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Nir Lagziel: con Coccole arrivo dove le grandi ong non entrano

A Tgcom24 lo stilista israeliano che vive a Milano presenta il suo libro "Di cosa sa la felicità?": "In Cambogia ho aiutato una ragazzina a partorire. A Natale parto per il Vietnam"

Nir Lagziel: con Coccole arrivo dove le grandi ong non entrano

Lavorare con l’effimero, ma credere solo alla concretezza. Soprattutto quando si tratta di aiutare gli altri. E’ questa la miglior sintesi che descrive Nir Lagziel, 50 anni, israeliano, milanese d’adozione. Per vivere fa lo stilista a Milano, ha un atelier tutto suo, e da 15 anni ogni Natale intraprende il suo viaggio ai confini dell’umanità.  In Asia in particolare, ma anche in Africa e in America Latina. Lui è capace di arrivare dove nessuno arriva per comprare con i soldi raccolti prima col passaparola e poi con Coccole (onlus creata da lui nel 2006) medicine e  beni di prima necessità  a chi dalla vita oltre le violenze non ha mai avuto nulla. Bambine e bambini usati dal mercato del sesso e poi abbandonati una volta malati. Ora ha scritto un libro (Di cosa sa la felicità?) in attesa di partire per il suo prossimo viaggio…

Ci racconti cos’è Coccole?
Il progetto Coccole è nato nel 2002 con uno scopo preciso: arrivare dove le grandi Ong non arrivano, e portare nelle case di accoglienza e negli orfanotrofi, quasi sempre del sud est asiatico, un aiuto concreto ai bambini vittime di pedofilia e turismo sessuale. Prima di tutto medicine, indispensabili per la cura e la sopravvivenza dei piccoli e poi materiali per la scuola, vestiti, letti, cucine e attrezzi per far da mangiare, qualche volta la costruzione di nuove case. Naturalmente il concetto di orfanotrofio e case di accoglienza in quei paesi significa quasi sempre solo un letto di legno su cui dormire e una manciata di riso da mangiare. Nulla di più. A volte non c’è neppure un tetto.
 

 
Cose materiali, quindi, e non denaro…
Ho scelto, sin dall’inizio, di non lasciare denaro ma di occuparmi di ciò che serve verificandolo e acquistandolo in loco. E anche se il viaggio per arrivare in quei posti sperduti  è molto impegnativo, ogni volta la fatica più grande è trovarmi faccia a faccia con il silenzio assordante di quelle bambine e di quei bambini.  Bambine e bambini comprati all’età di uno o due anni e usati dal mercato del sesso finché non si ammalano. E naturalmente le malattie a trasmissione sessuale sono le più frequenti: sifilide e Aids al primo posto. Cosa che succede in genere intorno ai 11/12 anni. A questo punto vengono abbandonati in strada finché qualcuno non gli offre un posto dove stare.
 
Quando arrivi cosa succede?
Faccio sempre tutto quello che posso:  vedo cosa serve, comunico con i monaci, generalmente a gesti, visto che soprattutto in oriente sono loro che ospitano questi bambini, compro quello di cui hanno più bisogno e sto con loro più tempo possibile. Non so dirvi se mai quei bambini potranno scordarsi ciò che gli è accaduto, ma ho verificato con i miei occhi che un gioco, un paio di scarpe e una maglietta, un letto, una gita sul fiume a mangiare il pollo tutti insieme,  possono cambiare il loro sguardo. Per questo, anche quest'anno, sono pronto a partire.
 
Dove andrai il prossimo 25 dicembre, visto che i tuoi viaggi cominciano sempre a Natale?
Vietnam. Sia al nord al confine con la Cina e al sud al confine con Cambogia.
 

Come nasce Coccole?
L’Associazione Coccole Onlus e una progetto nato tra amici. Chi lo sostiene sa esattamente dove vanno i fondi raccolti  e in che modo vengono spesi. Come tutte le Onlus anche la mia vive di donazioni: dal 5 per mille, alle magliette che ogni anno disegno e stampo prima di partire fino alla generosità di chi mi conosce e sa quello che faccio. "Coccole" va avanti da 15 anni grazie  alla fiducia che i sostenitori hanno nell’associazione e in me.
 
Ti ricordi il tuo primo viaggio?
Il primo viaggio di Coccole è stato in Kenya nel 2003. Ho raggiunto un orfanotrofio dove lavorava una mia amica dopo aver raccolto un po’ di soldi dagli amici. In quel primo viaggio sono poi stato in altri due posti a portare un sacco di cose di cui avevano estremo bisogno.
 
La più grande emozione che hai vissuto?
In Cambogia , una bambina di 11 anni stava partorendo.  Io e un’altra ragazza l’abbiamo aiutata.  Un’emozione unica. Per fortuna tutto e andato bene sia per la mamma che per il piccolo Hang .
 
Quando e perché hai deciso di aiutare i più disperati?
Ho sempre collaborato con  Onlus varie (Unicef, telefono azzurro ed altre). E’ una gioia, che non ha prezzo,  vedere un sorriso di un bambino.
 
L’idea del libro da dove viene?
L’idea mi è venuta  durante una delle mie visite in una casa che ospitava ragazze madre la cui età media era 12 anni. Mentre stavo andando via, loro, stupite dal fatto che non volevo niente in cambio del mio aiuto, mi hanno preparato una cena squisita che mi ha molto colpito: ingredienti semplici capaci però di creare sapori indimenticabili. Questo è stato il primo input. Il secondo sono stati gli appunti che prendo per non dimenticarmi quello che ho visto e vissuto. Da qui l’idea di un libro, l’ho  intitolato Di cosa sa la felicità?  che unisce ricette e fiabe. Per le fiabe mi sono mi sono affidato a Michela Sartori che ha trasformato i miei racconti e ricordi  in fiabe per grandi e piccoli,  mentre le illustrazioni sono di Stefano Panigoni.
 
Non ti sei mai stancato?
Sì. I viaggi sono molto complicati. La cosa più difficile da sopportare però non è la fatica fisica ma quella psicologica.  Ogni volta dopo che tocco con mano la crudeltà umana che porta adulti ad abusare sessualmente di bambini e bambine dai 2 ai 14 anni, mi dico “basta, questo viaggio è l’ultimo”.  La tristezza negli occhi che incontro è tanta e mi fa male.  Poi però quando penso ai sorrisi che mi regalano quando sono lì con loro tutto passa… Almeno fino al prossimo viaggio.

 


 

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