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Noemi, denunce inascoltate: il Guardasigilli avvia verifiche sulla Procura

Il fidanzato di Noemi, 17 anni, reo confesso è accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere: "Potevo uccidermi io e avrei evitato questo casino"

Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha avviato accertamenti preliminari sulla Procura per i minorenni di Lecce per via delle denunce che la madre di Noemi Durini, la ragazza uccisa dal fidanzato 17enne, aveva presentato contro il ragazzo, e che secondo la donna non sono state prese in considerazione. Anche il Csm ha chiesto al comitato di Presidenza l'apertura di una pratica sul caso.

Cranio sfondato - Dopo i primi rilievi, è emerso che Noemi Durini aveva il cranio sfondato da una grossa pietra, il volto irriconoscibile e ferite su varie parti del corpo prodotte verosimilmente da animali selvatici. Per questi motivi, oltre che per la decomposizione del cadavere, non è stato finora possibile accertare le cause della morte. Per stabilire se sul corpo siano presenti coltellate bisogna aspettare l'esito dell'autopsia.

Durante la perquisizione compiuta mercoledì sera dai carabinieri del Ris nell'abitazione della famiglia del fidanzato di Noemi "non è stato trovato nulla di evidente": né il coltello che il fidanzato dice di aver utilizzato per uccidere la giovane, né tracce biologiche legate alla morte della minorenne.

Il 17enne: "Potevo uccidermi io" - "Ho sbagliato, potevo uccidermi io e avrei evitato questo casino". Chiuso in una struttura protetta, il fidanzato di Noemi continua a disperarsi per quello che ha fatto e continua ad essere confuso, alternando momenti di depressione e agitazione. Il ragazzo è tenuto costantemente sotto controllo per il timore che possa compiere gesti estremi.

Il sindaco: il Tribunale aveva chiesto l'assistenza per Noemi - A giugno "il Tribunale per i minorenni di Lecce ha chiesto al servizio di assistenza sociale del Comune di Specchia una relazione sulla situazione famigliare di Noemi. Sulla base di questa relazione e di valutazioni autonome del Tribunale, i giudici hanno emesso un provvedimento di presa in carico della ragazza da parte dei servizi sociali". A spiegarlo è il sindaco del paese del Leccese, Rocco Pagliara, spiegando che "il provvedimento sarebbe arrivato ai servizi sociali il 5-6 settembre", dopo la scomparsa e l'uccisione della ragazza avvenuta il 3 settembre.

La famiglia del fidanzato aveva denunciato Noemi - La famiglia del fidanzato di Noemi aveva denunciato la ragazza per atti persecutori nei confronti del giovane. La denuncia, secondo quanto si apprende, sarebbe stata fatta alcuni mesi fa, una ventina giorni dopo quella presentata invece dalla madre della 16enne. Imma Durini nella denuncia accusava il ragazzo di lesioni nei confronti della figlia. Il referto medico allegato parlava di una prognosi di due-tre giorni per un colpo al volto, probabilmente uno schiaffo.

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