23/7/2010

Fiat, Berlusconi: decidono manager

"Spero scelte non penalizzino Italia"

"In una libera economia ed in un libero Stato un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione". Mi "auguro però che questo non accada a scapito dell'Italia". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in Serbia. Ma non si placa la polemica contro Marchionne: anche Maroni e il sindaco di Torino Chiamparino lo hanno duramente criticato.

Sergio Marchionne

Sacconi convoca tavolo Fiat-governo il 28 luglio
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, d'intesa con il presidente della Regione Piemonte, a seguito di opportune consultazioni, convoca la Fiat Auto e le organizzazioni sindacali di categoria e confederali per l'esame del Piano "Fabbrica Italia" e delle sue ricadute produttive e occupazionali sui siti produttivi italiani. Ne dà notizia una nota del dicastero in cui si legge che il confronto tra parti e istituzioni si svolgerà mercoledì 28 alle 10 presso la Regione Piemonte a Torino.

Bonanni: "Fiat mantenga impegni di produzione"
Non è tanto importante che la Fiat decida di delocalizzare la produzione di un'auto, l'importante è che in Italia mantenga le promesse di aumento della produzione. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "Chiederò a Marchionne che la promessa di produzione di 1.400.000, a fronte delle attuali 600.000, venga mantenuta. Che quella monovolume sia prodotta in Serbia, in Polonia o in Italia non è importante. A condizione però che nel sito di Torino ci sia un prodotto altrettanto importante, anche più importante". "Spero che Fiat possa sgomberare ogni equivoco" al tavolo convocato il 28 luglio, ha concluso Bonanni.

Epifani: "Lingotto chiarisca cosa vuole produrre in Italia"
"E' fondamentale che la Fiat chiarisca cosa intende produrre in Italia, tenendo conto che ci sono dei limiti al di sotto dei quali non si può andare: diritti che non si possono calpestare". Lo dice il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, in vista del tavolo di mercoledì. Il problema innanzitutto è "cosa si produce e la qualità dei prodotti - ha aggiunto il sindacalista - perché il cuore del problema della Fiat è che la qualità media dei suoi prodotti non è più competitiva come una volta".

Chiamparino: "Disponibilità di Marchionne"
L'ad di Fiat Sergio Marchionne non intenderebbe "pregiudicare quella 'T' che nell'acronimo Fiat rimanda a Torino". E' la percezione, insieme a quella di una "ampia disponibilità", che il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha tratto da un suo contatto telefonico con Marchionne. Il sindaco lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono col manager Fiat e il ministro del lavoro Maurizio Sacconi.

"A Marchionne ho chiesto che si possa affrontare il nodo Mirafiori e - ha detto il sindaco - mi è sembrato di trovare da parte sua ampia disponibilità. Dico questo - ha aggiunto - senza indulgere a facili ottimismi". Quanto a Sacconi "ho apprezzato molto il suo gesto - ha detto Chiamparino riferendosi al tavolo che il ministro intende aprire - e gli ho detto che però su quel tavolo deve mettere qualcosa in più della sua disponiblità. Non possiamo, nè dobbiamo fare come la Serbia, e non aggiungo altro. Ma senza politica industriale - ha detto Chiamparino - non si va da nessuna parte".

Sindacati serbi: "Marchionne divide due Paesi"
"Il sindacato della Zastava vede in questo girotondo di annunci il tentativo di dividere i lavoratori dei nostri due paesi e invita all'unità di tutti i lavoratori del gruppo Fiat". E' quanto si legge in una nota del segretario generale del sindacato della fabbrica serba Zastava, Jedinstvena Sindikalna Organizacija, Radoslav Delic.

Maroni: "Ipotesi Serbia non sta né in cielo né in terra"
"Mi rifaccio a quello che ha detto il mio esimio collega, il ministro Calderoli: "Non sta né in cielo né in terra". Queste le parole del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, rispondendo ai cronisti a Venezia a proposito dell'annuncio di Fiat di voler spostare in Serbia la produzione della nuova monovolume della casa torinese. Per contro la diplomazia serba apprezza: "Questa scelta apre a tanti posti di lavoro", dice l'ambasciatore in Italia.

Ultimo aggiornamento ore 20:21


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