
foto LaPresse
Il tribunale ha ritenuto i due imputati colpevoli di disastro doloso solo per le condizioni degli stabilimenti di Cavagnolo (Torino) e Casale Monferrato (Alessandria). Per gli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli) i giudici hanno dichiarato di non doversi procedere perché il reato è prescritto. Il Presidente del Tribunale Giuseppe Casalbore è passato poi a elencare gli indennizzi a favore delle parti civili, che sono alcune migliaia.
Clini a Tgcom24: eliminare l'amianto ha richiesto molto tempo
"C’è voluto molto tempo prima dell’eliminazione dell’amianto e questo deve fare riflettere". E' questo il messaggio dell'intervento del ministro dell'Ambiente Clini, in diretta a Tgcom24. "L’amianto - continua Clini - è una sostanza purtroppo molto presente. Noi abbiamo individuato un programma con le regioni per individuare i luoghi contaminati e investito risorse pubbliche per la bonifica. Detto ciò c’è ancora molto da fare e mi auguro che questa sentenza possa mettere in atto un processo di segnalazione per continuare a lavorare". E sul processo di smaltimento il ministro ha spiegato: "Il programma specifico per Casale Monferrato lo abbiamo seguito direttamente e il processo di bonifica del sito industriale è allo stadio molto avanzato e sono in fase di completamento la realizzazione della discarica per i manufatti d’amianto. Questa sentenza ci aiuterà per recuperare le risorse per proseguire ulteriormente".
Guariniello: per molte famiglie il sogno di giustizia diventa realtà
"Con la sentenza di oggi abbiamo realizzato il sogno di dare giustizia a molte famiglie". Questo il primo commento del pm Raffaele Guariniello, al termine della lettura della sentenza del processo Eternit, durata oltre tre ore.
Balduzzi: va avanti la battaglia contro l'amianto
"La battaglia contro l'amianto prosegue. Certo che la sentenza di Torino rappresenta una pietra miliare e questa giornata sarà ricordata non solo in Italia ma nel mondo intero". Così il ministro della Salute Renato Balduzzi ha commentato la sentenza del tribunale di Torino.
Per il processo-bis la Procura pensa al reato doloso
La Procura di Torino sta valutando la possibilità di contestare un reato di tipo volontario, che potrebbe anche essere l'omicidio con dolo eventuale, nell'inchiesta Eternit-bis, che riguarda un migliaio di morti provocati dall'amianto lavorato a Casale Monferrato e in altre sedi. E' quanto trapela da ambienti giudiziari torinesi.
I familiari delle vittime: sentenza giusta
"Rende giustizia alle famiglie". Questo il commento di Bruno Pesce, presidente della Aneva, l'associazione che riunisce i familiari delle vittime dell'amianto, alla sentenza emessa dal Tribunale di Torino contro i vertici dell'Eternit. "I 16 anni inflitti agli imputati - ha aggiunto Pesce - dimostrano che nell'accaduto vi furono consapevolezza e dolo. Purtroppo - ha concluso - il disastro che hanno provocato è ancora in corso".
Le difese: "Persa la prima battaglia, ma faremo appello"
"La prima battaglia l'abbiamo persa, sicuramente ci appelleremo". E' stato questo il commento dell'avvocato di Stephan Schmideiney, Astolfo Di Amato, al termine della lettura della sentenza Eternit. Anche l'avvocato Cesare Zaccone, legale di De Cartier, conferma l'intenzione di fare ricorso e osserva: "Una sentenza che non ci aspettavamo".
Clini: questa condanna è giusta
La condanna Eternit "è giusta e inevitabile". Ora bisogna completare la mappatura dei siti a rischio amianto. A intervenire in questo senso è stato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, il quale ha sottolineato che "il problema vero oggi in Italia è che, nonostante l'impegno del ministero dell'Ambiente in questo campo e le ingenti risorse impiegate (circa 50 milioni di euro solo nelle aree industriali più inquinate, i cosiddetti Sin, Siti di Interesse Nazionale), non abbiamo ancora una mappatura completa dei siti che devono essere risanati".
