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Lucio Mariano: le luminarie fanno brillare di luce le passerelle

Le sculture luminose della Marianolight conquistano i palcoscenici internazionali in uno sfavillante connubio tra moda e tradizione

Le luminarie, con i loro spettacolari effetti di luce, sin dai tempi dell’età barocca, addobbano le città del nostro Mezzogiorno durante la celebrazione delle feste patronali. Archi, cassarmoniche, frontoni e rosoni scintillanti accendono le strade dei centri abitati, facendole risplendere di gioia e di colore. Nella tradizione delle parazioni,  che arricchiscono con stupefacente maestria cromatica il nostro patrimonio storico-culturale, s’inserisce la Marianolight, azienda leader nella realizzazione del lighting più avanzato.

Lucio Mariano, le luminarie fanno brillare di luce le passerelle

Nata a fine Ottocento grazie al suo fondatore, Salvatore, oggi vede alla propria guida il nipote, Lucio Mariano, che ha saputo trasformare le luminarie in vere e proprie scenografie esportate in tutto il mondo. 

Ai nostri giorni, le installazioni di questo geniale architetto delle luci si prestano non soltanto per accompagnare i festeggiamenti religiosi, ma anche per far brillare le più esclusive passerelle di haute couture. Lucio Mariano ha saputo infatti diffondere l’arte di famiglia oltre i confini della tradizione, dando avvio ad un’intensa collaborazione con le più rinomate griffe di moda, tra cui Dolce&Gabbana, Bulgari, Fendi, Intimissimi e Pomellato.
Questi ed altri brand, simbolo del Made in Italy nel mondo, hanno scelto le creazioni firmate Marianolight per illuminare sfilate, eventi e spazi espositivi in tutto il globo, partendo da Milano e Roma sino ad arrivare a Parigi, Londra, New York, Tokyo e Shangai.
Anche i più grandi department stores come la Rinascente, Brian&Barry e Harrods non hanno saputo rinunciare a questa seducente attrazione e, durante il periodo natalizio, hanno deciso di addobbare i propri palazzi con luminarie tradizionali in legno, che riproducono il raffinato pizzo Chantilly.

A Milano lo scorso settembre, in occasione del party evento dell’anno, Vogue Italia “The New Beginning”, al quale hanno partecipato le più importanti celebrities internazionali ed italiane, Lucio Mariano ha collaborato con il direttore creativo Riccardo Tisci, firmando la straordinaria scenografia luminosa del Purgatorio, in una moderna rivisitazione della Divina Commedia dantesca. Come nelle antiche parate religiose del nostro Meridione, anche in questa occasione si è compiuta un’autentica fusione tra sacro e profano, in un’elegante esplosione di luci e colori.

Lucio, quali sono le tue origini? Da dove deriva la passione per le luminarie? Possiamo parlare di una “storia di famiglia”? 
Sono nato in Puglia, a Scorrano, agli inizi degli anni ’60, quando tutta l’Italia si trovava in un ottimo momento di crescita economica e culturale.
Le luminarie della mia famiglia però hanno origini molto più antiche: già a fine ottocento, con mio nonno Salvatore, che al tempo veniva chiamato “il paratore”, le cittadine salentine e pugliesi, nei giorni della festa patronale, mutavano le loro sembianze, vestendosi di luce.
Passando dai lumini ad olio dei tempi di mio padre Eliseo, proseguendo attraverso le lampade ad incandescenza, sino ad arrivare ai LED e agli RGB, giungiamo a Marianolight 2017. Quindi direi proprio di sì: questa è la storia della mia famiglia.


Nel percorso di evoluzione della Marianolight, l’azienda è cresciuta di pari passo con gli sviluppi delle nuove tecnologie? 
La tecnologia in questo lavoro ha un ruolo molto importante. Come ho raccontato prima, essa ha scandito le diverse fasi di crescita della nostra azienda e, di conseguenza, di adattamento alle nuove esigenze del mercato. L’utilizzo delle nuove tecnologie ci ha permesso anche di essere molto più sostenibili e attenti alle risorse limitate del pianeta, riducendo il riscaldamento prodotto dalle nostre installazioni.

