24/11/2009

Scajola: "Folle far morire Termini"

"Fiat aumenti la produzione in Italia"

"Sarebbe folle far morire un polo industriale come quello di Termini Imprese, su cui nel tempo sono stati fatti investimenti importanti e dove tutti mi dicono che la qualità del lavoro è molto buona". Ad affermarlo è il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che in merito alle discussioni relative allo stabilimento siciliano di Fiat, gode dell'appoggio di tutto il governo, così come sottolineato dal ministro Sacconi.

"Noi chiediamo al Lingotto che venga aumentata la produzione industriale in Italia, dove immatricoliamo più auto di quante ne produciamo", ha spiegato Scajola, aggiungendo però che "Fiat ritiene che 6 stabilimenti siano troppi e che Termini Imerese ha difficoltà oggettive: è troppo costoso produrre".

Il ministro ha ribadito che "tutto il settore dell'auto deve essere ristrutturato profondamente, ma questo non significa che in Spagna si possa produrre quasi il doppio delle auto che si producono in Italia". Anche di questo si parlerà nell'incontro fissato per il primo dicembre con l'amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne, dopo il quale "'ci sarà un incontro con il presidente del consiglio e con le parti sociali per esaminare il piano Fiat. Ci stiamo preparando con un insieme di dati comparati con altri paesi, anche sul costo dell'auto".

Gli incentivi auto saranno ridotti
Poi, parlando degli aiuti statali al settore dell'auto il ministro ha affermato: "Gli incentivi sono serviti a chiudere il 2009 con un calo delle immatricolazioni che dovrebbe attestarsi al 3%, a fronte di una diminuzione del 35% a febbraio-marzo quando si profilava un vero e proprio disastro".

"In Italia il risultato è stato migliore degli altri paesi europei. Gli incentivi", ha osservato ancora il ministro, "si sono ripagati per l'80%, con il rientro dell'Iva e con meno cassa integrazione. Inoltre il rinnovo del parco auto ha avuto effetti positivi anche sugli incidenti stradali e sui morti che sono diminuiti".

Per il futuro "non possiamo muoverci diversamente dagli altri paesi europei. Se in Europa si riterrà che la crisi dell'auto è finita, anche noi ci fermeremo. Ma se uno dei paesi deciderà di incentivare, anche noi lo faremo altrimenti faremmo un danno irreversibile", spiazzando l'industria italiana dell'auto rispetto ai concorrenti internazionali.

Comunque sia, il governo punta a "ridurre gradualmente gli incentivi auto, che quindi il prossimo anno saranno inferiori rispetto a quelli del 2009".

Il ministro ha anche annunciato di voler estendere gli incentivi anche ad altri comparti industriali:"puntiamo anche ad allargarli ad altri settori come quello dei mobili o degli elettrodomestici".

Ultimo aggiornamento ore 11:50


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