Quindici milioni di risarcimento all'Inail
La Corte ha stabilito 15 milioni di risarcimento per l'Inail, 100mila euro per ogni sigla sindacale costituita parte civile, a partire dalla Cgil, 100mila euro per l'Associazione familiari vittime amianto, 70mila euro per il Wwf, 4 milioni di euro per il Comune di Cavagnolo (Torino), 70mila euro a Medicina democratica. Spiccano anche i risarcimenti decisi a favore del Comune di Casale Monferrato (25 milioni di euro) e della Regione Piemonte (20 milioni).
Alla sentenza esplode l'applauso delle vittime
Un grande applauso di alcuni secondi ha accolto la lettura della sentenza del processo Eternit nell'aula magna del tribunale di Torino. L'aula, con una capienza di circa 700 persone, era praticamente piena e ha continuato a seguire il resto della lettura della sentenza in rigoroso silenzio. La maggior parte delle persone portava sulle spalle la bandiera tricolore con la scritta "Eternit giustizia!", diventata simbolo della lotta contro l'amianto.
Ai parenti delle vittime 30mila euro di provvisionale
Dopo aver pronunciato la sentenza di condanna per i due imputati, il giudice Giuseppe Casalbore ha letto i risarcimenti decisi per le parti civili, in particolare elencando tutti i familiari delle vittime. La Corte ha stabilito un risarcimento di 30mila euro per ogni congiunto. Per alcuni ammalati sono stati stabiliti 35mila euro di risarcimento. Il riconoscimento economico finale sarà poi deciso in un successivo processo civile.
Ministro Balduzzi: "Sentenza storica"
"E' una sentenza che senza enfasi si può definire davvero storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici". E' il commento del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Sotto il profilo sociale, rileva, "corona una lunga battaglia che ha visto fianco a fianco la Repubblica, nel senso di tutti i livelli istituzionali, e il pluralismo sociale, in particolare forze sindacali e associazionismo dei familiari delle vittime".
Clini a Tgcom24: eliminare l'amianto ha richiesto molto tempo
"C’è voluto molto tempo prima dell’eliminazione dell’amianto e questo deve fare riflettere". E' questo il messaggio dell'intervento del ministro dell'Ambiente Clini, in diretta a Tgcom24. "L’amianto - continua Clini - è una sostanza purtroppo molto presente. Noi abbiamo individuato un programma con le regioni per individuare i luoghi contaminati e investito risorse pubbliche per la bonifica. Detto ciò c’è ancora molto da fare e mi auguro che questa sentenza possa mettere in atto un processo di segnalazione per continuare a lavorare". E sul processo di smaltimento il ministro ha spiegato: "Il programma specifico per Casale Monferrato lo abbiamo seguito direttamente e il processo di bonifica del sito industriale è allo stadio molto avanzato e sono in fase di completamento la realizzazione della discarica per i manufatti d’amianto. Questa sentenza ci aiuterà per recuperare le risorse per proseguire ulteriormente".
Guariniello: per molte famiglie il sogno di giustizia diventa realtà
"Con la sentenza di oggi abbiamo realizzato il sogno di dare giustizia a molte famiglie". Questo il primo commento del pm Raffaele Guariniello, al termine della lettura della sentenza del processo Eternit, durata oltre tre ore.
Balduzzi: va avanti la battaglia contro l'amianto
"La battaglia contro l'amianto prosegue. Certo che la sentenza di Torino rappresenta una pietra miliare e questa giornata sarà ricordata non solo in Italia ma nel mondo intero". Così il ministro della Salute Renato Balduzzi ha commentato la sentenza del tribunale di Torino.
Per il processo-bis la Procura pensa al reato doloso
La Procura di Torino sta valutando la possibilità di contestare un reato di tipo volontario, che potrebbe anche essere l'omicidio con dolo eventuale, nell'inchiesta Eternit-bis, che riguarda un migliaio di morti provocati dall'amianto lavorato a Casale Monferrato e in altre sedi. E' quanto trapela da ambienti giudiziari torinesi.