Quali sono le tappe fondamentali del processo creativo e della realizzazione pratica delle tue architetture di luce? 
Dobbiamo fare una distinzione importante tra due tipologie di progetto: la commissione e il lavoro indipendente.
Quando veniamo contattati dai nostri clienti, partiamo sempre da una loro idea di base. Una volta individuato il concept, procediamo alla fase di progettazione, che prevede un diretto coinvolgimento del committente. Quindi intervengono gli esecutivi architettonici e strutturali che si occupano della produzione. Infine procediamo con il montaggio di prova ed il collaudo sino alla spedizione sul sito in cui avverrà l’installazione finale.
Nel progetto indipendente, e cioè di nostra iniziativa, è l’ispirazione a dettare l’ordine delle fasi di progettazione, obbedendo soltanto alle logiche dell’istinto. Nonostante il processo sia meno lineare, ritengo che questo sia il modo migliore di realizzare delle creazioni inedite e originali. Il nostro obiettivo in fondo è sempre quello di stupire, dando forma a nuove idee.


Ti viene riconosciuto il grande merito di aver fatto dell'illuminazione un'arte. Oggi infatti le tue creazioni luminose non vengono esibite soltanto, secondo tradizione, nel corso delle feste patronali, ma sono diventate il fulcro di progetti di più ampio respiro, anche internazionale, che spesso interessano il settore moda. Qual è il trait d'union tra due mondi apparentemente lontani come quello delle luminarie e quello del fashion? 
In un settore come quello della moda, in cui il Made in Italy è apprezzato e riconosciuto in tutto il mondo come sinonimo di qualità del prodotto ed eccellenza manifatturiera, i grandi stilisti hanno deciso di adottare la formula vincente dell’italianità anche per illuminare le passerelle, i negozi, le feste e le inaugurazioni.
Le luminarie da lungo tempo esaltano le tradizioni e le origini più profonde del nostro Paese e oggi anche gli spettacoli della moda. Non è nient’altro che un’estensione dell’utilizzo originale: la celebrazione delle radici, del cambiamento, della gioia, della gente. 

Com’è nata la tua collaborazione con Riccardo Tisci? Ricordi qualche aneddoto particolare? 
A metà maggio, a Maglie, dove vivo, si celebra il Santo Patrono Nicola. Questa bella festa è più raccolta e intima di quella di Scorrano, a luglio, ma non per questo meno importante e sentita. Proprio in quel periodo, Riccardo si trovava in Puglia ed ha assistito al nostro spettacolo-installazione “Kaleidoscopio”, rimanendone subito affascinato. E’ nata così la nostra collaborazione artistica e professionale.
Durante le fasi di progettazione della scenografia per il party di Vogue Italua, prima di prendere il volo che da Milano mi avrebbe riportato a casa, ho pubblicato sulla mia pagina facebook alcune foto delle luminarie che avevamo installato, in modo da condividerle con parenti e amici. Al mio arrivo in Puglia, sono rimasto stupito…durante quel breve viaggio, avevo ricevuto tantissime chiamate e messaggi dal team di Vogue: mi si chiedeva di mantenere il segreto più assoluto perché la festa doveva essere una sorpresa per tutti.
Mi sono reso conto che, lavorando ogni giorno a diretto contatto con le luminarie, ci si dimentica di quanto questo nostro patrimonio culturale sia ancora sconosciuto a molti e in grado di creare straordinarie emozioni!


L'ispirazione da dove arriva? Come riesci a coniugare tradizione ed innovazione? 
L’ispirazione proviene da tutto ciò che mi circonda. Viviamo nella terra del Barocco, dove la decorazione floreale abbellisce chiese ed edifici delle nostre città, ammirate in tutto il mondo. Sono comunque un grande appassionato di architettura: le mie idee spesso traggono origine dalle opere dei grandi professionisti del nostro tempo. Mi piace mettere in scena quel fil rouge che unisce la tradizione e il nuovo, guardare sia al passato che al futuro, coniugandoli nel presente. 

Partendo dalla tua terra, la Puglia, hai conquistato i palcoscenici di tutto il mondo: segno che l'alta professionalità italiana è sempre apprezzata anche dagli stranieri. Quando non ti dedichi alla tua attività, come ami trascorrere il tempo libero?  
Mi ritengo un privilegiato perché la mia professione e il mio hobby coincidono. Oltre a lavorare per passione, il vero tempo libero che mi rimane è davvero poco. Quando mi è possibile faccio attività fisica: corro, vado in bicicletta, mi alleno in palestra e, se è estate, nuoto nel bellissimo mare della mia terra. Cerco anche di rilassarmi lontano dalla tecnologia, immergendomi nella natura o trascorrendo ore piacevoli in compagnia di mia moglie e dei miei amici. Sono stato molto fortunato ad avere una bella famiglia con tre figli, ormai tutti adulti e, più o meno, lontani da casa. Talvolta mi aiutano nella gestione di alcuni progetti all’estero e ne sono fiero. Spero che la storia della Marianolight continui a risplendere insieme a loro.

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