PIU' FLESSIBILITA'

La Spagna vara la riforma del lavoro: più flessibilità per contrastare la disoccupazione

Indennità di licenziamento meno care per gli imprenditori, nuovo contratto a tempo indeterminato, incentivi fiscali per l'assunzione di giovani sotto i 30 anni

10 Feb 2012 - 15:39
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 © Ap/Lapresse

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Il governo spagnolo ha varato oggi l'attesa riforma del mercato del lavoro. L'obiettivo del premier Mariano Rajoy è quello di rendere il mercato più flessibile e di contrastare una disoccupazione che negli ultimi mesi è letteralmente esplosa. Il numero degli spagnoli senza lavoro ha raggiunto infatti il 22,85%. Ad annunciare la riforma del settore è stata la vicepremier Soraya de Santamaria al termine del Consiglio dei ministri.

Fra le principali misure approvate, ha precisato il ministro del Lavoro Fatima Banez, l'introduzione di indennità di licenziamento meno care per gli imprenditori (33 giorni per anno di lavoro invece dei 45 attuali), un nuovo contratto a tempo indeterminato per autonomi e Pmi con meno di 50 lavoratori, incentivi fiscali per l'assunzione di giovani sotto i 30 anni e di disoccupati di lungo periodo.

La riforma, varata con un decreto legge, introduce "maggiore flessibilità" nel mercato del lavoro ha aggiunto Banez. Le imprese di lavoro temporaneo saranno autorizzate ad agire come agenzie di collocamento, le imprese in crisi potranno sospendere l'applicazione dei contratti collettivi, flessibilizzando orari, funzioni e retribuzioni, gli accordi d'impresa saranno prevalenti su quelli settoriali. La riforma prevede fra l'altro l'introduzione di agevolazioni fiscali di 3mila euro per la prima assunzione da parte di una Pmi di un giovane sotto i 30 anni, la possibilità in caso di assunzione di un disoccupato di versare il 25% dell'indennità di disoccupazione a complemento della retribuzione dell'impresa, altri incentivi per 3600 euro per l'assunzione di giovani e di 4500 per la contrattazione di disoccupati di lungo periodo.

L'obiettivo centrale della riforma, ha insistito più volte Banez, è rilanciare l'occupazione e ridurre livelli di disoccupazione oggi al 22,85% (al 49% fra i giovani), promuovendo "l'impiego stabile" e riducendo la "dualità" del mercato del lavoro, fra contratti temporanei e indeterminati.