
foto Ansa
L'indagine della polizia, denominata 'Araba Fenice', riguarda sedici presunti mafiosi del mandamento di Brancaccio. Quella del nucleo investigativo dei carabinieri e dei militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza, chiamata 'Idra', ha portato al fermo di sedici presunti mafiosi dei mandamenti di Resuttana e Tommaso Natale. Un terzo provvedimento di fermo è stato eseguito, infine, dai carabinieri del Ros nei confronti di quattro esponenti della cosca di Passo di Rigano.
Emersi contatti tra mafia e 'ndrangheta
Da intercettazioni telefoniche e ambientali è emerso che i vertici del clan di Brancaccio tessevano una fitta rete di relazioni che comprendeva anche esponenti di spicco della 'ndrangheta calabrese e di altre famiglie mafiose di Palermo. Negli incontri monitorati dagli investigatori, i boss definivano affari illeciti e questioni di comune interesse. In questi summit, come in altre circostanze osservate dagli inquirenti, sono stati registrati momenti di grave frizione tra le diverse anime di Cosa Nostra palermitana, ancora priva di una sicura figura carismatica di riferimento.
Boss assenteista per andare ai summit
Lasciava il suo posto di lavoro all'Amat, l'azienda comunale del trasporto locale di Palermo, per incontrare i capimafia nel suo orario di servizio. Matteo Inzerillo, nipote del boss Michelangelo La Barbera, indicato come uomo d'onore della famiglia di Passo di Rigano, secondo gli inquirenti era incaricato di mantenere i rapporti con altri esponenti del mandamento di appartenenza che incontrava anche durante l'orario di servizio e per di più utilizzando mezzi aziendali.
Emersi contatti tra mafia e 'ndrangheta
Da intercettazioni telefoniche e ambientali è emerso che i vertici del clan di Brancaccio tessevano una fitta rete di relazioni che comprendeva anche esponenti di spicco della 'ndrangheta calabrese e di altre famiglie mafiose di Palermo. Negli incontri monitorati dagli investigatori, i boss definivano affari illeciti e questioni di comune interesse. In questi summit, come in altre circostanze osservate dagli inquirenti, sono stati registrati momenti di grave frizione tra le diverse anime di Cosa Nostra palermitana, ancora priva di una sicura figura carismatica di riferimento.
Boss assenteista per andare ai summit
Lasciava il suo posto di lavoro all'Amat, l'azienda comunale del trasporto locale di Palermo, per incontrare i capimafia nel suo orario di servizio. Matteo Inzerillo, nipote del boss Michelangelo La Barbera, indicato come uomo d'onore della famiglia di Passo di Rigano, secondo gli inquirenti era incaricato di mantenere i rapporti con altri esponenti del mandamento di appartenenza che incontrava anche durante l'orario di servizio e per di più utilizzando mezzi aziendali.










