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Sardegna, banda assaltava portavalori Pm: il "cervello" era un vicesindaco

Polizia e gdf sgominano unʼorganizzazione paramilitare attiva in tutta Italia. Le riunioni per preparare gli assalti si svolgevano negli ovili

Sardegna, banda assaltava portavalori Pm: il "cervello" era un vicesindaco

Trecento agenti di polizia e militari della guardia di finanza hanno fermato 20 persone in un blitz in Sardegna contro un'organizzazione paramilitare specializzata negli assalti ai furgoni portavalori. Dalle indagini è emerso come il gruppo, attivo da circa dieci anni, ha realizzato assalti a portavalori e a caveau di istituti di vigilanza sia nell'isola sia nel resto d'Italia. Il cervello era un vicesindaco.

Un vicesindaco a capo della banda - A scriverlo è il sostituto procuratore della Dda di Cagliari Danilo Tronci, nel decreto che ha disposto il fermo di 20 persone con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata agli assalti ai portavalori, ma anche riciclaggio e traffico di stupefacenti. Probabilmente lo stratega delle operazioni era dunque Giovanni Olianas, vicesindaco di Villagrande Strisaili, in Ogliastra, che, scrive Tronci, "ha dato prova di esperienza criminale fuori dal comune, costantemente impegnato nell'ideazione di nuovi colpi, spesso procrastinando i suoi impegni amministrativi per partecipare a rapine e sopralluoghi".

Dalle indagini è inoltre emerso come gli appartenenti all'associazione operassero anche nel traffico di droga e nel riciclaggio di denaro e favorissero la latitanza dei ricercati.

Riunioni negli ovili - Le riunioni per preparare gli assalti ai furgoni portavalori avvenivano all'interno degli ovili sparsi nelle campagne della provincia di Nuoro. Il blitz ha preso di mira quello che secondo investigatori e inquirenti è il "sancta sanctorum" del crimine sardo: in particolare i provvedimenti emessi dalla Dda di Cagliari vanno a colpire la famiglia degli Olianas che, sempre secondo le indagini, da anni si spartirebbe e gestirebbe gli affari criminali sull'isola.

Nel corso dell'indagine, gli investigatori sono riusciti a documentare la progettazione degli assalti, i sopralluoghi, il furto delle auto per compiere i colpi, il reperimento delle armi e, appunto, le riunioni negli ovili. Tra le azioni realizzate dall'organizzazione e documentate dalle indagini anche l'assalto al caveau di Nuoro, avvenuto nel 2013, che ha fruttato alla banda oltre 6 milioni di euro.

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