I familiari delle vittime: sentenza giusta
"Rende giustizia alle famiglie". Questo il commento di Bruno Pesce, presidente della Aneva, l'associazione che riunisce i familiari delle vittime dell'amianto, alla sentenza emessa dal Tribunale di Torino contro i vertici dell'Eternit. "I 16 anni inflitti agli imputati - ha aggiunto Pesce - dimostrano che nell'accaduto vi furono consapevolezza e dolo. Purtroppo - ha concluso - il disastro che hanno provocato è ancora in corso".
Le difese: "Persa la prima battaglia, ma faremo appello"
"La prima battaglia l'abbiamo persa, sicuramente ci appelleremo". E' stato questo il commento dell'avvocato di Stephan Schmideiney, Astolfo Di Amato, al termine della lettura della sentenza Eternit. Anche l'avvocato Cesare Zaccone, legale di De Cartier, conferma l'intenzione di fare ricorso e osserva: "Una sentenza che non ci aspettavamo".
Clini: questa condanna è giusta
La condanna Eternit "è giusta e inevitabile". Ora bisogna completare la mappatura dei siti a rischio amianto. A intervenire in questo senso è stato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, il quale ha sottolineato che "il problema vero oggi in Italia è che, nonostante l'impegno del ministero dell'Ambiente in questo campo e le ingenti risorse impiegate (circa 50 milioni di euro solo nelle aree industriali più inquinate, i cosiddetti Sin, Siti di Interesse Nazionale), non abbiamo ancora una mappatura completa dei siti che devono essere risanati".
Quindici milioni di risarcimento all'Inail
La Corte ha stabilito 15 milioni di risarcimento per l'Inail, 100mila euro per ogni sigla sindacale costituita parte civile, a partire dalla Cgil, 100mila euro per l'Associazione familiari vittime amianto, 70mila euro per il Wwf, 4 milioni di euro per il Comune di Cavagnolo (Torino), 70mila euro a Medicina democratica. Spiccano anche i risarcimenti decisi a favore del Comune di Casale Monferrato (25 milioni di euro) e della Regione Piemonte (20 milioni).
Alla sentenza esplode l'applauso delle vittime
Un grande applauso di alcuni secondi ha accolto la lettura della sentenza del processo Eternit nell'aula magna del tribunale di Torino. L'aula, con una capienza di circa 700 persone, era praticamente piena e ha continuato a seguire il resto della lettura della sentenza in rigoroso silenzio. La maggior parte delle persone portava sulle spalle la bandiera tricolore con la scritta "Eternit giustizia!", diventata simbolo della lotta contro l'amianto.
Ai parenti delle vittime 30mila euro di provvisionale
Dopo aver pronunciato la sentenza di condanna per i due imputati, il giudice Giuseppe Casalbore ha letto i risarcimenti decisi per le parti civili, in particolare elencando tutti i familiari delle vittime. La Corte ha stabilito un risarcimento di 30mila euro per ogni congiunto. Per alcuni ammalati sono stati stabiliti 35mila euro di risarcimento. Il riconoscimento economico finale sarà poi deciso in un successivo processo civile.
Ministro Balduzzi: "Sentenza storica"
"E' una sentenza che senza enfasi si può definire davvero storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici". E' il commento del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Sotto il profilo sociale, rileva, "corona una lunga battaglia che ha visto fianco a fianco la Repubblica, nel senso di tutti i livelli istituzionali, e il pluralismo sociale, in particolare forze sindacali e associazionismo dei familiari delle vittime".












orni56 - 14/02/12
Sì è una sentenza storica, perchè gli abitanti di Casale sono stati compatti e hanno sempre lottato insieme. Mio marito e mia suocera sono morti di mesotelioma pleurico, hanno lavorato alla Snia Viscosa, il medico del lavoro ha esposto denuncia per omicidio colposo ma il pm ha chiesto l'archiviazione, ho cercato di smuovere persone, ho informato i media nulla da fare, omertà assoluta perchè? alla Snia troppi grossi nomi?
