di Francesco Carbone, di ABS Consulting Sim che collabora, insieme ad altri, alla stesura del report di Gm Consulenza

La consapevolezza che rischi e fattori negativi non sono ancora alle spalle è filtrata gradualmente nei mercati, dopo la crisi di Dubai, alterando l’erronea percezione della realtà che si era formata durante tutta la seconda parte del 2009. Le odierne preoccupazioni riguardano invece i deficit di alcuni paesi membri della zona euro, mentre gli operatori cominciano ad interrogarsi anche sulle prospettive dello sviluppo cinese. Il mercato sta ancora rimuovendo gli eccessi dei prezzi di materie prime ed azioni che si erano prodotti nel recente passato, dopo la crisi finanziaria di eccezionale gravità che ha dominato la seconda parte del 2008 ed i primi mesi del 2009. Cosa attendersi ora?
Ancora prima di chiederci se siamo di fronte a un nuovo trend ribassista o semplicemente davanti ad un’altra pausa, tanto necessaria quanto rigenerante, dovremmo capire se la discesa in corso sia stata sufficiente ad eliminare quegli eccessi che il mercato si trascinava dal 2009. Anche alla luce della dinamica con cui lo storno si è realizzato, si potrebbero nutrire dubbi che la correzione sia già giunta al termine. Alcuni prezzi offrono livelli d’ingresso decisamente più interessanti rispetto ai valori di un mese fa, tuttavia non abbiamo ancora visto alcuna giornata di panico generalizzato, in grado di riequilibrare il mercato come servirebbe, ma soprattutto di cui approfittare, con acquisti decisamente aggressivi.
E’ difficile considerare l’America, con ben 7 stati a rischio di insolvenza, del tutto immune da un effetto contagio dei rischi di credito. Allo stesso modo è difficile che possa evitare gli effetti di un calo di vitalità dei paesi emergenti, vero fattore trainante di questa timidissima ripresa mondiale. La borsa americana pertanto ha ancora un discreto spazio per continuare la correzione appena iniziata. Potrebbe essere proprio la discesa degli indici americani di un altro 8-10%, che ancora manca all’appello, a terminare un lavoro ancora incompiuto e a darci la possibilità di tornare a comprare, perlomeno con un obiettivo di breve periodo.
Per quanto attiene al mercato valutario, un rimbalzo anche vigoroso dell’euro, in direzione di valori prossimi ad 1,3800 – 1,3900 non stupirebbe. Il cambio, tuttavia, potrebbe in seguito portarsi di nuovo in direzione del ribasso, prima verso il livello di 1,3400 ed in un secondo momento nell’area 1,2900 che, a nostro avviso, dovrebbe costituire il limite della svalutazione della moneta unica verso dollaro, nell’arco del 2010.
Le materie prime più legate ai cicli economici sembravano aver incorporato le prospettive dello scenario più favorevole possibile, facendo leva, principalmente, sul futuro sviluppo cinese e la domanda da esso derivante. La crisi di Dubai prima ed oggi quella europea stanno incidendo in modo fortemente negativo sulle quotazioni e qualora emergano nuove difficoltà della situazione cinese legate, ad esempio, al mercato immobiliare, un ulteriore ridimensionamento dei valori sarebbe verosimile, prima del ritorno di un rinnovato appetito verso il settore.
Il presente articolo è tratto da alcuni brani del nuovo report quindicinale di GM CONSULENZA, elaborato per consulenti e promotori. A coloro che ne faranno richiesta scritta a info@forexgm.com indicando nome, cognome ed indirizzo email, verranno inviati il numero corrente e gli arretrati di gennaio, in prova gratuita.

Ultimo aggiornamento ore 16:26
