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Costruzioni ancora in difficoltà: deludono investimenti e occupazione

È il settore con la riduzione più marcata dei fallimenti nel 2016, ma la ripresa si conferma troppo fragile

Costruzioni ancora in difficoltà: deludono investimenti e occupazione

Ancora una conferma, stavolta dal Cerved: nel 2016 è calato ulteriormente il numero di fallimenti, per il secondo anno consecutivo. Sono 13,5 mila le imprese che lo scorso anno hanno chiuso, l'8,5% in meno rispetto al 2015 quando i fallimenti erano stati 14,7 mila.

Procedendo per settori, si nota che il calo ha interessato tutti i comparti di attività economica: nei servizi (7,1 mila, -8,7%) e nell'industria (2,1 mila, -5,8%). Ma è nel settore delle costruzioni che si è registrata la riduzione più marcata: 2,9 mila fallimenti, ovvero -11,1% su anno. Un dato interessante, che prosegue sulla scia di quanto cominciato a essere osservato nel 2015.

Eppure, nonostante alcuni segnali incoraggianti, il 2016 è stato, per il settore delle costruzioni, l'anno delle “occasioni mancate”, come sostenuto dalla stessa Ance (Associazione nazionale costruttori edili). Soprattutto rispetto a quelle che erano state le previsioni, che non hanno trovato riscontro nei dati reali.

Il primo aspetto da non sottovalutare è il mancato contributo degli investimenti, stimato in un primo momento in crescita dell'1%, ma che si è invece attestato a +0,3%. Per il 2017 si prevede un incremento dello 0,8%, una stima ancora modesta ma in rialzo dalle precedenti che ipotizzavano al contrario una nuova diminuzione (l'inversione di tendenza dovrebbe essere favorita dalle misure sugli investimenti infrastrutturali e gli interventi in chiave antisismica ed efficientamento energetico presenti nella Legge di Bilancio).

Certo non va dimenticato che il settore delle costruzioni è uno di quelli che la crisi economica ha più messo in ginocchio. Tante le imprese costrette a chiudere: solo nel 2013 si era registrata una contrazione rispetto al 2012 su livelli record e dal 2008 al 2013 ne sono uscite dal mercato circa 68 mila con oltre un addetto.

Il riflesso sull'occupazione è stato perciò negativo: dal 2008 ad oggi si contano circa 600 mila posti di lavoro in meno, soglia che sale se si considerano quelli andati in fumo nei settori collegati. Nei primi nove mesi del 2016 quello delle costruzioni è stato l'unico comparto a registrare ancora il segno meno sul fronte occupazionale.

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