-12% del Pil dei Paesi Ocse

I possibili vantaggi economici della riduzione del gender gap

Un obiettivo ambizioso: colmare il Technology Gender Gap entro il 2020. Una strategia - messa in campo da General Electric, multinazionale statunitense attiva nel campo delle tecnologie e dei servizi alle aziende – che se portata avanti con successo potrebbe generare un aumento del Pil dei Paesi Ocse compreso tra i 5% ed il 12%.

Il programma, spiega la stessa azienda, punta ad aumentare in modo significativo la presenza di donne nei comparti manageriali, della progettazione e della produzione delle industrie digitali, in modo da favorire ulteriormente la produttività e la capacità di innovare delle aziende stesse.

Secondo un’analisi condotta da General Electric, ad oggi negli Stati Uniti solo il 14% degli ingegneri e appena il 25% di tutti professionisti IT è donna. Un gap che trova conferma anche a livello accademico: mentre, in generale, le donne costituiscono il 55% dei laureati totali, la percentuale in ambito informatico scende al 18%. O ancora: tra i principali gruppi attivi nel comparto tecnologico, le donne rappresentano solo una quota compresa tra il 13% e il 24% della forza lavoro e solo nel 17-30% dei casi occupano una posizione di leadership.

Eppure, spiega ancora GE citando uno studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology), una maggiore gender diversity potrebbe aumentare il fatturato delle aziende del settore del 41%.

Un dato quest’ultimo che trova conferma anche in uno studio condotto qualche tempo fa da McKinsey, la presenza di donne in posizioni aziendali di rilievo garantirebbe un profitto annuo del 15% superiore alla media nazionale del settore. Una buona notizia per l’Italia, visto che, secondo Credit Suisse, il nostro Paese è quarto al mondo per la presenza di donne nei Cda aziendali.

Secondo altre stime, indicate sempre nell’analisi dei General Electric, “le aziende caratterizzate da una maggiore diversità di genere conseguono risultati migliori del 53% rispetto alle altre, tra cui un aumento del 35% del ROE e un aumento del 34% in rendimenti totali”.

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