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La Diretta

Google, maxi evasione fiscale: a Milano indagati cinque manager

Lʼomessa dichiarazione è di 227 milioni di euro tra 2009 e 2013. Secondo i pm, per lʼattività svolta in Italia la società avrebbe versato le imposte al fisco irlandese, che ha aliquote più basse

Google, maxi evasione fiscale: a Milano indagati cinque manager

Sono cinque i manager di Google indagati dalla procura di Milano per una maxi evasione fiscale di circa 227 milioni di euro realizzata attraverso una "stabile organizzazione occulta in Italia". Tra questi, due hanno rivestito in epoche diverse la carica di presidente di Google Italia. L'omessa dichiarazione dei redditi è stata commessa tra il 2009 e il 2013.

Nelle prossime settimane i cinque dirigenti riceveranno la notifica dell'avviso di conclusione del'indagine affidata al pm Isidoro Palma. Secondo la Procura, infatti, la società non avrebbe pagato le tasse in Italia, pur svolgendo regolarmente attività nel nostro Paese, versando invece le imposte al Fisco irlandese, che ha aliquote più basse.

Lo scorso 28 gennaio la Gdf ha chiuso, dopo circa due anni e mezzo, un'attività di verifica fiscale incentrata su Google Ireland Ltd, società del gruppo di Mountain View. Quello stesso giorno le Fiamme Gialle hanno trasmesso in Procura e all'agenzia delle Entrate un "processo verbale di costatazione" nel quale si contesta a Google una presunta evasione fiscale su un imponibile di circa 300 milioni di euro con imposte evase per circa 227-230 milioni.

Le omissioni - Due, in particolare, i rilievi che risultano negli atti dell'indagine: un'omessa dichiarazione Ires su redditi per circa 100 milioni di euro, con una presunta imposta evasa di 27 milioni di euro tra il 2009 e il 2013, e un'omessa applicazione e versamento di ritenute per gli stessi anni con una presunta evasione di 200 milioni.

Due strade - A questo punto per il colosso di Mountain View si aprono due strade: da una parte la società dovrà affrontare un processo penale, dall'altra potrà decidere se accordarsi o aprire un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate. E se il gruppo dovesse fare battaglia, rischia di vedersi recapitare un conto ben più salato.

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