La situazione di caos economico e politico in Grecia continua a scuotere i mercati, che vedono allontanarsi la possibilità di una soluzione alla crisi e avvicinarsi sempre di più la probabilità di un’uscita del Paese ellenico dall’unione monetaria. Ma se questo scenario dovesse diventare realtà, le conseguenze toccherebbero non soltanto le Borse internazionali, ma anche la vita dei cittadini italiani. E la possibilità per imprese e famiglie di ottenere mutui e prestiti. Vediamo come.
I Paesi che possiedono titoli di stato della Grecia, con il ritorno alla dracma, si ritroverebbero con dei bond fortemente svalutati. Quindi è probabile che si verifichi uno scenario molto simile a quello seguito al default dell’Argentina: ci saranno pochissime possibilità che i creditori possano riappropriarsi del denaro speso per l’acquisto dei Titoli, anche perché risulterebbe impossibile per Atene pagare i debiti con gli stati europei. Tra settore pubblico, banche e privati non bancari, in Italia verrebbero a mancare un totale di 2.186 milioni di dollari di cui 773 nel settore pubblico, 146 nelle banche e 1.266 di privati non bancari. In tutto circa 1.800 milioni di euro.
Gli effetti sulle banche italiane e sulla loro capacità di dare finanziamenti non sembrano, per ora, drammatici. Ma, come spiega l’ultimo Bollettino dell’Associazione Banche Italiane, nei primi tre mesi del 2012 la dinamica dei finanziamenti a imprese e famiglie è rallentata. Secondo l’indagine della Banca d'Italia, Bank Lending Survey, di fine aprile, ricorda ancora rapporto Abi, la domanda di finanziamenti da parte delle imprese in Italia è motivata soprattutto dalla necessità di coprire il capitale circolante e da operazioni di ristrutturazione e consolidamento del debito. Risulta in forte contrazione, invece, la domanda di credito per investimenti che ha raggiunto il valore più basso degli ultimi 10 anni. Questo significa che le aziende italiane, condizionate dalla crisi economica, richiedono prestiti soprattutto per cercare di saldare o almeno modificare i loro debiti e preferiscono non correre il rischio di fare ulteriori investimenti o far partire nuovi progetti. Si trovano in una situazione di stallo simile anche i finanziamenti a famiglie e privati: le principali richieste riguardano i mutui per l’acquisto di abitazioni.
Secondo l'Abi, il numero di prestiti e mutui concessi in questi mesi è rimasto comunque su valori positivi, nella media dell’area euro. Ma un peggioramento nella situazione greca potrebbe portare a un ulteriore rallentamento dei finanziamenti. Le banche italiane sarebbero così sempre meno nella condizione di concedere prestiti: questo significa meno soldi per le aziende che, non riuscendo a saldare i loro debiti, sarebbero sempre più vicine al fallimento. E meno soldi per lavoratori e famiglie, per cui sarebbe sempre più difficile ottenere un mutuo.
