Cogne: Grosso lascia difesa
La Franzoni vuole l'avvocato Taormina
L'avvocato Carlo Federico Grosso lascia la difesa di Anna Maria Franzoni, accusata dell'omicidio del figlio Samuele. La decisione, secondo quanto annunciato da Grosso, trova origine nel "persistere della volontà della sua cliente di nominare il professor Carlo Taormina" come secondo difensore. Ma Taormina: "Grosso ci ripensi".

L'avvocato Grosso (nella foto a destra) ha detto, tra l'altro, di non giudicare "più sussistenti le condizioni fiduciarie minimali per continuare nella difesa di Anna Maria Franzoni" e di non poter "rischiare di rimanere ostaggio in un caso così delicato come quello del delitto di Samuele, di eventuali ulteriori autonome iniziative che le famiglie Franzoni e Lorenzi dovessero assumere in futuro" e per questo si vede così "costretto a dismettere il mandato di difensore di Anna Maria Franzoni".
Grosso afferma, però, che in un colloquio del 20 giugno con Anna Maria e Stefano si è "trovato tuttavia di fronte, da un lato, alla dichiarata volontà delle due famiglie di procedere a ulteriori numerose nomine di difensori di persone offese, finalizzate a sentire loro, a rafforzare quella attività di ricerca della verità che la procura di Aosta non avrebbe fino ad ora compiuto; dall'altro lato - aggiunge Grosso - alla comunicazione di Annamaria Franzoni di volere nominare quale suo secondo avvocato difensore l'avvocato Carlo Taormina (all'uopo già contattato), sul presupposto che l'accoppiata difensiva Grosso-Taormina avrebbe rappresentato un tandem di eccezionale efficacia".
"Il sottoscritto - ha proseguito l'avvocato Grosso - ha fatto presente che un grottesco affollamento di avvocati di persone offese difficilmente coordinabili tra loro avrebbe rischiato di recare danno anziché vantaggio alla difesa di Anna Maria".
Il legale ha sostenuto inoltre "che giudicava per altro verso, che le modalità molto differenti di interpretare il processo penale che esistono tra lui e Taormina stesso rendesse non proponibile e dannosa per la stessa difesa, la ipotizzata collaborazione.
"Di fronte al persistere della volontà della sua cliente di nominare il professor Taormina manifestatagli oggi, per le ragioni sopra menzionate" il professor Grosso "non giudica più sussistenti le condizioni fiduciarie minimali per continuare nella difesa di Anna Maria Franzoni, né può rischiare di rimanere ostaggio in un caso così delicato come quello del delitto di Samuele, di eventuali ulteriori autonome iniziative che le famiglie Franzoni e Lorenzi dovessero assumere in futuro". Per questo il legale si dice "pertanto costretto a dismettere il mandato di difensore di Anna Maria Franzoni".
Non si è fatta attendere la risposta di Carlo Taormina, che ha detto di aver incontrato l'avvocato Grosso il 10 giugno in Cassazione. "In quell'occasione - ricorda l'avvocato - abbiamo parlato anche della vicenda di Cogne. Mi è parso di capire che mi avesse ringraziato per la forte convinzione dell'innocenza di Annamaria Franzoni".
Anche per questo motivo l'ex sottosegretario agli Interni si dice "dispiaciuto" per la decisione dell'avvocato torinese di abbandonare la difesa: "Siamo - dice - due persone diverse, talvolta non configurabili sullo stesso piano, ma avremmo potuto lavorare bene insieme. Grosso è fra i migliori professori di diritto penale in Europa e io sono fra i migliori professori di procedura penale". Taormina non fa previsioni sulle decisioni che verranno dal Tribunale del Riesame: "Meglio - dice - non fare valutazioni, sto approfondendo le carte, poi formulerò la mia strategia".
