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Banche, Fmi: "In Italia bisogna fare progressi sui crediti deteriorati"

Il Fondo raccomanda al nostro Paese di intraprendere "ulteriori passi" volti a agevolare il risanamento dei bilanci degli istituti di credito

Banche, Fmi: "In Italia bisogna fare progressi sui crediti deteriorati"

In Italia i crediti deteriorati sono stati ridotti di poco rispetto ad altri Paesi dell'area euro e "ulteriori progressi devono essere fatti". Lo afferma l'Fmi, parlando di una "riduzione relativamente limitata" dei non performing loan, ma ammettendo che "le vendite potrebbero accelerare". Fra le misure che l'Italia potrebbe prendere per rafforzare il sistema c'è "la valutazione della qualità degli asset per le banche non soggette alla Bce".

"In Eurolandia crediti deteriorati -120 miliardi in 2 anni" - "Nell'area euro, negli ultimi due anni, i crediti deteriorati sono calati di 120 miliardi, ma sono ancora sui 1.000 miliardi di dollari", sottolinea Peter Dattels, numero due del Dipartimento del mercato dei Capitali del Fmi. "L'ammontare totale resta significativo e questa non e' una buona notizia. Ma la cosa positiva è la maggiore attenzione che viene data al tema".

"Troppe banche in Ue, In Italia molte filiali" - In Italia, sostiene l'Fmi nel Global Financial Stability Report, c'è un "elevato numero di banche" e ci sono, come in Spagna e Portogallo, un alto numero di filiali e personale rispetto agli asset degli istituti di credito. Denunciando il problema europeo dell'overbanking, cioè dell'eccessiva proliferazione del settore bancario, aggiunge: "C'è stata qualche forma di consolidamento nel sistema bancario tedesco. In Italia due grandi banche popolari si sono unite e riforme al settore del credito cooperativo per rafforzare la governance sono state decise".

"In Ue resta da fare su banche, nodo redditività" - Il settore bancario europeo, ribadisce il Fondo monetario internazionale, ha compiuto molti progressi negli ultimi anni ma resta da fare: è necessario superare le difficoltà strutturali che frenano la ripresa e rischiano di riaccendere rischi sistemici. La ripresa economica ciclica, sottolinea poi il Fondo, "da sola è improbabile che possa ripristinare in pieno la redditività delle banche deboli". E la "debole redditività persistente è una preoccupazione".

"Non allentare requisiti banche, vitali per finanza sicura" - E' quindi necessario "resistere" alla tentazione di indebolire i requisiti delle banche. "Anche se c'è spazio per affinare le regole esistenti" bisogna evitare di "diluire o fare marcia indietro" sugli importanti progressi raggiunti nel rafforzare la resistenza finanziaria. Per l'Fmi il completamento delle regole è "vitale per assicurare che il sistema finanziario sia resistente e sicuro, e possa continuare a promuovere l'attività economica e la crescita".

"Stabilità finanziaria migliora, ma minaccia politica" - La stabilità finanziaria, conclude il Fondo, continua a migliorare, ma nuove minacce emergono dall'elevata incertezza politica. Invitando a capitalizzare sui progressi messi a segno con uno "sforzo concertato e attento a livello nazionale e globale", l'Fmi rileva un aumento del leverage a livelli elevati, superiori a quelli prima della crisi finanziaria, con il debito medio delle aziende dello S&P 500 ai massimi storici. "Le autorità devono vigilare sull'aumento del leverage e sul deterioramento della qualità del credito".

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