Violate alcune caselle e-mail di giornalisti di istanza in Cina e a Taiwan. Benché non si sia ancora certi che questi attacchi siano stati voluti dal governo di Pechino sono troppe le somiglianze con quelli recenti perpetrati ai danni di Google e che hanno dato il via ad una querelle tra le autorità e Big G, convincendo quest’ultimo a lasciare progressivamente il mercato cinese.

Dopo Google è ora Yahoo a finire sotto il fuoco nemico. Il Foreign Correspondant Club of China (FCCC) ha comunicato che sono almeno otto le caselle e-mail di altrettanti giornalisti ad essere state violate. Nello stesso istante avverte i propri membri di preferire altri canali di comunicazione, soprattutto se stanno trattando temi che il governo cinese ritiene essere sensibili, poiché l’e-mail, almeno in Cina, non è uno strumento sicuro.
Il sito dell’FCCC proprio mentre stiamo scrivendo questo articolo è inaccessibile (http://www.fccchina.org/). Sale così il numero di attacchi a siti ritenuti “ostili”, tra i quali non solo i due colossi americani ma anche diverse organizzazioni non governative attive nell’ambito della difesa dei diritti umani. Clifford Coonan, corrispondente dalla Cina per “The Times” e “The Indipendent” ha riferito di avere avuto problemi con il proprio account Yahoo e, dopo avere contattato l’assistenza, gli è stato detto che, per questioni di sicurezza, è stato disabilitato e poi ripristinato.
Sempre secondo Coonan gli è stato sconsigliato di continuare ad usare il proprio indirizzo e-mail Yahoo poiché c’è il rischio che qualcuno sia in grado di monitorare la sua corrispondenza. Sono ancora poche le informazioni a riguardo. Otto mailbox violate non sono sufficienti per lanciare l’allarme, nelle prossime ore si saprà di più e, per altro, se queste violazioni riguardassero anche le caselle di posta di persone che non hanno nulla a che fare con il giornalismo, la faccenda assumerebbe tonalità meno scure. Quello cinese, con oltre 400 milioni di utenti, è il più grande mercato Internet del mondo e questo permette alle autorità di avere il coltello dalla parte del manico perché i colossi del web hanno più bisogno della Cina di quanto questa ne abbia di loro.
Giuditta Mosca

Ultimo aggiornamento ore 12:36
