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Migranti, la nave Diciotti al porto di Trapani: 2 indagati

AI due è contestato il reato di concorso in violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dellʼequipaggio del rimorchiatore

E' iniziato lo sbarco dei 67 migranti della nave Diciotti nel porto di Trapani, dopo che il Colle "si è interessato" al caso. Disappunto del ministro Salvini. La Procura della città siciliana intanto ha proceduto all'iscrizione nel registro degli indagati di due profughi, accusati di concorso in violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio della Vos Thalassa.

"O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state - ha continuato il ministro dell'Interno - e allora devono pagare, o l'aggressione c'è stata e allora i responsabili devono andare in galera".

Mattarella "interviene" su Diciotti - "Attenzione" per la vicenda della nave. Dal Quirinale non è trapelato nulla di più, ma nei contatti che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto con il premier Conte, emerge tutta la delicatezza di un "caso" che non sembra avere precedenti. Quando, dopo tre giorni di navigazione, Salvini si è rifiutato di autorizzare equipaggio e migranti soccorsi a scendere dall'imbarcazione, la tensione si è alzata a livelli di guardia. Così è lo stesso Conte, dopo una telefonata con Mattarella, a rassicurare: lo sbarco "ci sarà".

Due profughi indagati, al momento nessun arresto - La Procura della Repubblica di Trapani ha ricevuto due informative della Squadra Mobile di Trapani e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato sui fatti accaduti a bordo del rimorchiatore Vos Thalassa l'8 luglio e ha proceduto all'iscrizione di un procedimento penale a carico di Ibrahim Bushara, sudanese, e di Hamid Ibrahim, ganese. A darne notizia è stata la Procura coordinata da Alfredo Morvillo. La Procura al momento non starebbe comunque valutando la possibilità di disporre provvedimenti cautelari nei confronti dei due migranti.

Polizia scientifica a bordo - Sulla nave è arrivata la polizia scientifica, accompagnata da personale della squadra mobile per eseguire rilievi e, in particolare, controlli su due giovani: quest'ultimi potrebbero essere i due migranti indagati dalla Procura per violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell'equipaggio del rimorchiatore Vos Thalassa: il sudanese Ibrahim Bushara e il ghanese Hamid Ibrahim.

Ong: "Agevolare urgentemente operazioni di sbarco" - Le organizzazioni umanitarie presenti al molo di Trapani (Intersos, Medici Senza Frontiere, Oim, Save the Children, Unicef e Unhcr) esprimono "profonda preoccupazione per il ritardo protratto nello sbarco di 67 persone presenti sulla Nave della Guardia Costiera Diciotti" e chiedono di "agevolare urgentemente le operazioni di sbarco".

"Virato a nord dopo le minacce" - Per fare chiarezza sulla questione è intervenuto Christopher Savoye, responsabile Affari legali del gruppo olandese Vroon Offshore, proprietaria della Vos Thalassa. "Non abbiamo chiesto di entrare in porti italiani, non siamo trafficanti e abbiamo virato a nord dopo che l'equipaggio ha subito minacce dai migranti", ha spiegato al Secolo XIX. Savoye conferma quindi che un'aggressione all'equipaggio da parte dei migranti c'è effettivamente stata. "Quando abbiamo soccorso il gommone che stava imbarcando acqua - continua - non sapevamo che era già stata avvertita la Guardia costiera libica. Appena la nave ha girato verso Sud per incontrare i libici e trasferire i migranti, questi hanno minacciato l'equipaggio: il personale è stato circondato e spintonato e alcuni hanno mimato il gesto del taglio della gola". Da qui la decisione di cambiare direzione e virare verso nord.

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