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Papa cambia rito "Lavanda dei piedi": si portanno scegliere anche le donne

La modifica voluta per "esprimere pienamente la carità di Dio".A Rebibbia il Pontefice aveva già lavato i piedi a sei donne

Papa cambia rito "Lavanda dei piedi": si portanno scegliere anche le donne

Papa Francesco cambia le regole del tradizionale rito della "lavanda dei piedi" del Giovedì Santo: il gesto potrà coinvolgere anche le donne e non solo gli uomini come è stato fino ad oggi. Si tratta del momento in cui si ricorda Gesù che lava i piedi agli apostoli nell'Ultima Cena, in cui, dice il Santo Padre, "i pastori della Chiesa" potranno "scegliere i partecipanti tra tutti i membri del Popolo di Dio". Donne comprese, quindi.

Decreto "In missa in cena Domini" - Con il decreto "In missa in cena Domini" la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha ritoccato la rubrica del Messale Romano sulla lavanda dei piedi: d'ora in poi, si legge nel decreto, nel "gruppetto di fedeli che rappresenti la varietà e l`unità di ogni porzione del popolo di Dio" ci potranno essere "uomini e donne, e convenientemente di giovani e anziani, sani e malati, chierici, consacrati, laici". Dal Messale sparisce dunque l'indicazione "gli uomini prescelti vengono accompagnati dai ministri...", che viene sostituita con "i prescelti tra il popolo di Dio vengono accompagnati dai ministri...".

Il Papa aveva già lavato i piedi a sei donne - Le donne in realtà non erano escluse dai fedeli che partecipavano al rito. Lo stesso Francesco infatti nell'ultimo Giovedì Santo, il 2 aprile 2015, nel carcere di Rebibbia aveva lavato i piedi a 12 detenuti, tra i quali sei donne. Si tratta quindi di una modifica più tecnica, ma che dà il senso dell'attenzione del Papa al mondo femminile.

Modifiche per migliorare le modalità di attuazione - "L'intento del Pontefice era "migliorare le modalità di attuazione" del rito, "affinché esprimano pienamente il significato del gesto compiuto da Gesù nel Cenacolo, il suo donarsi 'fino alla fine' per la salvezza del mondo, la sua carità senza confini". La Congregazione nel decreto ricorda comunque "ai pastori il loro compito di istruire adeguatamente sia i fedeli prescelti sia gli altri, affinché partecipino al rito consapevolmente, attivamente e fruttuosamente".

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