FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonneGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
DirettaCanale 51

Migranti: arrestato "Rambo", trafficante di uomini e torturatore

Lʼuomo è accusato di far parte di unʼorganizzazione che gestiva i traffici tra Libia e Sicilia

La polizia di Agrigento ha fermato John Ogais, nigeriano, 25 anni. L'uomo, che si trovava nel Cara "S.Anna" di Isola di Capo Rizzuto, è accusato di far parte di un'organizzazione criminale che gestiva la tratta di migranti tra la Libia e la Sicilia, di sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento di immigrazione clandestina.

Tra i torturatori della prigione di "Alì il Libico" - Il 25enne sarebbe inoltre responsabile di torture e sevizie nella prigione di "Alì il Libico", luogo in cui erano tenuti i migranti in Libia prima di partire per il viaggio verso l'Italia.

Ogais sarebbe anche uno dei complici di Sam Eric Ackom, ghanese, arrestato dalla Squadra mobile di Agrigento a marzo.

Le testimonianze: "Rambo seviziava e uccideva i migranti" - "Durante la mia permanenza all'interno di quel 'ghetto' da dove era impossibile uscire ho sentito che l'uomo che si faceva chiamare Rambo ha ucciso un migrante. So che mio cugino e altri hanno provato a scappare e che sono stati ripresi e ridotti in fin di vita, a causa delle sevizie cui sono stati poi sottoposti". Comincia così il drammatico racconto di una delle vittime di John Ogais, detto Rambo.

"Vi era un altro tale Rambo della Nigeria - conferma uno dei testimoni delle violenze che ha aiutato gli inquirenti a identificare l'africano fermato - che seviziava i migranti. Le torture cui sono stato sottoposto sono innumerevoli. Sono stato torturato con i cavetti elettrici in tensione. Mi facevano mettere i piedi per terra dove precedentemente avevano versato dell'acqua. Poi azionavano la corrente elettrica per fare scaricare la tensione addosso a me. Subivo delle scariche elettriche violentissime. Questo avveniva circa due volte alla settimana. Alcune volte mi picchiavano, in varie parti del corpo, con dei tubi. Alcune volte mi legavano le braccia e poi mi appendevano in aria, per picchiarmi violentemente".

"Una volta, - prosegue il drammatico racconto - ho avuto modo di vedere che Rambo, il nigeriano, ha ucciso dopo averlo imbavagliato e torturato a lungo, un migrante suo connazionale che si trovava lì con noi". "Ho assistito personalmente al pestaggio sino alla morte di due persone, un nigeriano minorenne e un altro uomo, anch'esso nigeriano ucciso da Rambo davanti al fratello della vittima - conferma un terzo testimone -. Nello stesso momento dell'omicidio, Rambo minacciava armato di pistola, il fratello della vittima, di non raccontare nulla alla famiglia e di farsi mandare immediatamente i soldi".

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali