DRAMMA A REGGIO CALABRIA

Crollo del palco della Pausini, dopo il luttoè polemica sulle responsabilità dell'incidente

Il manager che organizza i concerti della cantante : "L'allestimento della produzione al momento dell'incidente non era nemmeno partito". Per i sindacati le norme nel settore sono superate. E il presidente di Assomusica chiede maggiori investimenti nella sicurezza e meno effetti speciali

06 Mar 2012 - 07:34
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Dopo l'incidente, tre mesi fa, al Palatrieste durante il montaggio del palco di Jovanotti,la morte del tecnico Matteo Armellini, 31 anni, prima del concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria accende nuovamente le polemiche sulla sicurezza nel settore dei concerti.

Ferdinando Salzano, amministratore delegato di F&P Group, che organizza i concerti della cantante, precisa che "l'allestimento della produzione (scene, audio, luci evideo) al momento dell'incidente non era nemmeno partito, e la struttura di appendimento pare essere crollata per ragioni legate alla base su cui poggiava e non certo per il sovraccarico". "La nostra produzione - sottolinea - non è mai stata montata, i riferimenti alla presunta responsabilità di inutili mega spettacoli nel mercato dello show business sono quantomeno fuori luogo".

Ma sul caso intervengono anche i sindacati: per Silvano Conti, coordinatore nazionale della produzione culturale di Slc Cgil, "la sicurezza costa" ed "è valida quando è certificata da un soggetto terzo. La Cgil, assieme agli altri sindacati, ha aperto un tavolo con le parti sociali per i lavoratori di spettacolo in cooperativa, che al centro ha le regole su sicurezza, organizzazione del lavoro, orari e riposi". Allarmato anche Maurizio Giustini della Cisl, per il quale bisogna "aggiornare le norme sulla sicurezza, questa tragedia non puo' essere una casualità. Bisognaanche fare pressioni sul ministero del Lavoro per aprire lì un tavolo di confronto. La prevenzione è una cosa seria".

Preoccupato Alessandro Bellucci, presidente di Assomusica, l'associazione degli organizzatori e produttori di musica dal vivo che conta oltre 100 imprese associate, che coprono circa l'80% dei concerti dal vivo in Italia. Un settore "estremamente attento alla sicurezza e controllato - sottolinea -. Ogni nostraoperazione viene sempre certificata da un esame di commissioni provinciali di vigilanza che vengono verificate sul posto prima del concerto". Bellucci sostiene però la necessità che siinvesta più nella sicurezza che in costosi effetti speciali: "Il pubblico vuole show sempre più complessi, con produzioni sempre più pesanti e difficili da montare e maneggiare, chepossono mettere in difficoltà la sicurezza sul cantiere - dice -. In questo senso gli artisti, che vogliono produzioni sempre più innovative, più grosse del competitor, con un aumento dei costi, hanno la loro fortissima importanza. In una filiera dove i margini si riducono sempre di più, è probabile che si vada a risparmiare su alcuni aspetti". "Bisogna che tutti si faccia un passo indietro - conclude -, soprattutto se muoiono due ragazzi, uno di 18 anni e uno di 31 anni con una bambina".