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In collaborazione con Grazia.it

In forma anche in inverno con il trekking

In attesa della neve, le passeggiate in alta quota fanno bene ai muscoli, al cuore e all’umore. Oltre a far riscoprire la natura

- È un’attività fisica alla portata di tutti, che consente di fare movimento a stretto contatto con la natura e con paesaggi incontaminati e, allo stesso tempo, di godere di numerosi benefici fisici e psicologici. Il trekking è un’escursione, più o meno lunga, attraverso sentieri o zone parzialmente inesplorate; può durare qualche ora fino a più giornate. Sono migliaia gli escursionisti che, zaino in spalla, camminano con la voglia di staccare dalla quotidianità e di riappropriarsi di un’azione tanto naturale quanto ormai quasi dimenticata: camminare con gli scarponi ai piedi.

In forma anche in inverno con il trekking

Per cominciare
È bene scegliere percorsi abbordabili e altitudini ragionevoli, per esempio in collina. Quindi no alle forti pendenze e alle grandi distanze se si è alle prime armi. In questo modo, il trekking è uno sport che può essere praticato da tutti, anche da anziani e bambini. Se non si è molto alleanti, ci si può improvvisare escursionisti, ma solo se si è già buoni conoscitori della zona dove si ha intenzione di camminare. Qualora si fosse in un posto nuovo, per conoscere le caratteristiche del percorso è meglio rivolgersi a un punto di informazione turistica, a qualche associazione locale che proponga giornate di trekking organizzo o a guide esperte del territorio. Ricorda che la difficoltà di un percorso dipende non tanto dalla sua lunghezza quanto dal dislivello presente.

Benefici per corpo e mente
Camminare in mezzo alla natura è il mezzo migliore per stare bene: il contatto con l’ambiente e il silenzio, infatti, sono già preziose fonti di benessere. Durante il trekking, l’organismo libera endorfine e serotonina, i cosiddetti ormoni del benessere, che aiutano a combattere la depressione. Inoltre, permette di rassodare e di tonificare i muscoli alle gambe, dei glutei e degli addominali. Si hanno benefici anche sulla respirazione, perché camminare stimola la circolazione del sangue, migliorando le prestazioni di cuore e polmoni. Non mancano gli effetti positivi anche sui bambini, perché dà loro l’occasione di conoscere la natura e di imparare a rispettarla.

Basta poco allenamento
Per prepararsi nel migliore dei modi, è bene cominciare a camminare il più possibile, anche in città, riducendo l’uso dell’auto, l’ascensore e delle scale mobili. Anche la corsa o la camminata a passo sostenuto, per mezz’ora e almeno due volte alla settimana, possono essere un buon allenamento per preparare muscoli, cuore e polmoni alle escursioni, soprattutto se fatte in un parco. Infine, ci vuole un po’ di preparazione psicologica per affrontare la fatica senza scoraggiarsi, soprattutto all’inizio.

Poche controindicazioni
Anche se il trekking può non sembrare uno sport vero e proprio, ma un semplice passatempo, è comunque un modo sano di divertirsi e di stare a contatto con la natura. Quindi non è richiesta una preparazione specifica, anche se un po’ di attenzione è fondamentale. L’attività fisica sotto il sole e negli ambienti umidi provoca un’abbondante evaporazione di acqua, esponendo al rischio di disidratazione. Il rischio è di incorrere in crampi ai muscoli e, nella bella stagione, nel colpo di calore. Durante un qualsiasi tragitto di trekking, quindi, è essenziale avere con sé una sufficiente scorta di acqua meglio ancora con soluzione salina.

Se si ha la pressione alta
Chi è soggetto a valori elevati di pressione arteriosa, dovrebbe evitare di praticare il trekking in alta montagna, perché qui la pressione del sangue tende ad aumentare ulteriormente, con ripercussioni negative sull’apparato cardiovascolare.

Occhi alle scarpe
Il trekking non richiede un particolare equipaggiamento, ma sono necessari alcuni accorgimenti utili per quello che riguarda l’abbigliamento. Un buon paio di scarponcini da trekking costituiscono il requisito indispensabile per non farsi male. Il modello adatto è alto alla caviglia, per sorreggere bene il piede e per prevenire distorsioni, un incidente molto comune durante le passeggiate su terreni accidentati. Possono essere di cuoio, in tela, oppure in tessuto tecnico, per consentire una buona traspirazione del piede. Vanno evitate, quindi, le classiche scarpe da ginnastica. Lo scarponcino giusto è dotato di suole rigide o semirigide antiscivolo, che garantiscono un appoggio sicuro del piede. Meglio ancora, il modello con la suola tipo “carro armato”, che ha una buona tenuta sul terreno, in modo da impedire

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