A Macerata, per la precisione a Montefano, si combatte una battaglia all'ultimo fedele. In campo da una parte la parrocchia di San Donato, dall'altra i frati del convento di San Filippo Benizi dei Servi di Maria guidati da Padre Maggi. Quest'ultimo si è conquistato l'affetto dei paesani grazie al web e alle prediche a favore dei gay. A San Donato, per evitare di ritrovarsi con la Chiesa vuota, hanno perfino raccolto firme per mandare via i frati.

Ad aderire all'iniziativa però sembra siano state solo una decina di persone, cattolici ortodossi che non vedono di buon occhio Padre Maggi e le sue omelie pro omosessuali, divulgate perfino tramite internet. Il convento ritornò a vivere circa 15 anni fa e lentamente, in gruppi sempre più numerosi, i fedeli sono stati attirati dalla modernità di questi frati.
Nella sera del sabato santo, come racconta Padre Maggi a La Stampa, "la nostra Chiesa non conteneva tutti i fedeli e siamo stati costretti ad aprire le porte nonostante la gelida serata". La guerra è iniziata con l'arrivo del vescovo monsignor Giulodori che non ha mai digerito il successo dei frati, soprattutto poiché ha privato la parrocchia di una buona parte di offerte.
Così Giulodori ha pubblicamente sconfessato il monastero:"Chiesa e parola di Dio sono la stessa cosa e quindi attenzione a ciò che si dice e a come lo si dice" ha detto dal pulpito della parrocchia. Subito si sono creati due schieramenti, con relativi siti internet, a favore e contro la comunità di frati. Ed è solo l'inizio.
Ultimo aggiornamento ore 09:30