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magio47 - 14/02/12
SENTENZA STORICA...? NO, NON MI SEMBRA, 16 ANNI POI PROBABILMENTE IL RICORSO IN APPELLO QUASI SCONTATO, PIU'IL COMPORTAMENTO DI BUONA CONDOTTA INOLTRE LA NON REITERAZIONE DEL REATO " SENZA CONTARE LA DISPONIBILITA ECONOMICA DEI PERSONAGGI" IL TUTTO SI TRADUCE AL MASSIMO IN UN'ANNO " FORSE " PER COME LA PENSO IO E' RIDICOLO !
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Leibnizio - 14/02/12
Contento per il risarcimento alle vittime però perplesso sulla sentenza.Secondo me corresponsabili dovrebbero essere anche e sopratutto stato italiano e magistratura che non hanno effettuato i dovuti controlli. Una volta stabilito con certezza la cancerosità del prodotto tutta la produzione andava interrotta e l'area bonificata.Con uno stato tanto distratto nei controlli quanto severo nelle condanne chi si azzarderà più ad investire in italia?
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pantera 33 - 14/02/12
Vorrei che chi non sa come stanno le cose si astenga dal dire sciocchezze. Nella sola Casale Monferrato l´Eternit ha causato 1800 morti.
Il Mesotelioma pleurico e´un tumore rarissimo ed esiste solo dove viene lavorato l´amianto e non certo da una tettoia in Eternit.
Il rapporto causa - effetto tra amianto e mesotelioma e´documentato dai primi anni 60. Non esiste altra causa conosciuta per il Mesotelioma pleurico che ha una mortalita´del 100%.
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Domenicost - 14/02/12
Fermo restando il grande cordoglio per le vittime ed il giusto diritto per essi ad ogni equo risarcimento), gli effetti penali della vicenda mi lasciano molto perplesso.
L'Eternit si produceva in tutto il mondo. I danni alle persone sono stati enormi. Ma solo da noi si ravvisa in quelle produzioni dolo con pene detentive . Avremo ancora un capitalismo estero disposto ad investire in Italia, con una simile giurisprudenza così disinvolta nella individuazione del dolo?
Domenicost
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cinciolo - 14/02/12
salve mi chiedo cosa potrebbe succedere se venisse fatto un processo simile per la zona industriale di portovesme in sardegna provincia carbonia-iglesias,che e' stata degradata da grosse multinazionali facendo scempio ambientale e allo stesso tempo distruggendo la salute sia dei lavoratori ma anche dei semplici cittadini.siamo a livello che sconsigliano di mangiare verdura e frutta prodotte in loco
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donald29 - 14/02/12
Mio padre è stato per anni a contatto con l'amianto poveretto...spero ci sia una giustizia anche per lui (che non c'è più) e per i suoi colleghi. E' una sentenza che fa la storia.
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fabbio40 - 13/02/12
i giudici italiani fanno i grandi con i soldi degli investitori stranieri. a prescindere che fu un crimine insistere nella produzione una volta accertatane la pericolosità del prodottto perché non si é intervenuti subito ? cosa faranno questi bravi giudici per tutte le morti bianche che avvengono nei cantieri o in altre sparte dell'economia italiana ? ai posteri l'ardua sentenza.
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contrada - 13/02/12
Dopo che ha piovuto, che bella acqua. Questo è un vecchio detto che si dice dalle mie parti (in avellinese) e sta a significare che è facile sparare sentenze dopo che per quasi un secolo si è fatto uso di quel materiale che solo nel 1996 è stato reso illegittimo. Non è infatti illegale quanti manufatti in eternit sono oggi "solo" incapsulati? Tanti, anzi tantissimi e molti non sono nemmeno censiti dalle ASL. Circa l'importo dei risarcimenti hai mé non sapete come funziona la Giustizia.
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