27/8/2009

Google Italia, indagine Antitrust

Nel mirino l'aggregatore di news

L'Antitrust ha deciso di avviare un'istruttoria per abuso di posizione dominante nei confronti di Google italia per il servizio Google News. Nel mirino le restrizioni che la società internet minaccia nei confronti degli editori che lamentano l'uso improprio dello loro notizie da parte del motore di ricerca.

L'annuncio dell'avvio dell'istruttoria è arrivato con la pubblicazione del bollettino dell'organismo di vigilanza, dove si legge: "L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 26 agosto 2009, ha deciso di avviare un'istruttoria nei confronti di Google Italy per verificare se i comportamenti della società, in considerazione della sua indiscussa predominanza nella fornitura di servizi di ricerca on line, siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria on line e a consolidare la sua posizione nella intermediazione di spazi pubblicitari".

Il procedimento "è stato avviato alla luce di una segnalazione della Fieg, Federazione Italiana Editori Giornali, relativa al servizio Google News Italia, con il quale Google aggrega, indicizza e visualizza parzialmente notizie pubblicate da molti editori italiani attivi online". Secondo gli editori "Google News Italia, utilizzando parzialmente il prodotto dei singoli editori on line, avrebbe un impatto negativo sulla capacità degli editori online di attrarre utenti ed investimenti pubblicitari sulle proprie home page".

L'Antitrust dice anche che gli editori italiani lamentano forme di pressione da parte della società: gli editori "che non ottengono alcuna forma di remunerazione diretta per l'utilizzo dei propri contenuti su Google News, non avrebbero inoltre la possibilità di scegliere se includere o meno le notizie pubblicate sui propri siti internet sul portale stesso: Google renderebbe infatti possibile ad un editore di non apparire su Google News, ma ciò comporterebbe l'esclusione dei contenuti dell'editore dal motore di ricerca della stessa Google".

Ultimo aggiornamento ore 11:48


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COMMENTI

28/08/09

salvo

E giusto che l'antitrast intervenga in merito a questa faccenda, inoltre secondo il mio avviso la concorrenza fa bene in tutti settori,quindi ci vogliono altri motori di ricerca per evitare il monopolio di Google,che comunque come motore di ricerca rimangono ancora i numeri uno.
28/08/09

enrico marziani

strano questo garante esercita la sua autorita soltanto quando il" piu" e' compiuto.Arrivati alla quasi totale capienza del "mercato"il fantastico motore di ricerca GOOGLE "rimbalza".
28/08/09

Fabrizio

Probabilmente sarà il caldo di questi giorni ha fatto uscire di testa l'antitrust... mi domando che c'è da indagare... google è un motore di ricerca che indicizza e fa vedere un titolo più una o due righe, poi se uno è interessato a quel link clicka e viene indirizzato sul sito originale... potrei capirlo se google prendesse tutto il testo della notizia di ogni sito e quindi uno potesse leggere l'articolo intero dalla pagina di google, ma non è così... che vogliono ancora gli editori?
27/08/09

umberto

Sinceramente non capisco il problema.
Google "indicizza" e basta.
Se digito su Google "Ted Kennedy",oggi, come prima voce, mi compare l'indice di "La Stampa".
Se clicco,sono sul sito relativo dove compare la pubblicità "pagata" a "La Stampa".
Se mi piace continuo a navigarci.
Quindi sono un utente del sito de "La Stampa"..fino a quando mi va..
27/08/09

Gianluca

Questa cosa dell'Antitrust fa ridere. Google non e' un monopolio. Esistono numerosi motori di ricerca alle stesse condizioni. Google non e' neanche stato il primo e non ha quindi potuto mettere alcun paletto. Ha semplicemente rosicchiato quote di mercato offrendo una tecnologia migliore degli altri. Si vuole affermare il principio che siccome la maggiorparte degli utenti sceglie liberamente Google, questo e' un monopolio? Facciamo causa alla Coca Cola perche' troppo pochi bevono la Pepsi?