Ad aprile le esportazioni italiane sono aumentate del 15,2% rispetto allo stesso mese del 2009, mentre le importazioni sono cresciute del 18,3%. Lo comunica l'Istat precisando che l'aumento dell'export è il più alto dall'aprile 2008. Ad aprile 2010 il saldo commerciale risulta dunque negativo per 829 milioni di euro, in peggioramento rispetto al disavanzo di 76 milioni di euro dello stesso mese del 2009.

L'aumento dell'export risulta più dinamico per il mercato comunitario (+17,2%) rispetto a quello esterno all'Unione (+12,6). L'incremento tendenziale delle importazioni deriva da una crescita del 14,1% dei flussi dai Paesi Ue e da un aumento del 23,9% di quelli provenienti dai Paesi non comunitari.
Su base congiunturale, secondo i dati destagionalizzati, ad aprile 2010 l'Istat ha registrato un incremento dell'1,1% dell'export, mentre c'è stata una sostanziale stabilità dell'import. Nel periodo gennaio-aprile 2010, rispetto allo stesso periodo del 2009, le esportazioni sono aumentate dell'8,8% e le importazioni del 12,5%.
Sempre nel primo quadrimestre di quest'anno l'aumento del valore dell'export, su base annua, è determinato da una crescita dei volumi (+6,7%), molto più forte di quella dei valori medio-unitari (+2,7%). Anche sul fronte delle importazioni i volumi registrano incrementi maggiori di quelli dei valori medi unitari (rispettivamente +8,1% e +4,8%). Al netto dell'energia, le esportazioni aumentano del 13,1%, mentre le importazioni del 16,1%.
Export, perde solo l'abbigliamento
Considerando i vari ambiti di attività economica, nel mese di aprile, sempre su base tendenziale, tutti i settori più rilevanti dell'export, ad eccezione di articoli di abbigliamento (-1%), registrano andamenti positivi, particolarmente rilevanti per coke e prodotti petroliferi raffinati (+77,9%), sostanze e prodotti chimici (+33,8%), mezzi di trasporto (+24,8%, con gli autoveicoli che segnano un +22%), articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili (+21,7%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+20,3%) e articoli in gomma e materie plastiche (+20,2%). Mentre i macchinari e gli apparecchi (tra cui macchine e utensili) che rappresentano il maggiore settore dell'export, mostrano un incremento inferiore alla media nazionale (+3,2%).
Sul fronte delle importazioni, considerando i principali settori, si registrano incrementi particolarmente intensi per petrolio greggio (+50,1%), metalli di base e prodotti in metallo escluse macchine e impianti (+46%). Flessioni, invece, si rilevano per articoli di abbigliamento (-5,4%) e mezzi di trasporto (-0,4%).

Ultimo aggiornamento ore 11:17
