Terribile incidente durante il Gran Premio di San Marino nella categoria Moto2 che ha portato alla morte di Shoya Tomizawa. Il pilota giapponese è stato investito dalle moto di Alex De Angelis e Scott Redding, dopo i primi soccorsi nel circuito di Misano Adriatico era stato trasportato all'ospedale di Riccione in condizioni gravissime. Purtroppo le emorragie interne non gli hanno dato scampo ed è deceduto all'ospedale.

Le condizioni del pilota erano apparse subito gravissime tant'è vero che i medici della pista avevano deciso di non portarlo a Cesena in elicottero ma immediatamente a Riccione in ambulanza. I sanitari avevano da subito riscontrato traumi sono multipli, toracico, addominale, cranico e con emorragie.
Il dottor Claudio Macchiagodena della Clinica Mobile del Motomondiale aveva spiegato ai microfoni di Mediaset le condizioni del pilota giapponese Shoya Tomizawa dopo il terribile incidente: "E' stata fatta la rianimazione per cercare di trasportarlo in ospedale. Il pilota ha bisogno di una costante assistenza per evitare l'arresto cardiaco". Ma tutti i tentativi di rianimarlo sono poi risultati vani.
Rossi: "Con queste cose il resto non conta"
"Quando succedono queste cose, il resto non conta tanto. Abbiamo visto che l'incidente è stato bruttissimo, peccato". Valentino Rossi è visibilmente scosso, ai microfoni di Mediaset, dopo il Gp di San Marino chiuso al terzo posto.
Aveva solo 20 anni
Tomizawa classe 1990, ha iniziato a correre nelle minimoto a soli tre anni e ha continuato fino al 1996 in modo amatoriale. Dal 1997 arrivano le prime affermazioni, Shoya vince da quell'anno 4 campionati nazionali. Dal 2005 inizia la sua carriera con le moto da gran premio nei trofei organizzati dalla Honda in Giappone. Dal 2009 è nel campionato del mondo, il suo debutto in classe 250 lo vede terminare l'anno in 17/a posizione. Con l'avvento della nuova classe di mezzo, la Moto2, Tomizawa si schiera quest'anno con il Team Cip Technomag, con il quale vince la prima gara dell'anno, divenendo il primo pilota ad arrivare al successo in Moto2 nel Gp del Qatar a Doha. Buona anche la seconda gara della stagione a Jerez de la Frontera in Spagna, dove il giapponese conquista un secondo posto. Fino al tragico incidente era settimo nel mondiale.
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Ultimo aggiornamento ore 11:35

Irene
Anubi
la corsa nn viene fermata perchè ne tu, ne io ne tantomeno sto tipo contiamo nulla. gli esseri umani hanno un prezzo ed anke le nostre vite lo hanno. fermare la corsa avrebbe gravato sugli introiti... e sono gli introiti quelli ke contano sul serio.
cristina
A me dispiace tantissimo, era un ragazzo cosi' giovane e pieno di talento, sarebbe che ora i "capi" della moto gp si mettessero a tavolino per prendere delle misure di sicurezza piu efficienti.
non parliamo poi del soccorso che gli è stato fatto durante e dopo la caduta... ma si.
e un altro campione giovane se ne va....